Ora è un po’ più chiaro.
Un transistor solitamente non si polarizza come lo hai disegnato tu: come saprai le caratteristiche del componente, e in particolare il guadagno, variano notevolmente con la temperatura e sono molto diverse addirittura tra esemplari diversi dello stesso tipo. Per questi motivi, quando si vuole realizzare un amplificatore per piccoli segnali, è necessario introdurre una controreazione per la continua proprio per stabilizzare le polarizzazioni e renderle il più possibile indipendenti dalla temperatura e dalle caratteristiche del componente. questa controreazione fa in modo che eventuali variazioni del punto di lavoro del circuito di uscita possano agire sulla polarizzazione del circuito di ingresso col verso giusto in modo da ridurre l'effetto.
Un tipico circuito è quello della figura dove la resistenza di emettitore svolge l'importante ruolo di far dipendere la polarizzazione della giunzione BE dalle variazioni della corrente di collettore per stabilizzare il punto di lavoro.

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Il partitore di base impone alla base una tensione fissa , invece la tensione di emettitore varia in funzione delle variazioni della corrente di collettore. Il risultato è che la VBE dipende dalla IC e in questo modo il circuito trova un equilibrio nel punto voluto dal progetto e tale equilibrio risulta essere molto immune dalle variazioni di temperatura nonostante queste facciano variare molto il guadagno del componente.
Ti faccio notare che in questo circuito la tensione di base può essere anche molto alta ma, per la presenza della resistenza sull'emettitore la VBE continua ad essere dell'ordine dei 0.6-0.7V
Quando invece il transistor è utilizzato in commutazione, ovviamente non ha più importanza la stabilizzazione attorno ad un preciso punto e quindi non serve il meccanismo di retroazione per le polarizzazioni e quindi non serve il partitore che impone alla base una precisa tensione: è sufficiente una sola resistenza: si tratta solo di iniettare in base la corrente necessaria per portare il transistor in saturazione e quindi, conoscendo l'ampiezza del segnale di comando e conoscendo la corrente da iniettare in base, si calcola la resistenza semplicemente applicando la legge di Ohm

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Ti faccio notare, e qui mi pare che tu faccia un po' di confusione, che la tensione di base non è quella a sinistra della resistenza bensì quella a destra e in questo caso, essendo l'emettitore collegato a meno senza resistenza, non può salire che fino a circa+0.7V. La tensione a sinistra della resistenza è quella del segnale di pilotaggio e può essere ampia quanto si vuole senza nessun limite (ovviamente dall'ampiezza di questa tensione dipende il valore da imporre alla resistenza di base).
Credo di capire che i 5V massimi a cui ti riferisci siano invece la VEBmax e cioè la massima tensione
inversa applicabile alla giunzione emettitore base senza danneggiare il componente. Di questa tensione inversa si deve tener conto in quei circuiti dove il segnale di pilotaggio scende sotto lo zero.
Ti faccio notare ancora che, per convenzione, si scrive VBE per indicare una polarizzazione diretta (nel caso del NPN base positiva rispetto all'emettitore) e VEB per indicare una polarizzazione inversa (nel NPN base negativa rispetto all'emettitore.