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Orientamento laurea triennale e magistrale

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[11] Re: Orientamento laurea triennale e magistrale

Messaggioda Foto UtenteIsidoroKZ » 9 dic 2013, 1:16

Piercarlo ha scritto:E soprattutto: QUANTI ne escono vivi...


30%
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[12] Re: Orientamento laurea triennale e magistrale

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 10 dic 2013, 0:30

IsidoroKZ ha scritto:30%


Vale solo per l'Italia o vale anche per gli altri paesi? Negli USA la media qual è?
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[13] Re: Orientamento laurea triennale e magistrale

Messaggioda Foto UtenteIsidoroKZ » 10 dic 2013, 0:50

Questa riguardava le lauree quinquennali scientifiche. Ora potrebbe essere un po' piu` alto.

In usa il primo livello di laurea e` abbastanza piu` alto, oltre il 60% direi, ma devo informarmi. Dipende anche dall'universita`. Quelle migliori hanno tassi di successo piu` alti perche' possono selezionare meglio gli studenti.

Invece al master e` praticamente 100%, perche' gli studenti si autoselezionano: solo un 10% circa dei laureati di primo livello passano al secondo.
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[14] Re: Orientamento laurea triennale e magistrale

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 10 dic 2013, 1:02

Dai dati vien da pensare che la (comunque) bassa percentuale di quelli che arrivano fino alla fine sia dovuto più ad abbandoni per causa di forza maggiore che non per "crolli" personali o simili.

Un aspetto che non sono mai riuscito a capire bene è se all'università viene insegnato un qualche metodo di studio per digerire la massa di informazioni che vengono proposte oppure è un qualcosa che viene lasciato emergere "spontaneamente" dall'esperienza del singolo studente.

Ciao
Piercarlo
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[15] Re: Orientamento laurea triennale e magistrale

Messaggioda Foto UtenteRobert8 » 10 dic 2013, 4:23

Quello che ti posso dire, in relazione alla mia "breve" esperienza, è:

- nessuno ti insegna un metodo;

- a volte sei fortunato e trovi un vero insegnante: te ne accorgi da come organizza gli argomenti, dalla chiarezza e gradualità logica dell'esposizione e, a volte, dall'entusiasmo;

- spesso, invece, trovi giovani assistenti o ricercatori precari, magari anche molto bravi nel loro campo, ma decisamente novizi nell'insegnamento: te ne accorgi dalla loro rigidità nel seguire pedissequamente le dispense, dal disagio nel rispondere a qualche domanda; in questo caso la lezione si riduce quasi alla lettura delle dispense e a qualche esercizio alla lavagna: lo studio ti costerà il triplo;

- dopo il primo periodo di sbandamento un metodo o te lo inventi o abbandoni.


Personalmente ho trovato efficace scrivere, giorno per giorno, su un foglio excel come passavo la giornata:
- 10 o 15 voci per le attività comuni come dormire, mangiare, igiene, amici, amiche, parenti, hobby, tv, spostamenti, sport, letture ,radio, etc;
- 2, 3 o 4 voci per gli esami in preparazione;
il tutto con un quarto d'ora di tolleranza.

Per la compilazione del foglio bastano pochi minuti, 2 o 3 volte al giorno, ma dopo un mese hai già una bella statistica e cominci a renderti conto dove dirottare tempo sullo studio.

Per preparare un esame partivo dal suo peso in crediti. Nel manualetto universitario era indicato che un credito corrispondeva a 20 ore di studio circa (se non ricordo male). Considerandomi un po' gnucco aumentavo la corrispondenza a 30 ore. Quindi, per esempio, per un esame da 5 crediti calcolavo 150 ore di studio e organizzavo i successivi 2 o 3 mesi in base agli esami da sostenere.
E col foglio excel come testimone e giudice del tuo tempo, non c'era verso di sgarrare.

Infine per superare un esame mi resi conto che:

1) non bastava studiare, occorreva capire;
2) non bastava capire, occorreva esercitarsi;
3) non bastava esercitarsi, occorreva svolgere gli esercizi con rapidità;
4) non bastava essere rapidi; occorreva essere sintetici.

Morale: molte di quelle attività comuni sul foglio excel si ridussero al lumicino.
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[16] Re: Orientamento laurea triennale e magistrale

Messaggioda Foto UtenteIanero » 10 dic 2013, 8:20

Sono immatricolato quest'anno :-)
I test a ingegneria non li ho trovati difficili, te lo dice uno stupido ragioniere, figuriamoci se non li supera un perito tecnico come te (da come mi è sembrato di capire). Inoltre non sono nemmeno a numero chiuso tranne per qualche caso come ingegneria gestionale.
Posso anche dirti (parlo per le mie poche esperienze ovviamente) che lo studio non rappresenta un problema se ti appassiona quello che fai.
Non credo nemmeno alle solite frasi "il professore mi fa odiare la materia", vuol dire che non ti è mai piaciuta sul serio.
In ogni caso avere dei buoni professori aiuta di certo, e su questo mi ritengo fortunato per quelli che ho :-)
Non so se nelle varie università cambino modalità e test, in ogni caso se potrò esserti utile quando ti iscriverai mi farà piacere :-)
Per adesso buon proseguimento :-)
Servo, dai a costui una moneta, perché ha bisogno di trarre guadagno da ciò che impara.
Euclide.
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[17] Re: Orientamento laurea triennale e magistrale

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 10 dic 2013, 17:29

Robert8 ha scritto:Infine per superare un esame mi resi conto che:

1) non bastava studiare, occorreva capire;
2) non bastava capire, occorreva esercitarsi;
3) non bastava esercitarsi, occorreva svolgere gli esercizi con rapidità;
4) non bastava essere rapidi; occorreva essere sintetici.

Morale: molte di quelle attività comuni sul foglio excel si ridussero al lumicino.


In sintesi: studiare diventa un vero lavoro a tempo pieno anche se, al momento, non retribuito (lo sarà dopo... se va tutto per il verso giusto: altrimenti la slot machine "tasse e spese universitarie" vince lei...). E fin qui ci ero arrivato bene o male anch'io. Quello che non riesco a comprendere è il motivo per cui, visto che alla fine E' un lavoro, non viene organizzato scientificamente come qualsiasi altro per renderlo massimamente produttivo. Dopotutto lo si fa anche nell'allenare gli atleti per le olimpiadi e non ci vedrei niente di strano nel considerare uno studente universitario come una sorta di "atleta" mentale da allenare al meglio, se non per vincere le "olimpiadi" almeno per vincere una forma mentale che sia la più efficace possibile nell'affrontare i problemi che verranno dopo la laurea e nel lavoro.

Insomma, a dirla francamente, l'università così come "sembra" organizzata ora, sembra un po' una mezza truffa... non tanto per quello che insegna ma per le possibilità reali che offre alla gente di seguirla fino in fondo, tanto più in un periodo della vita (generalmente tra i 20 e i 25 anni) in cui non solo non si ha più la stessa prontezza mentale di un adolescente ma spesso ha a che fare con problemi (cercare un lavoro, mantenersi ecc.) che oggi un adolescente non ha più come ai tempi in cui si andava a lavorare a 15 anni... e tanti saluti.

Peraltro mi pare che il fatto che la maggior parte degli adolescenti fino ai 18 anni di fatto non schioda da scuola sia sfruttato veramente male: non riesco a capire, ad esempio, per quale motivo le materie che "con maggior dettaglio" vengono riproposte nel biennio universitario delle materie scientifiche (fisica e matematica soprattutto) non possano essere più efficientemente "spalmate" sui cinque anni precedenti passati alle superiori in cui vi è più tempo per studiare e capire con calma (e penso pure meglio) le stesse cose. Lo dico anche pensando al fatto che nel bene e nel male tutti i "grandi" che hanno popolato fisica, matematica, ingegneria ecc. lo sono stati anzitutto perché hanno iniziato a studiare PRIMA cose che normalmente si iniziano a studiare dopo.

L'ideale sarebbe che, almeno per tutte le competenze che si possono acquisire in maniera sistematica (cioè tutte le competenze che riguardano materie in un certo senso "auto-organizzate" dal punto di vista logico come lo sono quelle tecniche e scientifiche; quelle che per loro natura non godono di questo favore - ad esempio medicina e tutte le scienze che in un modo o nell'altro indagano la natura come fenomeno storico ed evoluzionistico chiaramente dovranno di necessità, almeno in gran parte, continuare per la loro strada) possano essere studiate, nelle loro basi, durante il periodo delle superiori lasciando al periodo universitario (che potrebbe pure, a questo punto, essere più breve e quindi anche più efficace dal punto di vista della futura sistemazione lavorativa) il solo compito di fornire le competenze specialistiche richieste da ciascun campo.

Peraltro non sarebbe male arrivare finalmente ad una unificazione tra medie inferiori e medie superiori in cui la gente vive la scuola come un unico corso esteso per otto anni in cui tutte le materie vengano adeguatamente spalmate e calibrate in modo da garantire, alla fine di questo periodo di studi, un livello di cultura allo stesso tempo omogeneo e molto più elevato di quanto sia possibile ottenere oggi. Ma forse qui sto sognando...

Ciao
Piercarlo
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[18] Re: Orientamento laurea triennale e magistrale

Messaggioda Foto Utenteluciano87 » 10 dic 2013, 17:34

Premetto che scegliere di proseguire gli studi rappresenta cosa vorrai esser in futuro.
Io mi sono fatto questa domanda: "Cosa vorrei fare da grande?"
Dopo attente riflessioni, mi son detto: "l’ingegnere".
Nonostante sia stata una scelta pensata, ho avuto ed ho difficoltà.
Non condivido gli innumerevoli ragazzi che si iscrivono solo per seguire le orme dei propri genitori, figli di papà, chi aspira ad avere il famigerato pezzo di carta, perché si sa: tutto andranno ad esercitare fuorché quanto scelto perché un buon 70% ti risponderà: "Neanche mi piace quello che ho scelto!".
Credo sia una perdita di tempo, di soldi e di altre opportunità nel settore lavorativo!

Dal mio punto di vista, posso affermare che uscire da un liceo scientifico o un liceo classico per poi iscriversi ad ingegneria equivale a dire la stessa cosa.
Asserisco quanto detto per il seguente motivo: se durante gli anni delle superiori hai adottato l’arte di arrangiare, tanto per arrivare a prendere il diploma, oppure l’istituto non ha sviluppato un buon programma non sarà un vantaggio esser usciti dall’industriale anziché il professionale perché non si possiedono i requisiti base.
Un segreto che non è fondamentale ma d’aiuto è proprio questo: avere delle buone basi, che chiaramente non si costruiscono dall’oggi al domani ma si “collezionano” dai tempi delle superiori.
Sono importanti, specialmente per il primo semestre, perché per certi fronti rappresentano il nesso tra quanto si conosce, e gli argomenti successivi almeno per quanto riguarda la matematica, fisica…
Se si hanno delle lacune il secondo semestre sarà praticamente impossibile da seguire!
Ti sembrerà arabo, le lezioni appaiono pesanti, noiose e difficili.
Ti vedi costretto a non seguire i corsi perché d'altronde è tempo perso.
D’altro canto potrai cavartela alla grande se possiedi una buona capacità di apprendimento per rimpiazzare il tempo perduto, oppure avere un professore privato o amici di supporto e stare al passo con le lezioni.
Per il resto hanno risposto in modo esaustivo i colleghi del forum.
Ricorda di far sì che le tue scelte siano pesate...buone cose! :ok:
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[19] Re: Orientamento laurea triennale e magistrale

Messaggioda Foto UtenteRobert8 » 10 dic 2013, 19:39

Piercarlo ha scritto:In sintesi.......

1) Ebbene si, è un lavoro a tempo pieno.L'organizzazione non esiste forse perché ognuno di noi ha un suo modo personale di ragionare, studiare, comprendere e su tali meccanismi non è ancora saltato fuori un John Ford ad inventare una "catena di montaggio". Inoltre l'università non ha come scopo quello di insegnarti la fisica, la matematica o l'elettrotecnica, bensì si prefigge di prepararti ad affrontare da solo nuovi argomenti, a fare da solo nuovi studi dove non ci saranno professori, libri di testo e dispense ad aiutarti e nemmeno esami programmati da sostenere: ci sarà il vuoto e dovrai arrangiarti da solo.

2) Non credo sia una truffa. Certo chi non ha una famiglia che lo mantiene è svantaggiato, ma qui il discorso si allarga al modello sociale di istruzione pubblica che uno stato vuole o riesce a realizzare. Tutto sommato In Italia te la cavi con 1000/1500 euro l'anno, sempre meglio che negli States.

3) Aumentare il carico di studio alle superiori? Forse basterebbe riportarlo a quello di 20 o 30 anni fa, ma è stata fatta la scelta di diluirlo per permettere a tutti di arrivare al diploma e anche qui il discorso si complica con considerazioni sul modello sociale.

4) L'ideale non so quale potrebbe essere, meglio accontentarsi di ciò che c'è e, se possibile, sfruttarlo.
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[20] Re: Orientamento laurea triennale e magistrale

Messaggioda Foto Utentesimo85 » 10 dic 2013, 20:05

Piercarlo ha scritto:studiare diventa un vero lavoro a tempo pieno

Lavorare 8 ore al giorno e studiare per l'università quando arrivi a casa è un lavoro a tempo "strapieno". :cry:

:mrgreen:
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