Neolaureato in Ing. Elettrotecnica, come muoversi?
Salve a tutti, ho conseguito da poco la laurea magistrale in ingegneria elettrotecnica, ora sono molto indeciso ed insicuro sul da farsi. Vorrei trovare qualcosa che sia adeguato al settore di mio interesse ossia l'impiantistica elettrica (produzione, trasmissione e distribuzione). Tra le tante offerte di lavoro che si trovano in giro è difficile districarsi infatti vengono riportate pochissime informazioni e sono curate da aziende per il reclutamento esterne quindi si rischia di mandare candidature un po' a caso facendo solo una gran confusione. Per ora ho inviato la candidatura alle grandi aziende del settore, ma non posso certo restare ad aspettare,
La mia volontà è quella di trovare un lavoro che abbia un senso, che mi faccia crescere nel settore di mio interesse e quindi che non sia un lavoro tanto per lavorare che mi porterebbe solo a disperdermi dal punto di vista della costruzione della mia carriera.
Lato economico non ho pretese e sono disposto a sacrificarmi, tuttavia non è facile riconoscere il confine tra sacrificarsi ed essere sfruttati malamente.
Sono interessato oltre che disposto, ad esperienze all'estero, ma riconosco che trasferirsi immediatamente non sia facile anche perché dovrei conoscere meglio la lingua.
Nello specifico ho ricevuto un'offerta da un'azienda di ingegneria in cui mi addentrerei nel settore progettazione e negli ambiti di mio interesse cosa che ritengo molto positiva, tuttavia mi è stato proposto un periodo iniziale (6 mesi) con solo rimborso spese, in sostanza perché ancora non sono produttivo e devo imparare e poi lavorerei con loro ma come Professionista (apertura partita iva) per 1200€ (ma avrei molte tasse). La prospettiva, se riesco nel tempo a diventare autonomo, è ovviamente di migliorare la retribuzione e una buona possibilità di carriera.
Ora, come devo prendere tutto questo? con quanta diffidenza? è sempre meglio mettersi in una azienda possibilmente grande e come dipendente? meglio fare di tutto per andarsene subito fuori? meglio iniziare a fare esperienza e curriculum? So che non c'è una risposta univoca a queste domande e che molto dipende da me, io sento di essere intraprendente e non voglio limitarmi al compitino ma quante possibilità ho di fare meglio?
Queste sono le domande che ad ora mi appaiono insormontabili.
La mia volontà è quella di trovare un lavoro che abbia un senso, che mi faccia crescere nel settore di mio interesse e quindi che non sia un lavoro tanto per lavorare che mi porterebbe solo a disperdermi dal punto di vista della costruzione della mia carriera.
Lato economico non ho pretese e sono disposto a sacrificarmi, tuttavia non è facile riconoscere il confine tra sacrificarsi ed essere sfruttati malamente.
Sono interessato oltre che disposto, ad esperienze all'estero, ma riconosco che trasferirsi immediatamente non sia facile anche perché dovrei conoscere meglio la lingua.
Nello specifico ho ricevuto un'offerta da un'azienda di ingegneria in cui mi addentrerei nel settore progettazione e negli ambiti di mio interesse cosa che ritengo molto positiva, tuttavia mi è stato proposto un periodo iniziale (6 mesi) con solo rimborso spese, in sostanza perché ancora non sono produttivo e devo imparare e poi lavorerei con loro ma come Professionista (apertura partita iva) per 1200€ (ma avrei molte tasse). La prospettiva, se riesco nel tempo a diventare autonomo, è ovviamente di migliorare la retribuzione e una buona possibilità di carriera.
Ora, come devo prendere tutto questo? con quanta diffidenza? è sempre meglio mettersi in una azienda possibilmente grande e come dipendente? meglio fare di tutto per andarsene subito fuori? meglio iniziare a fare esperienza e curriculum? So che non c'è una risposta univoca a queste domande e che molto dipende da me, io sento di essere intraprendente e non voglio limitarmi al compitino ma quante possibilità ho di fare meglio?
Queste sono le domande che ad ora mi appaiono insormontabili.
