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La libreria di EY... "Vediamo cosa leggiamo"

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[21] Re: La libreria di EY... "Vediamo cosa leggiamo"

Messaggioda Foto UtenteSjuanez » 1 feb 2016, 8:44

A tratti si somigliano! a detta di alcuni ex Apple :mrgreen:

Comunque le biografie fatte bene sono un patrimonio di emozioni ed esperienze!

O_/ O_/ O_/
Più so e più mi accorgo di non sapere.

Qualsiasi cosa abbia scritto, tieni presente che sono ancora al mio primo rocchetto di stagno.
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[22] Re: La libreria di EY... "Vediamo cosa leggiamo"

Messaggioda Foto Utentespeedyant » 1 feb 2016, 23:21

Io ho letto in tre giorni la biografia di un altro "nerd" a caso, ex socio di Gates...
A parte i capitoli sulla nascita del dos, leggere la parte sul morbo di hodgkin mi ha colpito parecchio.
Son quello delle domande strane!
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[23] Re: La libreria di EY... "Vediamo cosa leggiamo"

Messaggioda Foto Utenteadmin » 29 feb 2016, 17:55

Io ho da qualche giorno finito di rileggere "Il mondo di Sofia" di Jostein Gaarder.
L'avevo letto circa vent'anni fa (qui è d'obbligo: mamma mia come passa in fretta il tempo! E la domanda immediata: ma il tempo cos'è?)
Per chi vuole ripassare un po' la filosofia studiata al Liceo o per chi vuole entrare nel mondo della filosofia, può farlo con questo romanzo la cui trama si ispira al pensiero di Berkeley, filosofo empirista del settecento che arriva a negare l'esistenza di una realtà materiale a noi esterna. Esistono solo le nostre esperienze, le nostre sensazioni ma non siamo in grado di dimostrare quale ne è la vera causa.
Ecco, la filosofia porta perfino a queste stranezze (o pazzie?) :-).
Ma anche la scienza se vogliamo, che dà molte risposte, risolve molti problemi, ma genera anche molte altre domande e nuovi problemi.
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[24] Re: La libreria di EY... "Vediamo cosa leggiamo"

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 29 ago 2016, 0:30

Fa ancora caldo, quindi un buon pretesto per rinfrescare questo thread.
Tra i libri che ho letto di recente vorrei recensire quelli di Malvaldi e tra i due che mi sono capitati tra le mani suggerirei di partire dal secondo: "Il gioco delle tre carte"
_igdtc_malvaldi.JPG
_igdtc_malvaldi.JPG (9.44 KiB) Osservato 2184 volte
Probabilmente alcuni tra voi ne avranno sentito parlare ormai da tempo.

Si tratta di piccoli gialli, non cruenti, anche se ci scappa sempre una vittima; leggeri e piacevoli, almeno per me, sono arricchiti con la giusta dose d'ironia: un ingrediente d'assumere senza controindicazioni.
Dell'autore potete trovare informazioni, dovessero interessarvi, aggiungo piuttosto una descrizione sul contesto che costituisce il comune denominatore di questa serie.

Il fulcro dei racconti, ancor più che un paese, è un bar della riviera toscana con il suo proprietario che, volente o nolente, si trova a seguire gli sviluppi delle indagini appunto "convinto" dall'autorità preposta.
Le vicende sono accompagnate dai pettegolezzi di un gruppo di anziani, o vecchi (come tra il sarcastico e l'irriverente li epieta lo stesso barista) che hanno eletto a insindacabile decisione il luogo in questione quale loro quotidiano ritrovo.
Come spesso accade, per le dinamiche sviluppate dalla familiarità nei confronti dei protagonisti, ci si può affezzionare a loro dal primo episodio o quando li si ri-incontra in quello successivo; insomma, per me una buona lettura.
La serie è pubblicata da Sellerio editore palermo.

Saluti
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[25] Re: La libreria di EY... "Vediamo cosa leggiamo"

Messaggioda Foto UtenteMike » 29 ago 2016, 18:02

Ho terminato il libro di Leonardo Facco "Elogio del contante" che consiglio a tutti coloro a cui sta a cuore la libertà, perché il contante è l'ultimo baluardo di libertà da difendere. Il libro smonta tutti i luoghi comuni che l'informazione mainstrem statalista ci bombarda quotidianamente. Spiega perché l’eliminazione del contante, in quanto ultimo tassello mancante alla totale sovietizzazione del sistema monetario e creditizio, oltre a violare ulteriormente la libertà avrebbe effetti economici di lungo periodo ancor più distruttivi in termini di ricchezza e di crescita economica rispetto alla pur negativa situazione attuale.

https://www.amazon.it/Elogio-contante-P ... 8878860174
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[26] Re: La libreria di EY... "Vediamo cosa leggiamo"

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 3 ott 2016, 2:10

Di questo romanzo sono andato a vedere delle recensioni dopo averlo letto.
Come d'altra parte faccio per un confronto, ma dopo.
Le ho viste e condivise.
Il libro si legge in fretta, meno di 200 pagine, e facilmente, perché scorrevole, fluido.
Il linguaggio non è ricercato ma chiaro e gli spunti per qualche riflessione in più non mancano.
L'autore, tramite il protagonista, svela la credibile disgregazione di una famiglia, un processo che a volte, anche nella realtà appare irreversibile.
Gli accadimenti, però, possono avere degli sviluppi particolari e intensi e nessuno può divinarne l'esito.
Così le dinamiche di un'imprevista convivenza con un adolescente affetto d'Asperger e l'inevitabile peggioramento di una degenza ospedaliera, possono portare a riconciliarsi, prima ancora che con gli altri, con se stessi.
E uno sport come il calcio diventa un mezzo e un'opportunità per riscattarsi, per il pregio, o il difetto, di apparire opinabilmente più prevedibile di un gioco come quello degli scacchi.
_usnc_gillot.JPG
_usnc_gillot.JPG (19.42 KiB) Osservato 2050 volte
"Una scacchiera nel cervello", scritto da Alain Gillot, edito da "edizioni e/o", pp.192, 16 €.
Ma, come al solito, suggerisco anche di cercare in biblioteca.
Buona lettura.

Saluti
W - U.H.F.
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[27] Re: La libreria di EY... "Vediamo cosa leggiamo"

Messaggioda Foto UtenteStefanoSunda » 3 ott 2016, 13:10

Ricordi d'infanzia e di vita.jpg
Ricordi d'infanzia e di vita.jpg (3.93 KiB) Osservato 2002 volte
Si tratta dei miei ricordi intimistici nello stesso tempo mi sembrano interessanti, e curiosi. Sono fatti che mi sono capitati, s’intravede di com’eravamo tanto tempo fa. Il libro è stato pubblicato qualche mese fa, (120 pag.) è stato già recensito da tre autori:

18 agosto 2016
Recensione di Angelo Pulpito.

… “È la prima volta che racconto l’accaduto e i sentimenti che l’hanno accompagnato in questo libro”. Di sentimenti in questo libro ce ne sono tanti, è in fondo un’autobiografia abbastanza poetica che guarda al passato con uno sguardo benevolo (i lavori in campagna, i buoi, l’asinello). Ma vi è descritto anche il dolore “i patimenti della seconda guerra mondiale” e finalmente “la fine della seconda guerra mondiale”. Poi la crescita, gli studi, la professione, i problemi d’amore, la separazione e alla fine… l’impressione che riceviamo da questa interessante autobiografia è che l’autore sia molto capace di descrivere i suoi “ricordi intimistici”, ma anche di rappresentare la vita così come scorre in ognuno di noi

10 agosto 2016
Recensione Di Giuseppe Belso.

Preziose testimonianze di vita raccolte in un libro scritto col cuore. Con le pagine scorrono i ricordi ricolorandosi a tinte vive. Ritornano alla mente suoni e profumi antichi. Gli echi attutiti della guerra e le paure, la tessera annonaria e i cumuli alti di macerie lasciati dalle bombe. Sotto le case crollate i corpi esanimi e i flebili lamenti dei sopravvissuti. Dice del padre in Etiopia. La voce dell’Autore si rattrista rievocando i giorni dell’asilo, presenti ancora nella mente pregnanti e vivi. Negli oscuri meandri della memoria riprendono corpo le suore cattive. A otto anni festeggia il diritto di poter vivere, libero dagli orrori della guerra. A pieni polmoni respira il vento e il mare. Racconta episodi che sembrano essere accaduti ieri o ier l’altro. Parla della sartoria di Mosé e della vecchia corriera che manda fumo denso. Rievoca l’orrore nel dover assistere ai giochi cruenti dei ragazzi grandi e a malvagità inaudita. Una gara consiste nello spaccare il guscio delle tartarughe lanciandole con violenza contro il muro della chiesa.
Squarci di folclore, il simpatico asinello, la casa dello zio Basilio, il mandorleto di Carroghedda, il compagno di classe Eustacchio e l’ocarina di terracotta che sguscia dalla tasca della tunica di Don Contu. E ancora il grande fico della zia Gigina, presidiato di giorno a contrastare i ladri. Fichi neri succosi e grandi. Il tempo di ieri.

Dal virtuale al reale
di Zeno Martini 06 giugno 2017

Quasi sempre cerco di immaginare come sia la persona reale con cui interagisco in un forum. Così è anche nel caso di Stefano Sunda per la sua pluriennale frequentazione del sito di ElectroYou e la scoperta di questo suo libro di ricordi mi ha fornito l’occasione per averne un’immagine più precisa, non dal punto di vista fisico, ma umano. Leggendolo, ho avuto la sensazione di trovarmi seduto in un tranquillo bar con una bella vista sul mare cagliaritano insieme ad un amico che, mentre sorseggiamo un buon moscato sardo, racconta con serenità ed un po’ di nostalgia ma anche orgoglio, gli eventi più importanti della sua vita, tratteggiando le persone e gli ambienti che l’hanno definita.
Di particolare intensità sono le memorie dell’infanzia, le fondamenta della persona adulta. Da esse emerge il duro scenario della seconda guerra mondiale con la successiva ripresa densa di speranze e voglia di tornare a vivere. In questo clima Stefano sviluppa la passione per il mondo elettrico che lo porta dai primi impianti civili a quelli dell’industria e dell’automazione. La sua passione per il mondo elettrico non si ferma all’attività professionale, ma prosegue come attività ricreativa nel modo dei radioamatori. E, come tutti, deve anche affrontare e risolvere problemi sentimentali con gioie, delusioni e speranze che lo portano infine ad un presente sereno e gioioso come un giro di valzer.
Ricordi di infanzia e di vita è un libro di semplice lettura che racconta una vita vera, quella in cui ognuno di noi si può ritrovare, facendo emergere in dal mondo virtuale la persona reale.

Una vita reale dietro una vita virtuale
di Zeno Martini 06 giugno 2017

Viviamo nell’epoca delle conoscenze virtuali ed arriva sempre il momento in cui si cerca di immaginare la persona che sta dietro l’avatar con cui ci capita di interagire. E’ successo anche con Stefano che conoscevo per la sua ormai pluriennale frequentazione del sito ElectroYou.
Con in suoi “Ricordi di infanzia e di vita” pubblicato su ilmiiolibro, ho avuto l’occasione di raffigurare in modo più preciso la sua persona. Nel leggere le sue pagine ho come avuto la sensazione di essere seduto in un immaginario bar, con un aperitivo davanti, mentre l’amico con cui sto, mi racconta la storia della sua vita, con nostalgia, orgoglio, e qualche inevitabile amarezza.
Sempre affascinanti i ricordi dell’infanzia che si stampano indelebili nella memoria e che permettono di trasferire a chi ci ascolta l’atmosfera delle nostre origini, gli scenari e le persone che hanno formato la nostra sensibilità ed il nostro carattere. E’ quanto fa Stefano nel descrivere il paesaggio sardo in cui è cresciuto.
Poi l’infanzia finisce, ma il bambino che siamo stati ce lo portiamo dentro nelle nostre avventure di adulto: nella curiosità, nella passione per il lavoro, nel bisogno di amore. In Stefano curiosità e passione passano attraverso le soddisfazioni che procura la conoscenza del mondo elettrico, dai semplici impianti civile ai più complessi impianti industriali, alla frequentazione attiva del mondo dei radioamatori. Con il lavoro e le passioni tecnologiche si intrecciano comunque, inevitabilmente, le vicende sentimentali, le speranze, i sogni, le occasioni perdute e quelle trovate per un finale felice come un giro di valzer.
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[28] Re: La libreria di EY... "Vediamo cosa leggiamo"

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 3 ott 2016, 13:23

simo85 ha scritto:Io ho appena finito di leggere la biografia di Einstein scritta da Walter Isaacson.


Un ottimo autore che, letto prima che scrivesse la biografia di Steve Jobs, mi ha permesso di comprendere quanto quest'ultima, nonostante fosse per sua natura una biografia "su commissione" sia riuscita a risultare piuttosto onesta nel descrivere la persona per quello che era evitando molti degli inevitabili scogli che comporta lo scrivere su una persona in qualche modo circondata da un vero e proprio "culto della personalità" (un problema che in realtà riguarda anche Einstein, nonostante quest'ultimo ne godesse sì i frutti ma senza fare nulla da parte sua per mantenerlo vivo).

Imho naturalmente...

Ciao
Piercarlo

(scusate l'itromissione ma questo topic lo scoperto proprio dieci minuti fa!)
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[29] Re: La libreria di EY... "Vediamo cosa leggiamo"

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 3 ott 2016, 13:39

simo85 ha scritto: Però mi hai fatto venire in mente la biografia di Steve Jobs, e penso che rifarò un salto alla Fnac. Ho l'impressione che imparerò di più dalla personalità di Jobs che quella di Hitler. :-)


Sicuramente! Però poniti una domanduccia molto più interessante: perché i dirigenti edeschi (non solo i nazisti) seguirono Hitler in questa follia? Sembra che il motivo sia tanto soprendente quanto semplice e in realtà vecchio come il cucco: i morti non tornano indietro per riprendersi i soldi e le cose che gli hai rubato in vita...

È solo un dettaglio tra i tanti, ma mi ha davvero sconvolto più di tante altre cose quando me l'hanno fatto notare: alla fine della fiera i nazisti non sono stati altro, nei fatti, che dei ladri...

Ciao
Piercarlo
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[30] Re: La libreria di EY... "Vediamo cosa leggiamo"

Messaggioda Foto Utenteattilio » 24 ott 2016, 20:46

grande Foto UtenteStefanoSunda! lo cercherò appena possibile, mi piacciono i libri che raccontano le storie personali
ognuno di noi ne ha una da raccontare, che è sempre eccezionale anche quando noi non ci vediamo niente di tale

--------------------------
sabato ho comprato un libro, ne ho letto solo qualche rigo, ma mi è bastato per decidere di prenderlo
è uno di quei libri che da un lato rallegra l'umore e dall'altro ti fa rodere il fegato perché purtroppo tratta un tema a noi vicino e reale: la burocrazia e i suoi padri (e le povere vittime)

il titolo è una parafrasi della famosa massima di Vittorio Alfieri

Bolli, sempre bolli, fortissimamente bolli

di G.Antonio Stella - Ed. Feltrinelli

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Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera


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