Parti dalle spese fisse: acquisto materiale, acquisto licenze, noleggio attrezzatura, rimborsi spese, etc.
Poi aggiungi il lavoro effettivo, che ottieni moltiplicando il lordo orario per le ore preventivate ed eventualmente per il fattore d'efficienza (esempio classico: il doppio dell'unità successiva. Per un lavoro di un'ora metti in preventivo due giorni, etc.).
Poi aggiungi il margine di contribuzione netta.
Essendo il tuo primissimo progetto, metti in conto anche l'ammortamento di ciò che compri: non è pensabile che il tuo primo cliente ti compri tutta l'attrezzatura, che poi userai per altri 30 clienti. Valuta in quanto tempo o in quanti progetti vuoi ripagare le spese fisse, da lì ti sai regolare. In questo caso i primi progetti saranno apparentemente in perdita, ma avrai l'attrezzatura sin dal principio.
Altro approccio, valido per progetti "una tantum": fissa un prezzo forfettario, che sia ragionevole per te ma soprattutto per il cliente. Se per un piccolo PCB per far lampeggiare un LED spari 5.000€, il massimo che otterrai sarà un insulto.

Se il tuo cliente è disposto a pagare, ad esempio, un massimo di 1.000€, accorda con precisione gli obbiettivi del progetto e lavoraci senza contare le ore, assicurandoti di non spendere più di quanto guadagni.

Leggi bene tra le righe: ufficialmente non potresti vendere neppure un resistore PTH, se non disponi di tutta la certificazione necessaria (leggasi: marcatura CE, FCC, prove di sicurezza, rispetto delle normative prodotto, etc.). Quindi… fatti i tuoi conti.
