Legittimi e comprensibili dubbi su Kaspersky !?
E' il noto software di sicurezza made in Russia, impiegato in contesti casalinghi ma soprattutto in ambiti aziendali e nella PA, certamente in Italia; da noi molto diffuso, è largamente utilizzato in altri paesi, in diversi continenti.
La società, se non erro, ha spostato in Svizzera, in toto o in parte(non so), i server per l'elaborazione dei dati mentre in Israele trova luogo il centro di ricerca e sviluppo e a Mosca fa base la sede di riferimento.
Con la guerra ingaggiata dal governo Russo in Ucraina e l'inasprimento delle sanzioni il livello delle ostilità tende inevitabilmente ad aumentare e in diversi settori, considerate le varie interdipendenze, si rilevano situazioni di potenziale o conclamata vulnerabilità; per questo, senza sconfinare nella paranoia, si può considerare l'ambito informatico uno dei più sensibili.
Data l'oggettiva penetrazione e distribuzione del prodotto penso risulti legittimo porsi oggi, più di ieri, qualche dubbio sull'eventuale malevola deviazione che qualcuno potrebbe
"richiedere" all'azienda.
Certamente vi sono altri strumenti ai quali ricorrere ma il classico "cavallo di troia" è sempre d'attualità ed efficace; basti pensare alle videocamere di produzione cinese utilizzate in Italia anche a livello istituzionale e abilitate, a nostra insaputa, al trasferimento delle informazioni verso i server d'oriente.
Scevro dalla stigmatizzazione penso però sia comprensibile sollevare dei dubbi, se non altro per sviluppare una discussione che, magari, questi dubbi potrebbe anche allontanare.
Saluti
p.s.
al parlamento è stata presentata anche una interrogazione; alcuni dettagli non collimano nella forma ma, pur con eventuale imprecisione, non penso siano distanti nella sostanza.
La società, se non erro, ha spostato in Svizzera, in toto o in parte(non so), i server per l'elaborazione dei dati mentre in Israele trova luogo il centro di ricerca e sviluppo e a Mosca fa base la sede di riferimento.
Con la guerra ingaggiata dal governo Russo in Ucraina e l'inasprimento delle sanzioni il livello delle ostilità tende inevitabilmente ad aumentare e in diversi settori, considerate le varie interdipendenze, si rilevano situazioni di potenziale o conclamata vulnerabilità; per questo, senza sconfinare nella paranoia, si può considerare l'ambito informatico uno dei più sensibili.
Data l'oggettiva penetrazione e distribuzione del prodotto penso risulti legittimo porsi oggi, più di ieri, qualche dubbio sull'eventuale malevola deviazione che qualcuno potrebbe
"richiedere" all'azienda.
Certamente vi sono altri strumenti ai quali ricorrere ma il classico "cavallo di troia" è sempre d'attualità ed efficace; basti pensare alle videocamere di produzione cinese utilizzate in Italia anche a livello istituzionale e abilitate, a nostra insaputa, al trasferimento delle informazioni verso i server d'oriente.
Scevro dalla stigmatizzazione penso però sia comprensibile sollevare dei dubbi, se non altro per sviluppare una discussione che, magari, questi dubbi potrebbe anche allontanare.
Saluti
p.s.
al parlamento è stata presentata anche una interrogazione; alcuni dettagli non collimano nella forma ma, pur con eventuale imprecisione, non penso siano distanti nella sostanza.