Chiedo consigli sulla mia situazione lavorativa
Ciao a tutti,
ho 33 anni e sono un Perito Industriale in Elettrotecnica ed Automazione. Da circa un anno e mezzo sto studiando ingegneria mentre lavoro a tempo pieno.
Ho bisogno di qualche consiglio sul il mio attuale lavoro, dato che sono in una situazione che non riesco proprio a risolvere e che mi logora da diverso tempo.
Lavoro da quasi 9 anni come impiegato nell'ufficio tecnico in un'azienda metalmeccanica che costruisce macchine industriali. Inizialmente il lavoro era molto stimolante e mi dava molte soddisfazioni, anche se c'erano molti aspetti da migliorare. Ad oggi sono stato ridimensionato molto e la mia mansione principale è quella di generare schemi elettrici da un progetto base di partenza, rilasciare le relative distinte materiali e caricare il tutto sul sistema aziendale. L'azienda adesso ha reparti di qualità di produzione e manufacturing engineering a cui devo dare supporto: inizialmente era il mio reparto a occuparsi di certe questioni.
Negli anni si sono generate una serie di abitudini e situazioni che hanno reso il mio lavoro quotidiano sempre più difficile, ripetitivo e disorganizzato.
Gli aspetti più logoranti sono:
1) mi vengono avanzate, da vari reparti e figure aziendali, richieste di modifiche e migliorie quasi quotidianamente e con la presunzione dell'effetto immediato. Di conseguenza il mio lavoro non termina mai: devo applicare la modifica sul progetto base generale in modo che vada bene per gli schemi futuri e, al tempo stesso, rigenerare da capo tutti gli schemi elettrici esistenti, caricarli sul sistema e informare i vari reparti delle varie modifiche. Questo si ripete in loop ormai da almeno un anno.
L'aspetto critico di questo scenario è che letteralmente chiunque in azienda può avanzare una richiesta direttamente a me, senza che io possa rigettare la richiesta o esigere che venga rivalutata in futuro: è sempre tutto urgente e plausibile. Non faccio in tempo a rilasciare i documenti con le modifiche, che me ne vengono richieste altre. Non c'è un pianificazione per la valutazione oggettiva delle revisioni, come dovrebbe essere in un'azienda solida e organizzata con oltre 200 dipendenti.
2) negli anni, sono stati cambiati quasi tutti i software aziendali varie volte. L'ultimo cambio, avvenuto più di un anno fa, ha coinvolto praticamente tutta l'azienda: dai software amministrativi a quelli di disegno. In particolare, nel mio caso, è stato acquistato un cad elettrico molto rudimentale. Senza dilungarmi troppo nelle spiegazioni, questo software ha un'interfaccia a pulsanti e menù a tendina che è rimasto indietro di almeno 20 anni, presenta molti bug e spesso da errori incomprensibili. Sono richieste competenze informatiche almeno di livello intermedio, non scolastico, per riuscire a farlo funzionare decentemente. Insomma, un buco nell'acqua, ma questo ho a disposizione e devo farmelo andare bene. Capite bene che passare ogni giorno in compagnia di questo strumento di lavoro è veramente frustrante, tenendo conto della situazione spiegata al punto sopra e ovviamente delle scadenze sulle consegne.
Per fare un paragone, è come se un giardiniere dovesse tagliare un prato con delle forbici con la punta arrotondata e queste si inceppassero ogni volta che tagliano 3 fili d'erba.
3) C'è veramente poca conoscenza dell'impiantistica elettrica e delle relative norme: sono l'unico che prova a tenersi aggiornato in quest'ambito, ma non ho un ruolo per cui possa fare breccia ed esigere che vengano applicati certi criteri di progettazione e di sicurezza. Spesso devo scendere a compromessi su richieste borderline con la normativa e ingoiare molti rospi.
L'entusiasmo per questo lavoro è iniziato a calare da circa 4 anni, dopo vari episodi in cui mi è stato fatto notare in modo abbastanza diretto che non ho la stessa importanza di altri colleghi, sebbene non sia il solo a subire questa situazione.
Il calo di entusiasmo e la situazione generale sono alcuni dei motivi per cui ho deciso di rimettermi a studiare. Tuttavia la strada è ancora lunga: ho già superato alcuni esami, ma non credo di riuscire a finire prima di altri 3 anni.
Non credo proprio di reggere questa situazione a lavoro ancora per molto e quindi sono davvero combattuto sul da farsi:
- mi impegno attivamente nel cercare un nuovo lavoro altrove? Ci ho già provato in passato, ma non ho ottenuto buoni risultati: lavoro già distante da casa e nella mia zona non ci sono aziende disposte a pagare stipendi decenti o comunque sono forse più disorganizzate. Inoltre, questa scelta potrebbe comportare un calo del rendimento nello studio perché avrei la mente impegnata a imparare i nuovi aspetti di un altro lavoro.
- provo a chiedere di cambiare reparto? E' da un po' che vorrei chiedere un colloquio con HR e i miei responsabili riguardo questo argomento. Tuttavia, temo che questa richiesta possa ritorcersi contro di me e magari otterrei effetti peggiori rispetto a un vero miglioramento, ritrovandomi a gestire nuovi incarichi, ma con un'occhio sulla mia vecchia mansione.
- cerco di farmi forza e cambiare assetto mentale? Ci ho provato in vari modi. Tutte le volte mi sembra di riuscirci, ma basta poco per ritornare nel vortice.
Non so davvero cosa fare. Scrivo qui perché magari qualcun altro ha già passato una situazione simile e sa darmi dei consigli.
ho 33 anni e sono un Perito Industriale in Elettrotecnica ed Automazione. Da circa un anno e mezzo sto studiando ingegneria mentre lavoro a tempo pieno.
Ho bisogno di qualche consiglio sul il mio attuale lavoro, dato che sono in una situazione che non riesco proprio a risolvere e che mi logora da diverso tempo.
Lavoro da quasi 9 anni come impiegato nell'ufficio tecnico in un'azienda metalmeccanica che costruisce macchine industriali. Inizialmente il lavoro era molto stimolante e mi dava molte soddisfazioni, anche se c'erano molti aspetti da migliorare. Ad oggi sono stato ridimensionato molto e la mia mansione principale è quella di generare schemi elettrici da un progetto base di partenza, rilasciare le relative distinte materiali e caricare il tutto sul sistema aziendale. L'azienda adesso ha reparti di qualità di produzione e manufacturing engineering a cui devo dare supporto: inizialmente era il mio reparto a occuparsi di certe questioni.
Negli anni si sono generate una serie di abitudini e situazioni che hanno reso il mio lavoro quotidiano sempre più difficile, ripetitivo e disorganizzato.
Gli aspetti più logoranti sono:
1) mi vengono avanzate, da vari reparti e figure aziendali, richieste di modifiche e migliorie quasi quotidianamente e con la presunzione dell'effetto immediato. Di conseguenza il mio lavoro non termina mai: devo applicare la modifica sul progetto base generale in modo che vada bene per gli schemi futuri e, al tempo stesso, rigenerare da capo tutti gli schemi elettrici esistenti, caricarli sul sistema e informare i vari reparti delle varie modifiche. Questo si ripete in loop ormai da almeno un anno.
L'aspetto critico di questo scenario è che letteralmente chiunque in azienda può avanzare una richiesta direttamente a me, senza che io possa rigettare la richiesta o esigere che venga rivalutata in futuro: è sempre tutto urgente e plausibile. Non faccio in tempo a rilasciare i documenti con le modifiche, che me ne vengono richieste altre. Non c'è un pianificazione per la valutazione oggettiva delle revisioni, come dovrebbe essere in un'azienda solida e organizzata con oltre 200 dipendenti.
2) negli anni, sono stati cambiati quasi tutti i software aziendali varie volte. L'ultimo cambio, avvenuto più di un anno fa, ha coinvolto praticamente tutta l'azienda: dai software amministrativi a quelli di disegno. In particolare, nel mio caso, è stato acquistato un cad elettrico molto rudimentale. Senza dilungarmi troppo nelle spiegazioni, questo software ha un'interfaccia a pulsanti e menù a tendina che è rimasto indietro di almeno 20 anni, presenta molti bug e spesso da errori incomprensibili. Sono richieste competenze informatiche almeno di livello intermedio, non scolastico, per riuscire a farlo funzionare decentemente. Insomma, un buco nell'acqua, ma questo ho a disposizione e devo farmelo andare bene. Capite bene che passare ogni giorno in compagnia di questo strumento di lavoro è veramente frustrante, tenendo conto della situazione spiegata al punto sopra e ovviamente delle scadenze sulle consegne.
Per fare un paragone, è come se un giardiniere dovesse tagliare un prato con delle forbici con la punta arrotondata e queste si inceppassero ogni volta che tagliano 3 fili d'erba.
3) C'è veramente poca conoscenza dell'impiantistica elettrica e delle relative norme: sono l'unico che prova a tenersi aggiornato in quest'ambito, ma non ho un ruolo per cui possa fare breccia ed esigere che vengano applicati certi criteri di progettazione e di sicurezza. Spesso devo scendere a compromessi su richieste borderline con la normativa e ingoiare molti rospi.
L'entusiasmo per questo lavoro è iniziato a calare da circa 4 anni, dopo vari episodi in cui mi è stato fatto notare in modo abbastanza diretto che non ho la stessa importanza di altri colleghi, sebbene non sia il solo a subire questa situazione.
Il calo di entusiasmo e la situazione generale sono alcuni dei motivi per cui ho deciso di rimettermi a studiare. Tuttavia la strada è ancora lunga: ho già superato alcuni esami, ma non credo di riuscire a finire prima di altri 3 anni.
Non credo proprio di reggere questa situazione a lavoro ancora per molto e quindi sono davvero combattuto sul da farsi:
- mi impegno attivamente nel cercare un nuovo lavoro altrove? Ci ho già provato in passato, ma non ho ottenuto buoni risultati: lavoro già distante da casa e nella mia zona non ci sono aziende disposte a pagare stipendi decenti o comunque sono forse più disorganizzate. Inoltre, questa scelta potrebbe comportare un calo del rendimento nello studio perché avrei la mente impegnata a imparare i nuovi aspetti di un altro lavoro.
- provo a chiedere di cambiare reparto? E' da un po' che vorrei chiedere un colloquio con HR e i miei responsabili riguardo questo argomento. Tuttavia, temo che questa richiesta possa ritorcersi contro di me e magari otterrei effetti peggiori rispetto a un vero miglioramento, ritrovandomi a gestire nuovi incarichi, ma con un'occhio sulla mia vecchia mansione.
- cerco di farmi forza e cambiare assetto mentale? Ci ho provato in vari modi. Tutte le volte mi sembra di riuscirci, ma basta poco per ritornare nel vortice.
Non so davvero cosa fare. Scrivo qui perché magari qualcun altro ha già passato una situazione simile e sa darmi dei consigli.
