Utilizzando i fogli di calcolo di cui ho messo il link, è sufficiente inserire i dati relativi alla propria utenza (potenza nominale in kW, residente o non residente, consumi in kWh annuali) per ottenere un elenco già ordinato per convenienza, e comprensivo naturalmente anche dei costi di commercializzazione, riferito sia alle offerte a costo fisso che a costo indicizzato. Di valutabile rimane ben poco: ad esempio, a parità di costo fisso può influire la durata del contratto, ossia un'offerta a costo fisso assicurata per 3 anni è più conveniente dell'offerta a pari costo per un solo anno (purché naturalmente il contratto non preveda penali per il cliente nel caso di recesso anticipato - normalmente non succede).
Quanto alla definizione di costo dell'energia, ci sono fornitori che fanno di tutto per rendere ancora più complicata la bolletta, già complicata di per sè.
In sostanza, occorre tenere presente che la maggior parte delle voci di costo della bolletta sono definite dall'ARERA. Le voci su cui il fornitore può intervenire liberamente sono, in linea di massima:
- i costi di commercializzazione;
- il costo della materia energia (ma solo nelle offerte a costo fisso, non indicizzate);
- eventuali spread aggiuntivi;
- promozioni e sconti.
Inutile andare a considerare le tariffe per l'uso della rete elettrica (quota fissa, quota potenza, energia), gli oneri generali di sistema e le imposte: sono tutti costi già definiti dall'ARERA, e uguali per tutti i fornitori.
Da valutare, piuttosto, se si è nelle condizioni per rientrare nel Servizio a Tutele Graduali (STG), che fino a marzo 2027 è sicuramente più conveniente di qualsiasi altra offerta sul mercato libero.