Lasciando perdere i termosifoni inseriti nei vecchi (o meglio, vecchissimi) impianti a circolazione naturale, la risposta mi sembra piuttosto ovvia: dal punto di mandata, l'acqua calda in arrivo viene "spinta" dalla pompa di circolazione verso il punto di ritorno, attraversando i condotti interni del radiatore, che cedono calore all'aria circostante.
Il metodo che assicura il massimo rendimento del radiatore consiste nel predisporre la mandata in alto, e l'uscita in basso, nel lato opposto, in modo che il flusso attraversi idealmente in diagonale il radiatore.
A volte la mandata e il ritorno vengono posizionati entrambi sul lato basso del radiatore, e in tal caso viene inserito un diaframma nel primo elemento del radiatore, per convogliare verso l'alto l'acqua calda in arrivo (vedi freccia nera in figura):

- Radiatore con diaframma.
Per motivi di spazio, si possono trovare anche radiatori con la mandata e il ritorno dallo stesso lato (sempre con la mandata in alto e il ritorno in basso), ma il rendimento non ne risente più di tanto, soprattutto se si tratta di piccoli radiatori.
In un albergo dell'Alto Adige in cui ho pernottato nel gennaio di quest'anno ho trovato anche questo curioso collegamento, con un unico punto di collegamento mandata/ritorno:

- Condotti di mandata e ritorno.
Per quanto riguarda la pompa di circolazione, negli impianti di riscaldamento domestici tradizionali entra in funzione solamente quando c'è la necessità di riscaldare l'ambiente (su input di un termostato).