Theremino ha scritto:Naturalmente dal punto di vista storico e didattico le formule analitiche sono importanti. Erano l'unica possibilità che esisteva prima dell'avvento del calcolo numerico e anche oggi sono l'unica possibilità di eseguire questi calcoli per un umano che dispone solo di carta e penna. Ma, così come abbiamo mandato in pensione le penne da intingere nel calamaio, è giunta l'ora di abbandonare anche questi metodi o perlomeno di non perderci troppo tempo. Perché, vorrei ricordarlo, la vita è breve e le cose da fare sono molte.
Scusate il piccolo OT, ma questa frase mi ha fatto pensare a quel che sto facendo in questi giorni.
Ora, si immagini che qualcuno voglia un amplificatore integrato a MOS, con una certa tecnologia. Ecco le specifiche: tensione di alimentazione tra 3.3V e 0V, guadagno ad anello aperto maggiore di 80 dB, tensione di offset minore di 5 mV (3sigma), margine di fase maggiore di 60 gradi, capacità di carico massima 2 pF, common mode input range [0.2 2.3]V, output swing [0.4 2.9]V. Range di temperatura da 0 a 70 °C.
Le larghezze e lunghezze dei MOS non possono andare sotto 0.4um
Che cosa si può fare? Si ha a propria disposizione un simulatore con dei modelli piuttosto accurati.
Magari viene subito in mente uno schema come questo:
...e poi?
Poi ci vuole una tonnellata di lavoro analitico. Che presuppone un sacco di macchie di caffè su fogli sparsi per tutta la scrivania, bestemmie e mezza voce perché tutte le specifiche "si parlano" a vicenda e spesso ci si dimentica di qualche dettaglio. Conti rapidi giusto per capire se su tal transistor ci si potrebbe giocare la finale dei mondiali, cercando di far quadrare il tutto.
Nel mio mondo ideale vorrei poter tirar fuori dall'armadio un librone con tutti i modelli e conti analitici, che tengano conto di tutte le imperfezioni immaginabili.
Il modello analitico lo si prende un po' dagli appunti, dai libri, lo si calcola, lo si sbaglia, vengon fuori cose strane perché i risultati (o le premesse!) sono stati mal interpretati...
...ma meno male che c'è, sto modello! E soprattutto lo si è in grado di ricavare! Dà modo di progettare il circuito per mirare alle specifiche.
Perché sennò non funziona una mazza.E spesso il modello va pure approfondito, prendi quel circuito,
oscilla forse satura e basta con una facilità spaventosa e va compensato.
Poi uno può simulare quanto gli pare, ma non serve a niente nelle prime fasi (e direi pure dopo la metà) di un progetto come questo. Che è solo un esempio didattico, mica un circuito da far realizzare in fonderia.
Per cui tutto questo disprezzo per i modelli analitici non riesco a comprenderlo, senza non saprei che cosa fare e diventerei vecchio a simulare a caso le mie idee sbagliate.