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Re: Amplificatore JLH (Linsley Hood) del 1969

MessaggioInviato: 29 ago 2019, 19:04
da BrunoValente
Se mi è consentito direi che la variazione della corrente a riposo che si evidenzia quando l'ampli lavora a vuoto mi pare sia cosa ovvia: le curve caratteristiche Ic-Vce non sono orizzontali e non sono neanche rettilinee, sono inclinate e leggermente curve, per cui la corrente Ic oltre a dipendere dalla corrente di base dipende in una certa misura anche dalla tensione Vce, quindi il segnale di uscita fa variare un pochino la corrente di collettore dei due transistor in modo non lineare e poco prevedibile.

Transistor1.png
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Re: Amplificatore JLH (Linsley Hood) del 1969

MessaggioInviato: 29 ago 2019, 19:23
da Piercarlo
È una possibilità ma penso che vada valutato anche dell'altro, almeno tenendo conto dell'importanza di queste variazioni. Fossero, che ne so, almeno un cinque-sei volte meno intense si poteva anche sorvolare ma 90-150 mA sono un po' troppi per passarci sopra. Imho almeno.

Re: Amplificatore JLH (Linsley Hood) del 1969

MessaggioInviato: 29 ago 2019, 19:26
da BrunoValente
90-150mA su una corrente a riposo di oltre 1A è dell'ordine del 10%, non mi sembra eccessiva

Re: Amplificatore JLH (Linsley Hood) del 1969

MessaggioInviato: 29 ago 2019, 19:43
da Piercarlo
Anche a inseguire il segnale?

Re: Amplificatore JLH (Linsley Hood) del 1969

MessaggioInviato: 29 ago 2019, 19:45
da BrunoValente
Piercarlo ha scritto:Anche a inseguire il segnale?

Non ti seguo, che vuoi dire?

Re: Amplificatore JLH (Linsley Hood) del 1969

MessaggioInviato: 29 ago 2019, 21:13
da Piercarlo
Lascia perdere, non ha più alcuna importanza.

Saluti

Re: Amplificatore JLH (Linsley Hood) del 1969

MessaggioInviato: 30 ago 2019, 0:43
da DarwinNE
Ho provato a fare girare una simulazione senza carico, ma con i due transistor Q1 e Q2 identici (2SCR573D entrambi). Ho modificato R1 portandola a 330 ohm per abbassare il punto di lavoro:

without_load.png


La situazione mi pare un po' migliorata, qui le variazioni sono dell'ordine di un 30 mA per Q2 e 20 mA per Q1 (valori picco/picco).

Giocando un po' con R1 e R2 per portare la corrente di riposo intorno ai 1,5 A, le variazioni sono dalle parti di una ventina di mA anche per Q2. E' sempre un po' tantino, ma meglio di 150 mA.

In allegato il file di simulazione LTspice.

In sostanza, non sono impressionato dal circuito. Trovo che fosse uno schema carino e forse un po' diverso dal solito nel 1969. E' sicuramente efficiente perché usa pochi componenti attivi ed in qualche modo dovrebbe fare il suo lavoro. A me non piace che il punto di lavoro sia molto sensibile rispetto ai transistor usati, c'è molto probabilmente un rischio di far partire in fumo il tutto per problemi termici legati alla temperatura dei transistor finali se il dissipatore non è ben dimensionato.

Re: Amplificatore JLH (Linsley Hood) del 1969

MessaggioInviato: 30 ago 2019, 9:18
da Piercarlo
DarwinNE ha scritto:Trovo che fosse uno schema carino e forse un po' diverso dal solito nel 1969. E' sicuramente efficiente perché usa pochi componenti attivi ed in qualche modo dovrebbe fare il suo lavoro. A me non piace che il punto di lavoro sia molto sensibile rispetto ai transistor usati, c'è molto probabilmente un rischio di far partire in fumo il tutto per problemi termici legati alla temperatura dei transistor finali se il dissipatore non è ben dimensionato.


Hai colto l'essenza. Era uno schema con davvero il minimo indispensabile di componenti attivi che, nonostante le sue magagne, riusciva ad ottenere delle prestazioni molto buone per l'epoca (THD sostanziosamente inferiore allo 0.1 % e una banda passante più che sovrabbondante le necessità della banda audio). I rovesci erano la sua sostanziale inaffidabilità e un tasso di retroazione molto ridotto (e con 4 transistori sarebbe stato impossibile ottenerne di più) che imponeva l'uso di uno stabilizzatore di tensione (cioè di altra retroazione piazzata da un'altra parte... non si scappa!) per contenere l'hum a un livello tollerabile.