spud ha scritto:Sarebbe giusto dire che, per esempio,

è vera con buona probabilità?
No, non direi: mi sembra abbia poco senso parlare di probabilità di veridicità di una teoria. Una teoria è un modello matematico della realtà che ci permette di fare previsioni sui risultati di certe osservazioni, esperimenti ecc. I modelli, però, sono una rappresentazione approssimata della realtà: la meccanica newtoniana, con la legge della dinamica

, rappresenta un modello accurato solo per moti non relativistici; ad alte velocità la meccanica newtoniana è
falsa nel senso che non produce predizioni in accordo con l'osservazione.
umberto1966 ha scritto:Immagino che sia da considerarsi tale fintanto che spiega e prevede risultati sperimentali ma quando questi iniziano a divergere da quanto teorizzato conviene maggiormente cercare formulazioni alternative o introdurre nuove grandezze nel gioco?
Quando una teoria non è in accordo con l'esperimento, la prima cosa che bisogna chiedersi è: nell'analizzare l'esperimento con tale teoria, cosa ho trascurato? C'è qualche fattore, fenomeno, influenza esterna che potrei aver trascurato e che invece non è trascurabile? Per esempio, di tanto in tanto, nelle misurazioni di costanti fondamentali saltano fuori dei valori "sballati", ovvero, tenendo conto dell'incertezza, non compatibili con il valore accettato correntemente. Come si può interpretare tale
outlier?
1) Nell'analisi dell'esperimento, gli sperimentatori hanno trascurato qualche fenomeno in grado di generare un effetto significativo sulla misura.
2) In tutti i precedenti esperimenti, gli sperimentatori hanno trascurato un qualche fenomeno in grado di generare un effetto significativo sulla misura. In questo ultimo esperimento tale fenomeno non si verifica perché l'esperimento è concepito in modo differente.
3) Esiste un fenomeno nuovo che falsifica la teoria in uso. Il risultato è sballato perché la teoria usata per analizzare l'esperimento è falsa.
Diciamo che la 3) viene presa in cosiderazione solo come extrema ratio: prima ci si spacca ben bene la testa su 1) e 2). (Qui nasce anche un problema psicologico, chiamiamolo il
pregiudizio dello sperimentatore: lo sperimentatore si aspetta di ottenere un risultato in accordo con la teoria nota; se non lo ottiene, per spiegare la discordanza, potrebbe essere portato a considerare sorgenti di errore inesistenti).
umberto1966 ha scritto:Chiedo questo perche' oggi si parla molto di "materia oscura" la quale se ho ben capito e' stata introdotta per rendere ragione di certe divergenze tra la teoria della gravitazione introdotta da Einstein e il moto di ammassi galattici.
Appunto: prima di modificare una teoria, si cerca qualche fenomeno "ordinario" che potrebbe essere stato trascurato.
umberto1966 ha scritto:Non si potrebbe invece supporre che le leggi introdotte da Einstein siano una approssimazione di un insieme di regole piu' generali?
Ormai sono state formulate diverse alternative alla teoria originale di Einstein,
qui avevo segnalato un link che discuteva i dati osservativi.
Segnalo in particolare le conclusioni:
We find that general relativity has held up under extensive experimental scrutiny. The question then arises, why bother to continue to test it? One reason is that gravity is a fundamental interaction of nature, and as such requires the most solid empirical underpinning we can provide. Another is that all attempts to quantize gravity and to unify it with the other forces suggest that the standard general relativity of Einstein is not likely to be the last word. Furthermore, the predictions of general relativity are fixed; the theory contains no adjustable constants so nothing can be changed. Thus every test of the theory is either a potentially deadly test or a possible probe for new physics. Although it is remarkable that this theory, born 90 years ago out of almost pure thought, has managed to survive every test, the possibility of finding a discrepancy will continue to drive experiments for years to come.
Hammondx ha scritto:Ho visto molte volte bocciare delle "idee" nel campo dell'energia perché non rispettano il principio di conservazione dell'energia.
Il cosiddetto
principio di conservazione dell'energia è in realtà un teorema derivabile dai principi della fisica.
Hammondx ha scritto:Certamente queste idee erano delle sciocchezze (bastava dare uno sguardo ai risultati che questi "scopritori" mostravano per capirlo) ma non vorrei che un giorno una teoria seria venga bocciata perché non soddisfa queste leggi fondamentali.
Le teorie, serie o meno che siano, sono bocciate dagli esperimenti. Un punto difficile da far capire è questo: non si inventa una teoria per spiegare
un fenomeno; una teoria deve spiegare
tutti i fenomeni del suo ambito. Io posso anche inventarmi una teoria che preveda almeno un esperimento in cui l'energia non è conservata; ma nell'ipotesi che quell'esperimento sia verificato, perché la teoria possa essere presa in considerazione, deve anche spiegare gli altri milioni di esperimenti in cui la conservazione dell'energia è verificata.