Già che ci siamo, facciamo due esempi semplici.
1) Consideriamo un punto materiale di massa

in
quiete rispetto a un riferimento rotante. In questo caso, sia la velocità che l'accelerazione rispetto a tale riferimento sono nulle, ovvero

e

Sostituendo nell'equazione del moto

si ha

da cui

che, se

e

sono ortogonali, si riduce a

Quindi, in questo caso, perché il punto materiale possa stare in quiete
rispetto a un sistema di riferimento rotante deve essere soggetto a una forza
centripeta 
.
2) Consideriamo ora l'esempio dato da
carloc e supponiamo che il punto si muova lungo un raggio con velocità
costante 
, dove

è un vettore di modulo unitario diretto come

.
Rispetto al riferimento rotante, l'accelerazione è ancora nulla, quindi

che sostituita nell'equazione del moto dà

da cui

Il termine

è, a meno del segno, la forza di Coriolis e, come diceva
carloc, è perpendicolare sia al raggio che alla velocità angolare (per le proprietà del prodotto vettoriale).
Questo termine nasce perché il punto materiale è in moto rispetto a un sistema di riferimento rotante. Il termine

è di nuovo la forza centripeta.
NB: in questi due esempietti ho supposto che un punto materiale avesse un certo moto predefinito
rispetto a un sistema di riferimento rotante e mi sono chiesto a quale forza dovesse essere soggetto il punto per avere quel particolare moto. In molti casi, invece, si opera al contrario: si conoscono le forze che agiscono su un punto e ci si chiede quale sia il suo moto rispetto a un sistema di riferimento rotante (p.es. uno solidale con la Terra). Quindi, la forza
centripeta è la forza necessaria per mantenere in rotazione il punto materiale; la forza
centrifuga e la forza di Coriolis sono forze fittizie che si aggiungono alle forze esterne nell'equazione del moto scritta rispetto a un sistema di riferimento rotante.