Legge di Ohm
Salve a tutti!
Sono nuovo sicché perdonatemi se infrango, incosapevolmente, qualche regola del forum.
Molto probabilmente la domanda che sto per porre è banale, ma per non lo è.
La legge di Ohm afferma che:

Ora io sono uno di quelli che reputa tensione=causa e corrente=effetto, quindi la vedo meglio così:

Sarò pignolo, ma secondo me quando non si ha un riferimento sotto gli occhi bisognerebbe sempre parlare di ddp.
Ora la precedente equazione mi risulta più facile da interpretare rispetto la prima da un punto di vista fisico.
Io la vedo così (e correggetemi se sbaglio): la presenza di una ddp ai capi di un resistore implica la presenza di un campo elettrico che conseguentemente induce una corrente.
La mia domanda è: come si interpreta la legge di Ohm (nella forma della prima equazione) dal punto di vista fisico?
A me torna veramente strano pensare che una corrente passante attraverso un resistore generi una ddp ai capi di quest'ultimo.
Sembra quasi che tra capo e capo del resistore quando scorre corrente vi sia una divisione di carica.
Se qualcuno mi chiedesse di spiegare il significato della legge di Ohm (nella forma della prima equazione) mi ricondurrei al discorso che ho fatto precedentemente, cioè direi che affinché possa scorrere corrente bisogna che ci sia una ddp in gioco e tale ddp si trova tramite la precisa relazione.
Spero di non aver detto una miriade di baggianate.
Ne approfitto per complimentarmi per il lavoro che è stato fatto per creare questo forum, il livello delle conversazioni mi pare veramente alto e gli utenti molto esperti in materia.
Detto questo non mi resta che aspettare che qualcuno più esperto di me possa darmi qualche delucidazione riguardo questo mio problema concettuale.
Sono nuovo sicché perdonatemi se infrango, incosapevolmente, qualche regola del forum.
Molto probabilmente la domanda che sto per porre è banale, ma per non lo è.
La legge di Ohm afferma che:

Ora io sono uno di quelli che reputa tensione=causa e corrente=effetto, quindi la vedo meglio così:

Sarò pignolo, ma secondo me quando non si ha un riferimento sotto gli occhi bisognerebbe sempre parlare di ddp.
Ora la precedente equazione mi risulta più facile da interpretare rispetto la prima da un punto di vista fisico.
Io la vedo così (e correggetemi se sbaglio): la presenza di una ddp ai capi di un resistore implica la presenza di un campo elettrico che conseguentemente induce una corrente.
La mia domanda è: come si interpreta la legge di Ohm (nella forma della prima equazione) dal punto di vista fisico?
A me torna veramente strano pensare che una corrente passante attraverso un resistore generi una ddp ai capi di quest'ultimo.
Sembra quasi che tra capo e capo del resistore quando scorre corrente vi sia una divisione di carica.
Se qualcuno mi chiedesse di spiegare il significato della legge di Ohm (nella forma della prima equazione) mi ricondurrei al discorso che ho fatto precedentemente, cioè direi che affinché possa scorrere corrente bisogna che ci sia una ddp in gioco e tale ddp si trova tramite la precisa relazione.
Spero di non aver detto una miriade di baggianate.
Ne approfitto per complimentarmi per il lavoro che è stato fatto per creare questo forum, il livello delle conversazioni mi pare veramente alto e gli utenti molto esperti in materia.
Detto questo non mi resta che aspettare che qualcuno più esperto di me possa darmi qualche delucidazione riguardo questo mio problema concettuale.
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, devi pensare come ad una resistenza che quando viene attraversata da una corrente I, genera una tensione; ovviamente lo stesso discorso vale, come dici bene tu, tensione=causa e corrente=effetto, alla fine è sempre la stessa formula ma rigirata.
, che si dimostra essere costante, che stanno attraversando il conduttore. Se ci sono cariche in moto significa che necessariamente c'è un campo elettrico
che le stà facendo muovere perché, per definizione di campo elettrico, ogni carica subisce una forza
che la fa spostare. Questo è il solo modo (almeno in elettronica) con cui si spostano le cariche: si spostano perché c'è un campo elettrico che "deformando" lo spazio applica un forza sulle singole cariche. Ora si dimostra che la velocità delle cariche è proporzionale al campo (anch'esso supposto costante) tramite una costante
detta mobilità:
.
(ci dovrebbe essere un segno meno ma ho preso il modulo), dove
è la ddp tra 2 punti e L la loro distanza euclidea. Quindi tu non conosci la causa del campo, non ne conosci le linee di flusso, ma lo puoi sempre scrivere come sopra.
anche se ci viene naturale pensare che l'accelerazione sia l'effetto e la forza sua la causa.
è la velocità di deriva dei portatori di carica
è il campo elettrico applicato
è il vettore densità di corrente
è la conducibilità del mezzo
è l'intensità di corrente
è la conduttanza del mezzo
è la tensione ai capi del mezzo
sia solo un formalismo, mi chiedevo anche se c'è una motivazione precisa per cui si è preferito quella forma rispetto alla più naturale
.