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Da volt a elettronvolt

MessaggioInviato: 28 set 2014, 11:24
da deltax
Salve a tutti. Studiando il diodo schottky mi è venuto un dubbio abbastanza sciocco. Sul libro (Sze) dice che viene usato indifferentemente la barriera di potenziale in V o in eV. la formula è quindi I_s=AA^*T^2\exp{(\frac{-q\phi_B}{kT})}.
Come si può vedere in questa formula la barriera di potenziale è espressa in V, perché kT/q è espresso in volt. Ora, tipicamente questo valore dai fit sperimentali e dai calcoli a me esce compreso tra 0,3 e 1 V. Dalla definizione di eV, esso è un Vmoltiplicato per la carica dell'elettrone ovvero 1,6\times 10^{-19}. Ora arrivo al punto: sui libri, quando si parla di barriera di potenziale, ci sono sempre valori simili a quelli che a me escono V, ma li sono espressi in eV; come è possibile?

Re: Da volt a elettronvolt

MessaggioInviato: 28 set 2014, 12:00
da TardoFreak
Da quel poco che ricordo eV è un' unità di misura dell' energia e la tensione non è energia.
E ricordo anche che non è possibile usare le pere per indicare le mele.

Ma forse il progresso è andato avanti ed io sono rimasto indietro. :-M

Re: Da volt a elettronvolt

MessaggioInviato: 28 set 2014, 12:09
da deltax
non è questo il problema. Lo so che indicano due cose differenti. Ma quando sullo Sze trovi scritto "per l'altezza di barriera si userà sia l'energia q\phi_Bn espressa in eV sia la tensione\phi_Bn espressa in V" qualche dubbio ti viene; intendiamoci, non sul fatto che indichino cose differenti (quello è palese) ma semplicemente sulla notazione e sul valore numerico.

Se io ho il valore in V, secondo la frase citata prima dallo Sze basterebbe moltiplicare per la carica q; io fin qui mi trovo, se non che mi perdo per strada il valore di 10^-19

Re: Da volt a elettronvolt

MessaggioInviato: 20 ott 2014, 21:33
da SamFisher
Non sono però poi così differenti. 1V (volt) puoi vederlo in tanti modi, uno è ad esempio quello che fa riferimento alla definizione di potenziale di un punto, quindi il lavoro compiuto dal campo elettrico per portare una carica unitaria positiva da quel punto all'infinito. Quindi 1V esprime un lavoro (per unità di carica) dunque energia. L'elettronvolt è dato da un 1V x q dove q indica la carica elettrica dell'elettrone, quindi esprime anch'esso energia,ma non specifica(cioè per unità di carica).
Non so se ti sono stato di aiuto, in ogni caso puoi fare magari l'esempio numerico per capire dove perdi quel fattore.

Re: Da volt a elettronvolt

MessaggioInviato: 20 ott 2014, 22:43
da afz
Se io ho il valore in V, secondo la frase citata prima dallo Sze basterebbe moltiplicare per la carica q; io fin qui mi trovo, se non che mi perdo per strada il valore di 10^-19


Provo a dire la mia, sperando di centrare il punto (e di non sparare errori)
Joule e elettronvolt sono unità di misura dell'energia; l'energia espressa in eV è numericamente uguale all'energia espressa in joule, diviso per la carica elementare q
Moltiplicando un potenziale elettrico \Delta V(volt) per una carica Q (coulomb) si ottengono joule. Dividendo il risultato per il valore numerico di q, si ottiene l'energia espressa in eV.
Se la carica Q coincide con quella di un elettrone, Q=q, quindi energia in eV e potenziale (in volt) sono numericamente uguali.

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ops non avevo visto che la discussione era un po' "datata"

Re: Da volt a elettronvolt

MessaggioInviato: 21 ott 2014, 9:18
da deltax
il mio problema era un po' differente, comunque ci ero arrivato ma non lo avevo postato appunto perché la discussione era datata. Io facevo la seguente cosa: poiché V=kT/q , in volt, allora io pensavo E=kT, in eV, e quindi potevo fare semplicemente V=E/q. Il problema era che in questo modo non coincidevano i due valori numerici, come invece effettivamente è. L'inghippo stava nell'analisi dimensionale: mentre la costante di Boltzam, nel calcolo di V, ha dimensione J/K, nel calcolo di E ha dimensione eV/K. Usando i rispettivi valori di k allora si che dividendo per q si ottengono gli stessi valori :ok: