Scienza e conoscenza
Solo alcune idee sulla scienza e sui suoi sottoprodotti, che metto in questa sede in quanto oggi, dicendo scienza, si fa riferimento principalmente alla fisica.
A me pare che:
Dall’epoca di Galileo, la scienza si muove su due binari: l’esperimento e la sua ripetitibilità da una parte e dall'altra la creazione di un modello che descriva in termini matematici la legge che governa l’esperimento.
La trasposizione del fatto in termini matematici permette non tanto la conferma che un evento basato sugli stessi termini sarà identicamente ripetibile, ma, soprattutto, permette di estendere la regola ad altri fatti simili e quindi di avere la previsione di ciò che accadrà a seguito di determinate circostanze.
Ne deriva la possibilità di “progettare”, ovvero di creare un qualcosa prima nella mente e sulla carta, tale che nella realtà dell’esecuzione raggiunga quanto previsto.
Questo è attualmente lo scopo principale della “scienza”: non tanto conoscere immediatamente la realtà delle cose, ma disporre della possibilità di prevederle e governarle.
Ovviamente il passaggio dal progetto all’oggetto richiede obblgatoriamente un know how specifico che dipende non solo dalla conoscenza dei principi, ma anche, e a volte in maniera consistente, dall’esperienza pratica.
Ne deriva che una persona che abbia collezionato una vasta esperienza pratica e che dispone di qualche conoscenza dei principi, può realizzare cose, fatto che non è facile a chi dispone solo della conoscenza teorica.
Però, il limite della conoscenza pratica sta in due punti:
- nel limite dell’esperienza: dove si affronti qualcosa di cui manca l’esperienza la difficoltà è evidente
- nell’impossibilità di “progettare” nel senso di prevedere come sarà la cosa prima ancora che questa sorga. Se non progetto a priori, posso avvicinarmi alla cosa solo per esperimenti. Ma l’esperimento deve essere una conferma del modello, non sostituire il modello.
Certamente molti modelli sono eminentemente empirici, ma questo non toglie che non sia sempre possibile creare queste situazioni.
E se Edison era essenzialmente un empirico, Tesla non lo era.
Edit admin: la discussione su tale confronto è sposta in un 3D apposito Tesla vs Edison
I voli spaziali, l’informatica, le telecomunicazioni, i velivoli e tutti i sistemi complessi sono sostenuti dalla progettazione, più che dall’empirismo.
Questo può dare ottimi risultati, ma in campi limitati, dato che l’esperienza è, per forza di cose, limitata al fatto, mentre il modello matematico è virtualmente illimitato.
A me pare che:
Dall’epoca di Galileo, la scienza si muove su due binari: l’esperimento e la sua ripetitibilità da una parte e dall'altra la creazione di un modello che descriva in termini matematici la legge che governa l’esperimento.
La trasposizione del fatto in termini matematici permette non tanto la conferma che un evento basato sugli stessi termini sarà identicamente ripetibile, ma, soprattutto, permette di estendere la regola ad altri fatti simili e quindi di avere la previsione di ciò che accadrà a seguito di determinate circostanze.
Ne deriva la possibilità di “progettare”, ovvero di creare un qualcosa prima nella mente e sulla carta, tale che nella realtà dell’esecuzione raggiunga quanto previsto.
Questo è attualmente lo scopo principale della “scienza”: non tanto conoscere immediatamente la realtà delle cose, ma disporre della possibilità di prevederle e governarle.
Ovviamente il passaggio dal progetto all’oggetto richiede obblgatoriamente un know how specifico che dipende non solo dalla conoscenza dei principi, ma anche, e a volte in maniera consistente, dall’esperienza pratica.
Ne deriva che una persona che abbia collezionato una vasta esperienza pratica e che dispone di qualche conoscenza dei principi, può realizzare cose, fatto che non è facile a chi dispone solo della conoscenza teorica.
Però, il limite della conoscenza pratica sta in due punti:
- nel limite dell’esperienza: dove si affronti qualcosa di cui manca l’esperienza la difficoltà è evidente
- nell’impossibilità di “progettare” nel senso di prevedere come sarà la cosa prima ancora che questa sorga. Se non progetto a priori, posso avvicinarmi alla cosa solo per esperimenti. Ma l’esperimento deve essere una conferma del modello, non sostituire il modello.
Certamente molti modelli sono eminentemente empirici, ma questo non toglie che non sia sempre possibile creare queste situazioni.
E se Edison era essenzialmente un empirico, Tesla non lo era.
Edit admin: la discussione su tale confronto è sposta in un 3D apposito Tesla vs Edison
I voli spaziali, l’informatica, le telecomunicazioni, i velivoli e tutti i sistemi complessi sono sostenuti dalla progettazione, più che dall’empirismo.
Questo può dare ottimi risultati, ma in campi limitati, dato che l’esperienza è, per forza di cose, limitata al fatto, mentre il modello matematico è virtualmente illimitato.