La legge di Ohm afferma che in un dispositivo con
prevalenti proprietà resistive la differenza di potenziale ai suoi capi dipende linearmente dal valore istantaneo della corrente che lo attraversa.
![v[t]=R \cdot i[t] v[t]=R \cdot i[t]](/forum/latexrender/pictures/b319d7f03dac05af71a2663b83fb6f71.png)
La costante di proporzionalità R è detta resistenza del dispositivo.
Parafrasando la legge di Faraday, possiamo dire che in un dispositivo con
prevalenti proprietà induttive, la differenza di potenziale ai suoi capi dipende linearmente dalla variazione della corrente che lo attraversa.
![v[t]=L \; \frac{i[t+\Delta t]-i[t]}{\Delta t} v[t]=L \; \frac{i[t+\Delta t]-i[t]}{\Delta t}](/forum/latexrender/pictures/ebff9dd505af34222cc3e89af89eb6a4.png)
dove

è un intervallo temporale molto piccolo.
Tutte queste sono idealizzazioni, non avrai mai dispositivi totalmente resistivi o totalmente induttivi. Tuttavia molto spesso un fenomeno prevale sull'altro, ad esempio se il dispositivo è un avvolgimento di rame ha senso modellarlo come un dispositivo puramente induttivo, perché i fenomeni di autoinduzione prevalgono su quelli resistivi e capacitivi (e di mutua induzione sotto opportune ipotesi).
Inoltre certi fenomeni non si manifestano in corrente continua, ad esempio i fenomeni induttivi come puoi dedurre dalla relazione di sopra, se
![i[t+\Delta t]=i[t] i[t+\Delta t]=i[t]](/forum/latexrender/pictures/e5ed38b1d15bb776b1d2f700fea74b62.png)
, cioè se la corrente non cambia nel tempo, la differenza al numeratore è nulla, di conseguenza anche la differenza di potenziale ai capi del dispositivo sarà nulla.