Scusami sono stato troppo spiccio nella prima risposta; rispondo in modo più accurato per essere più chiaro:
Diciamo che sei in un caso piano, quindi ti muovi solo con le coordinate x e y, le velocità saranno vettori di componenti x e y (che puoi ricavare con un minimo di trigonometria se il vettore è in forma di modulo e angolo).
Chiamiamo il vettore delle velocità
![\vec{v}=[v_x , v_y] \vec{v}=[v_x , v_y]](/forum/latexrender/pictures/6add7d1542d12eb648997e0a6af7130f.png)
,

la massa e
![\vec{p}=[p_x, p_y] \vec{p}=[p_x, p_y]](/forum/latexrender/pictures/0d856f6dbed770acc015afd77d5983e3.png)
la quantità di moto;
come sai

, che scomposta nelle sue componenti x e y risulta:


La componente che tu stai cercando è proprio la

.
Se il tuo sistema è composto da

corpi rigidi, le relazioni che abbiamo scritto diventano semplicemente la somma di tutti i contributi di massa e velocità data da ciascun corpo, ovvero le singole quantità di moto:
che allo stesso modo di prima si può scrivere come 2 equazioni scalari (se siamo nel piano):


Supponiamo ora per semplicità che le masse siano solo 2,

ed

, ciascuna con una certa velocità iniziale

,

e che queste si urtino tra loro; dopo l'urto le due masse viaggiano alle rispettive velocità finali

,

: dalla teoria degli urti sappiamo che la quantità di moto COMPLESSIVA (

) si conserva sempre, ma la quantità di moto delle singole masse

varia (è come se le 2 masse si "scambiassero" la velocità "proporzionalmente alla loro massa"):

, quindi

Supponiamo per il momento che le due masse rimangano invariate durante l'urto, avrai quindi che:

, e quindi:

Da questa equazione puoi tirarci fuori le componenti lungo x e lungo y come abbiamo fatto prima, trovando di fatto la conservazione della quantità di moto per le 2 direzioni. Se vuoi farlo nello spazio invece che nel piano basta aggiungere la componente z ai vettori, ma le equazioni vettoriali sempre quelle rimangono. Se le masse durante l'urto cambiano / si rompono in più parti / ecc.. basta utilizzare una versione generalizzata di quanto abbiamo appena visto: diciamo che si hanno

masse iniziali e

masse finali, sempre per

possiamo scrivere che:

In ultimo.. per risolvere questo tipo di problemi ti servono però altre informazioni sull'urto, che ti vincolino la velocità in un modo diverso (altrimenti non riesci a risolvere il problema perché hai troppe incognite); qui entra in gioco l'energia cinetica, che diminuisce in un urto anelastico a seguito della dissipazione energetica dovuta alla deformazione dei corpi, mentre non varia in un urto perfettamente elastico in cui i corpi non si deformano, ma questi sono altri discorsi.
Spero di esserti stato utile, e soprattutto di essere stato chiaro. Ciao :)