Feserico ha scritto:Ma quindi anche così facendo non hanno una risposta su quali siano le calorie davvero assimilate dal nostro corpo (e comunque bruciandola e moltiplicandola per la massa somiglia molto alla legge E=mc²), o mi sbaglio?
Innanzitutto se si vuole capire l'argomento, è necessario avere un quadro generale: semplificando molto, possiamo dire che l'energia si manifesta in molti modi.
Ad esempio l'energia cinetica (di movimento) si può trasferire da un corpo all'altro tramite contatto: se tiro un sasso in un lago, creo delle onde; dunque trasferisco energia dalla mia mano, al sasso, all'acqua.
Oppure l'energia chimica di una batteria può convertirsi in energia termica (che poi è anch'essa cinetica a livello microscopico) nel momento in cui attacco una stufetta ad una batteria.
Anche quando "brucio" tramite combustione qualcosa converto l'energia dei legami chimici in energia termica. Questo si capisce dal fatto che il materiale cambia aspetto e viene sviluppato calore.
In tutti questi esempi la massa rimane costante: ad esempio se potessi misurare con precisione il peso della cenere di un caminetto e di tutto il fumo che ha prodotto (ovvero vapore acqueo e cenere in sospensione) scoprirai che è identico.
Nei casi sopraelencati non interviene mai la trasformazione di massa in energia (E=mc²)
La trasformazione di massa in energia interviene nei reattori nucleari.
L'energia chimica è legata al cambiamento molecolare dei materiali. Ma i nuclei degli atomi rimangono invariati. Nei reattori nucleari cambia invece l'atomo.
Per capire in profondità queste cose, che io ho elencato come brevi e imprecisi slogan, è necessario studiare in profondità questi argomenti.
Per venire in concreto al tuo caso, l'energia che il tuo corpo può estrarre dal cibo è abbastanza simile a quella della combustione, ovvero il corpo estrae energia chimica dagli alimenti.
Dunque, quando si desidera valutare "quante calorie apporta un certo alimento", si considera l'energia di combustione perché è una buona approssimazione di quanta energia può effettivamente estrarre il corpo.
Poi, siccome ormai sono cose assodate, si usano semplici formule a partire dalla conoscenza della composizione degli alimenti, ovvero:
- 4 Kcal per ogni grammo di proteine
- 4 Kcal per ogni grammo di carboidrati
- 9 kcal per ogni grammo di grassi
- 7 kcal per ogni grammo di alcol
Giusto per completezza vorrei ricordare che se andiamo a preoccuparci di aspetti salutistici, non è vero che alimenti con più calorie sono meno salutari. Ad esempio è opportuno limitare l'introduzione di "grassi saturi" rispetto ai "grassi insaturi"; eppure nel conto "pesano" uguale a livello di calorie.
O ancora, è molto molto meglio alimentarsi tramite carboidrati complessi (farine integrali) piuttosto che i carboidrati semplici (farine raffinate e zuccheri); infatti i carboidrati semplici danno energia immediata, causano picchi glicemici, infiammazione, promuovono l'obesità (vengono trasformati in grasso) se non si fa un'intensa attività fisica.
Non so con che fine poni la domanda, ma è importante sapere che le calorie sono un parametro che va valutato all'interno di un sistema complesso.
Vale la pena sottolineare che comunemente si dice "calorie" intendendo, in realtà, le "chilocalorie", identificate con la sigla
kcal. Essendo un'unità di misura dell'energia, è possibile anche utilizzare l'unità di misura "Joule" (
J).
Inoltre, c'è da ricordare un aspetto importante: il conto delle calorie introdotte è molto approssimativo.
Ad esempio se mangio nello stesso pasto una certa quantità di calorie e molte fibre e tannini, ne *assimilerò* meno del previsto perché le fibre e i tannini inibiscono leggermente l'assunzione dei nutrienti da parte dell'intestino (peraltro è molto salutare assumere fibre).
L'interazione fra alimenti/nutrienti è fondamentale non solo per le calorie, ma per molte altre sostanze: ad esempio la vitamina D aumenta l'assorbimento di calcio; mentre la vitamina D è antagonista della vitamina A (i loro effetti parzialmente si annullano), ecc.