Pupille di ingresso e uscita di un sistema ottico
Non riesco a capire dove si nasconde l'utilità di questi due concetti.
Consideriamo ad esempio la definizione di pupilla d'uscita di un sistema ottico: essa è definita come l'immagine del diaframma prodotta da tutti gli elementi del sistema ottico che lo seguono (es: da tutte le lenti alla destra del diaframma, fino all'uscita del sistema ottico).
Essendo definita come l'immagine, vuol dire che essa è definita su un preciso punto dell'asse ottico del sistema, dove appunto l'immagine del diaframma si forma. Che utilità ha? In generale, in ingresso allo stesso sistema ottico saranno posti oggetti a distanze variabili, il che comporta la formazione di immagini in uscita a distanze altrettanto variabili, diverse dal punto in cui si forma l'immagine del diaframma.
Cosa mi sto perdendo?
Consideriamo ad esempio la definizione di pupilla d'uscita di un sistema ottico: essa è definita come l'immagine del diaframma prodotta da tutti gli elementi del sistema ottico che lo seguono (es: da tutte le lenti alla destra del diaframma, fino all'uscita del sistema ottico).
Essendo definita come l'immagine, vuol dire che essa è definita su un preciso punto dell'asse ottico del sistema, dove appunto l'immagine del diaframma si forma. Che utilità ha? In generale, in ingresso allo stesso sistema ottico saranno posti oggetti a distanze variabili, il che comporta la formazione di immagini in uscita a distanze altrettanto variabili, diverse dal punto in cui si forma l'immagine del diaframma.
Cosa mi sto perdendo?