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Una curiosità sulla programmazione oggi.

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[51] Re: Una curiosità sulla programmazione oggi.

Messaggioda Foto Utentewruggeri » 7 nov 2018, 2:25

EdmondDantes ha scritto:Secondo me lo scopo principale dell'università non è insegnare tutto il sapere: è impossibile. Un buon percorso universitario dovrebbe imprimerti un buon metodo di studio, di pensiero e un bagaglio minimo di conoscenza tale da consentirti di studiare per conto tuo ciò che ti servirà in futuro (diciamo quasi tutto).


Hai centrato il punto: l'università dovrebbe favorire (fermo restando che comunque lo studente ci deve mettere del suo, perché è comunque di lui che si parla!) lo sviluppo di un metodo di studio e di pensiero e al contempo fornire le basi per poter proseguire da soli. Tuttavia, l'esperienza mia e di vari individui che ho intervistato mi ha permesso di constatare che:

- Lo sviluppo del metodo di studio è ancora lasciato totalmente nelle mani degli studenti, sicché molti - caduti vittima di false convinzioni e della loro pigrizia - finiscono per acquisire abitudini sbagliate e sviluppare metodi inefficaci.

- Lo stimolo al pensiero è sostanziamente assente, se non per l'azione isolata di qualche appassionato e lodevole docente: la stragrande maggioranza delle lezioni scorre con la presentazione acritica di contenuti scritti su slides, una situazione abulica in cui sguazzano gli studenti meno volenterosi e meno capaci, che così ottengono risultati che non meriterebbero e per di più si sentono legittimati a perpetuare i loro comportamenti scorretti; gli unici a pagare questa situazione sono gli studenti davvero volenterosi, che tra l'altro finiscono per doversi sforzare dieci volte più dei sopra citati "fannulloni" per ottenere alla fine gli stessi risultati.

- L'insegnamento degli argomenti fondamentali non viene garantito per nulla: se agli studenti di ingegneria somministri un corso di algebra come quello che ho seguito io, tu non gli stai fornendo le basi di alcunché se non della più totale incompetenza. Siamo chiari: a me piace approfondire, ed è naturale che l'approfondimento sia un'attività spontanea ed individuale; quel che non accetto è che anche quel pochissimo che l'università mi somministra mi sia insegnato male. Durante il corso di laurea triennale, io ho visto i due eccessi: da un lato questo corso di algebra lineare e geometria, un abominio cui vorrei non aver mai dovuto assistere, dall'altro corsi come quello di controlli automatici(*) o di fisica 1, da cui ho tratto davvero cultura e spunti di riflessione (senza dimenticare il bellissimo corso di elettronica applicata e il suo fantastico docente, che come qualcuno ricorderà sono stati determinanti nella mia evoluzione culturale e hanno contribuito al mio approdo qui sul forum :D ).



(*) Appunto fondamentale: seguire il corso di controlli automatici sulla base di quel vergognoso corso di algebra lineare di cui raccontavo è praticamente impossibile: ricordo che alla prima matrice da diagonalizzare o al primo determinante da calcolare in aula scoppiava il panico, e gli unici che riuscivano a seguire erano i dieci-dodici (me compreso) che la matematica l'avevano studiata per conto proprio.



Piercarlo ha scritto:Approfitto per porre una domanda che mi frulla da tempo: se alla fine della fiera quello a cui serve veramente l'università è darti una forma mentale con cui procacciarti e processarti da te, in modo efficiente e critico ma possibilmente senza irrigidirti, informazioni e conoscenze sul mondo, perché non iniziare fin da subito, non dico dalle elementari ma quasi, a impostare la forma mentis della gente in questo modo, favorendo così l'installarsi di abitudini mentali che, portate poi con scioltezza nella vita, permettono alle persone di avere non solo una buona e realistica comprensione del mondo in cui vivono e, quando occorre, di sapersi adattare alle sue esigenze con meno difficoltà di quanto avvenga oggi?

Se la scuola elementare fa quel che deve ma poi quando torni a casa tuo padre al massimo ti mette in mano un giornaletto porno e ti dice "ma chi 'tti 'ni futti d'a scola, vaddici 'a fissa a chidd'i paggina trentaquattru" (ho assistito di persona a una scena del genere a casa di un mio compagno, quando avevo otto-nove anni: il ragazzino - candido angioletto ancora convinto che i propri genitori fossero supereroi - voleva aiuto per i compiti, e il padre ha risposto quella roba lì, che non credo serva tradurre), che abbiamo concluso?
Se un professore di scuola media che tenta di correggere un alunno rischia di essere aggredito dal di lui padre, cosa - se non eventualmente una vocazione al martirio o una passione smisurata per il proprio lavoro (tutt'altro che scontata, nell'era in cui l'insegnamento è visto da molti come un ripiego e i vari Governi fanno di tutto per svalutarlo ancor di più) - lo spingerà a impegnarsi davvero per indirizzare gli studenti?
Prima di educare gli studenti, soprattutto quando sono piccoli, devi educare le loro famiglie. E in Italia, se quel che vedo ha valore statistico, una cosa del genere equivarrebbe ad azzerare letteralmente il cervello di una fetta maggioritaria della popolazione.
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[52] Re: Una curiosità sulla programmazione oggi.

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 7 nov 2018, 2:48

wruggeri ha scritto: Prima di educare gli studenti, soprattutto quando sono piccoli, devi educare le loro famiglie. E in Italia, se quel che vedo ha valore statistico, una cosa del genere equivarrebbe ad azzerare letteralmente il cervello di una fetta maggioritaria della popolazione.


Esattamente. Questa è la cinghia di trasmissione da spezzare. Con le buone quando si può, con le cattive quando si deve. Altrimenti non se ne esce più. Prima di fare QUALSIASI altra rivoluzione (in qualsiasi parte del mondo) va fatta QUESTA rivoluzione, nella parte più vicina in assoluto che hanno: la loro testa.

La questione non è se farlo o non farlo ma piuttosto quando: la posta è fare tutto il possibile per azzerare la nostra idiozia prima che "ci pensi" la natura ad azzerare noi. Siamo ormai a questo punto, piaccia o no ai politici "della pancia" (di qualunque segno e nazionalità, non solo i nostri). E il primo dei politici di questo genere è il cosiddetto "uomo medio", ovvero la testa di cazzo "tipica" che ha la presunzione di capire tutto senza sapere o capire nulla. I "Trump" devono sparire dal mondo (a partire da quelli minuti, come il padre del tuo compagno di scuola) non perché qualcuno li fa fuori (non serve a niente; morto uno ne spunta subito un altro) ma perché non se li fila più nessuno.

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[53] Re: Una curiosità sulla programmazione oggi.

Messaggioda Foto UtenteIanero » 7 nov 2018, 9:56

Peccato che ti possa dare solo un punto per messaggio, Walter.
=D>
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[54] Re: Una curiosità sulla programmazione oggi.

Messaggioda Foto Utentewruggeri » 7 nov 2018, 11:02

Piercarlo ha scritto:
Esattamente. Questa è la cinghia di trasmissione da spezzare. Con le buone quando si può, con le cattive quando si deve. Altrimenti non se ne esce più. Prima di fare QUALSIASI altra rivoluzione (in qualsiasi parte del mondo) va fatta QUESTA rivoluzione, nella parte più vicina in assoluto che hanno: la loro testa.

La questione non è se farlo o non farlo ma piuttosto quando: la posta è fare tutto il possibile per azzerare la nostra idiozia prima che "ci pensi" la natura ad azzerare noi. Siamo ormai a questo punto, piaccia o no ai politici "della pancia" (di qualunque segno e nazionalità, non solo i nostri). E il primo dei politici di questo genere è il cosiddetto "uomo medio", ovvero la testa di cazzo "tipica" che ha la presunzione di capire tutto senza sapere o capire nulla. I "Trump" devono sparire dal mondo (a partire da quelli minuti, come il padre del tuo compagno di scuola) non perché qualcuno li fa fuori (non serve a niente; morto uno ne spunta subito un altro) ma perché non se li fila più nessuno.



Ah be', io lo dico da una vita... ma è un processo lungo e lento, e soprattutto è un processo che inizia se lo si vuole far iniziare: se l'individuo non si apre al cambiamento e non accetta di discutere anzitutto se stesso, una rivoluzione del genere (l'unica che davvero appoggerei) neanche comincia.


Ianero ha scritto:Peccato che ti possa dare solo un punto per messaggio, Walter.
=D>

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[55] Re: Una curiosità sulla programmazione oggi.

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 7 nov 2018, 11:24

Piercarlo ha scritto:(...) Lo chiedo per due ragioni: la prima è che anche le cattive abitudini mentali (pigrizia mentali, tendenza al conformismo acritico a tutto quel che pensano e dicono gli altri ecc.) sono insegnate e apprese al pari di quelle buone (...)
però, non credo che acquisizione e padronanza di abilità utili ad interpretare la realtà in modo critico e ad affrontare gli studi con entusiasmo e successo equivalga all'opposto.



In questo thread mi pare quasi ci sia sotteso un filo conduttore, spesso lo si ritrova in altri confronti: il prima è meglio del dopo, una volta le cose erano diverse ...
Forse si possono tentare delle dimostrazioni, non lo so, ma le dinamiche sociali portano cambiamenti(in peggio e in meglio) difficili da motivare considerando solo uno dei molteplici aspetti.
Per esempio, il contesto familiare:
wruggeri ha scritto:(...) Prima di educare gli studenti, soprattutto quando sono piccoli, devi educare le loro famiglie. E in Italia, se quel che vedo ha valore statistico, una cosa del genere equivarrebbe ad azzerare letteralmente il cervello di una fetta maggioritaria della popolazione.
siamo certi che l'attuale presunta carente consapevolezza non fosse ancor più diffusa in passato ?

Saluti
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[56] Re: Una curiosità sulla programmazione oggi.

Messaggioda Foto Utentewruggeri » 7 nov 2018, 11:37

WALTERmwp ha scritto:siamo certi che l'attuale presunta carente consapevolezza non fosse ancor più diffusa in passato ?


No, non lo sono, e francamente non so se "prima" la situazione fosse migliore (se non altro perché della situazione precedente ho solo quel che mi racconta chi l'ha vissuta): io mi limito a riportare quel che vedo e vivo e a immaginare possibili evoluzioni future, del passato cerco di parlare poco :D
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[57] Re: Una curiosità sulla programmazione oggi.

Messaggioda Foto Utentevenexian » 7 nov 2018, 12:17

Alcune visioni un po' diverse.

1. La scuola, in modo specifico il corso di laurea in ingegneria non deve essere principalmente uno 'strumento per imparare a ragionare', un 'indirizzamento al metodo di studio' o tutte le altre definizioni social-filosofiche che ci si possono inventare. Prima di tutto è nozionismo. Che piaccia o no. Non credo che un elettronico possa prescindere dalla conoscenza delle leggi di Maxwell, e quelle certo non si imparano per fagocitosi.

2. Il diritto allo studio (sacrosanto) ha portato con se l'ovvia conseguenza che come per tutti i beni garantiti oggi ma preziosi in passato (l'acqua corrente, per dirne una), la percezione del loro valore è precipitato verso lo zero assoluto. In passato, genitori di famiglie proletarie che riuscivano, sacrificando la loro vita, a portare un figlio alla laurea, avevano raggiunto lo scopo della loro vita. Quei figli si consumavano le dita sulle pagine dei libri per ricompensarli. Oggi non è più così. Il diritto raggiunto ha di fatto spostato verso il basso la posizione del massimo livello culturale del Paese.

3. Mai come oggi, l'apparire ha avuto sopravvento sull'essere. Sono convinto che molti ventenni oggi preferiscano avere un alto numero di 'like' piuttosto di una media elevata nei propri esami. La scalata nella società è pilotata molto più dalla popolarità che dal titolo di studio (o meglio, da ciò che quel titolo rappresenta in termini di conoscenza).

4. A chi controlla, va più che bene che le cose proseguano su questa via.
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[58] Re: Una curiosità sulla programmazione oggi.

Messaggioda Foto Utentewruggeri » 7 nov 2018, 13:10

venexian ha scritto:1. La scuola, in modo specifico il corso di laurea in ingegneria non deve essere principalmente uno 'strumento per imparare a ragionare', un 'indirizzamento al metodo di studio' o tutte le altre definizioni social-filosofiche che ci si possono inventare. Prima di tutto è nozionismo. Che piaccia o no. Non credo che un elettronico possa prescindere dalla conoscenza delle leggi di Maxwell, e quelle certo non si imparano per fagocitosi.


Dissento assolutamente: il nozionismo produce pappagalli, non persone competenti.
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[59] Re: Una curiosità sulla programmazione oggi.

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 7 nov 2018, 13:11

venexian ha scritto: 4. A chi controlla, va più che bene che le cose proseguano su questa via.


Su questo non ci piove purtroppo; le conseguenze ormai però si stanno ritorcendo pure contro i controllori. Poche teste d'uovo pensanti alla fine equivalgono a poche uova nello stesso paniere, con tutti i pericoli del caso. Ai cosiddetti "piani alti" qualcuno almeno se ne è accorto? Temo non abbastanza...
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[60] Re: Una curiosità sulla programmazione oggi.

Messaggioda Foto UtenteIanero » 7 nov 2018, 13:13

wruggeri ha scritto: il nozionismo produce pappagalli

La parola nozionismo non deve avere un carattere così negativo come si intende di solito.
Avere le giuste nozioni è indispensabile, altrimenti di cosa parliamo in un discorso tecnico?
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