Ho notato solo ora questo argomento per cui, forse arrivo tardi
Una cosa che devi prevedere nel tuo sistema
ga2bo, e valida poi per l'utilizzo di qualsiasi tipo di barcode, è la possibilità, da parte dell'utilizzatore di avere una via alternativa all'utilizzo del barcode stesso per svolgere la medesima azione.
Nei barcode 1D, che contengono, esclusivamente, una stringa alfanumerica (o solo numerica) più o meno lungha, è normale decodificare sotto, o sopra, di esso, il contenuto in "chiaro": in questo modo l'utilizzatore, nel caso non fosse possibile leggere il barcode, può inserire manualmente la stringa di dati.
Nei barcode 2D la cosa si complica perché, per loro stessa natura, possono contenere qualsiasi cosa che rientri nella loro capacità di memorizzazione, per cui, a seconda dei casi, l'operatore "umano" deve essere sempre messo nelle condizioni di poter recuperare, in altro modo, quanto decodificato nel barcode.
Un esempio: negli anni '90, in un PDF417 di 70 x 18 mm, avevamo decodificato il contenuto di un normale pass aziendale (dati personali, dati aziendali, foto identificativa e firma), in questo frangente tutti questi dati erano riportati in "chiaro" sul pass, per cui, in caso di illeggibilità del barcode, l'identificazione poteva essere fatta a vista da un operatore.
fairyvilje ha scritto:Non è possibile salvare un programma in modo pratico in un QR code per via della scarsa densità di bit rappresentabili, anche spingendo le dimensioni al massimo.
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fairyviljeIl QR Code standard da 177 x 177 moduli (QR Code 40), con un ECC level L (approssimativamente il 7%), può contenere, all'incirca, 2,8 kB: forse, uno bravo, bravo, un programmino lo può inserire

Max