demos81 ha scritto:
Ma mi chiedo: è giusto che uno studente di ingegneria ,tanto più se di informatica o elettronica, si rivolga a una piattaforma per uso Hobbistico per sviluppare le sue conoscenze e potenzialità? Se un ingegnere deve fornire ai creativi (ai maker odierni) il supporto alla creazione del vero prodotto nelle fasi successive , non dovrebbe dedicarsi a applicazioni più di settore? a qualcosa di più spinto che permetta una progettazione con ottimizzazioni di sistema e riduzione di costi?
Credo che le Università stiano compiendo l'ennesimo errore, forse invece di far fumo per i primi anni dovrebbero inserire da subito l'uso di piattaforme più specialistiche (anche un Pierin e altre 2 o 3 di profilo più elevato che ti accompagnano dal 3° anno in poi) per creare una capacità operativa concreta nei giovani studenti.
Ottimo punto di riflessione

(voto positivo)
E' una cosa che prima o poi vorrei affrontare direttamente con chi ha le mani in pasta.
Comunque è quello che ho pensato anche io. Però c'è il problema economico: si sono acquistati una ventina di Arduino Uno. Schede di sviluppo come i Freescale Tower in accopiamento con la loro sponsorizzazione, quindi ammortizzati, costano molto di più, e sono stati scelti perché hanno tante feature sfruttabili gia fatte che non fanno perdere tempo al laboratorio, rendendolo vano, visto che c'è sempre qualcuno che non riesce a montare qualcosa fino in fondo in tempi brevi. E poi pare perché siano parte di una famigli di MCU molto usate in ambito automotive.
Sapevo poi che TI abbia prezzi davvero irrisori, perché non l'abbiano scelta non so, forse per la difficolta di programmazione o per giri economici (e rieccoci, ma è ipotesi mia).
Poi il personale non riesce (più) da cosa mia pare di aver capito, a trovare tempo per costruire adhoc qualcosa in stile Pierin (per via dei costi iniziali, in 30 pezzi spesso non conviene) e prende troppo tempo montarli direttamente al politecnico.
Però io penso che il dramma non ci sia molto per almeno un paio di ragioni.
Una è che comunque ci sono corsi di programmazione in C rivolta agli MCU, quindi vera progettazione SW+HW correlato (nel nostro caso Freescale, negli anni passati sono state MCU AVR non arduino, e non so perché le han cambiate). L'altro è che comunque queste schede "per i Maker" sono liberamente programmabili senza l'ausilio del linguaggio Wiring, cioè sfruttare appieno il microcontrollore, con bootloader o no. E di fatto non ci perdi nulla, perché l'HW è sempre lo stesso e tu hai pagato per quell'HW lì. E' un po come ho fatto io agli inizi diciamo.
Adesso, per arrangiarmi, ho la scheda Arduino 2009 senza micro, perché mi serve il chip FTDI per la usart del Pierin e della tensione regolata aggiuntiva e non necessito di breadboard in questo modo

e posso anche usare il led ora che ci penso, e il pulsantino di reset
Il problema è che sono i professori stessi a non vederne l'importanza (perché non è quell'aspetto che devi imparare in quel corso, almeno a parer loro, e con il taglio delle ore utilizzabili dal corso il tempo è preziosissimo).
Però se può tranquillizzare, con una solida base in C, una buona conoscenza di base di un Micro e un buon allenamento in generale, cosa che fanno parte di un ragazzo medio che ha fatto almeno 3 anni di ingegneria, in una settimana impari ad usare un microcontrollore di qualsiasi famiglia in senso vero partendo da zero. E chi è realmente interessato si andrà a scoprire qualcosa per se stesso, come ho fatto io ed altri ragazzi. La maggioranza tende comunque a seguire solo cosa gli viene insegnato, perché non è proprio la loro "passione".
Spero di aver reso l'idea di cosa voglio dire. Ah ovviamente, quando dico schede per i maker, intendo gli Arduino e Arduino like che montano MCU. Non sono afferrato molto per esprimere opinioni in materia di sistemi a microprocessore come il Galileo, in questo ragionamento almeno.
Personalmente non userei mai Galileo per fare le stesse cose che fa una MCU, sarebbe uno spreco enorme. Minimo lo userei come un Rasp e poi dal suo SO scrivo in linguaggio C++/Wiring/phyton. Ma non so se si può fare già così oltre all'uso previsto da Arduino. Lo spero. Anche se penso che le architetture x86 debbano essere il più limitate possibile, ma questa è un'altra storia.