Spronato da
admin, aggiungo a quanto detto da
rini una spiegazione "matematica"...
l'angolo

si definisce come l'angolo elettrico tra il rotore della macchina sincrona in esame ed il rotore dell'ipotetica macchina di potenza infinita, la quale è usata per rappresentare una rete di potenza infinita.L'angolo

si può ritenere uguale allo sfasamento tra la f.e.m. interna della macchina (ipotizzando che questa f.e.m. rimanga costante durante il transitorio) e la tensione della rete di potenza infinita (e quindi a pulsazione costante

)
risulta quindi

da cui :

(1)
essendo p il numero di coppie polari dell'alternatore.
L'equazione del moto della macchina è :

(2)
quindi, derivando due volte la (1) otteniamo la derivata seconda della posizione angolare, che vale :

(3)
si moltiplicano quindi i due membri della (2) per

:

(4)
Si fa ora l'ipotesi che durante il transitorio la velocità di rotazione del rotore si discosti di poco dal valore di regime. Si può allora ammettere sempre valida la relazione :

sostituendo la (3) nella (4) otteniamo quindi :

(5)
da qui si può ricavare con qualche altro passaggio

la giustificazione analitica del criterio delle aree :
si moltiplicano ambo i membri della (5) per la quantità :

si ottiene :

(6)
che si può esprimere come :

passiamo ora dalle derivate ai differenziali moltiplicando a sinistra ed a destra per


(7)
integrando ora la (7) tra il tempo

e il tempo

, ai quali corrispondono gli angoli

e

si ha

(8)
Se si suppone che la perturbazione avvenga in un momento nel quale la macchina è a regime, l'angolo

in

sarà costante; risulterà quindi

... ma d'altra parte se si deve riguadagnare la stabilità deve esistere necessariamente un istante di tempo nel quale l'angolo

smette di crescere, quindi se in

risulta:

da cui per la (8) si ottiene che il valore dell'integrale debba essere nullo :

La questione può anche essere vista in modo mooolto meno rigoroso da un punto di vista energetico :
se si deve riguadagnare l'equilibrio, anche a prezzo di oscillazioni attorno ad esso, dovrà essere in complesso nulla l'energia cinetica ceduta o sottratta al rotore; essendo questa pari a

ed essendo praticamente costante la velocità durante il transitorio deve risultare nuovamente:

dal punto di vista pratico il criterio delle aree si applica in modo grafico come illustrato da
rini. Il calcolo matematico dell'angolo di spostamento di rotore e quindi del massimo angolo di pendolazione è invece abbastanza complesso, quindi anche vista l'ora aggiungo (e concludo...) citando ancora dell'Iliceto solo il fatto che il criterio delle aree è condizione necessaria e sufficiente per la stabilità di un sistema composto da sole due macchine sincrone, ma non di sistemi più complessi.