Esercizio azionamento con motore in C.C.
Ho un dubbio relativo al seguente esercizio, in cui mi sembra che i dati non siano coerenti tra loro, ma poiché temo comunque di sbagliare qualcosa nell'approccio del problema, vi prego di verificare se l'errore è nel testo oppure mio.
Un motore a cc ad eccitazione indipendente è alimentato da un raddrizzatore monofase totalcontrollato, la rete fornisce al raddrizzatore una tensione di 240 V, 50 Hz.
In serie al circuito di armatura è connessa una induttanza che garantisce che la corrente di armatura sia costante. Supponendo che la coppia di carico sia costante al variare della velocità, si calcoli la velocità del motore nei casi in cui l'angolo di accensione dei tiristori sia rispettivamente 0° e 20°.
DATI:
-potenza motore P=10 kW
-tensione nominale motore Vn=240V
-velocità nominale N=1000 giri/min
-resistenza di armatura Ra=0,42 ohm
-costante del motore Kt=2 V*s/rad
Secondo il mio approccio:
l'ipotesi di considerare costante la coppia di carico si traduce nel fatto che a regime anche la coppia motrice fornita dal motore deve essere costante e pari a quella di carico. L' eccitazione è indipendente e Kt=cost, dunque il flusso è costante; quindi affinché la coppia motrice si mantenga pari alla copia di carico la corrente di armatura deve essere costante in entrambe le condizioni di funzionamento e pari alla nominale (calcolabile dai dati).
Dall'equazione al circuito di armatura, si ha:
V=E+Ra*I poiché E=Kt*N*2 pigreco/60 Kt*N*2 pigreco/60=V-Ra*I
Esplicitando la corrente I e particola rizzando nel caso di funzionamento nominale:
In =(60*V- Kt*N*2 pigreco*Ra)/ 60*Ra =
=(60*240- 2*1000*2*3,1415)/ 60*0,42= 72,77 A
Ma moltiplicando il valore di questa corrente per la tensione nominale si ottiene una potenza di:
Vn*In= 17464 W !
Inoltre se ricavo la velocità del motore dalla espressione della potenza all’albero, nell’ipotesi di trascurare le perdite nel ferro trovo:
P=E*I da cui ponendo E=Kt*N*2 pigreco/60
ed esplicitando la corrente sempre nel caso di funzionamento nominale trovo:
In= 60*P/ Kt*N*2 pigreco = 60*10000/ 2*1000*2*3,1415 = 47,7 A contro i 72,77A di prima.
A questo punto secondo le mie conoscenze il testo contiene un errore in uno dei dati forniti.
Ciò che mi preoccupa è che trovo lo stesso intoppo in ben due esercizi e nello svolgimento fatto da altri, questo presunto errore non viene fuori in quanto per determinare la corrente di armatura si è risolto il sistema composto dalle due equazioni della potenza nominale e della equazione al circuito di armatura, che porta alla risoluzione dei una equazione di secondo grado, ma utilizza solo una parte dei dati del problema:
Pn=En*In
Vn=En+Ra*In
Da cui Vn=Pn/In+Ra*In Ra* In^2 - Vn*In + Pn=0 risolta la quale si ottiene In=51,38 A
Ho sbagliato qualcosa nell’approccio al problema?
Per il resto al momento non ho dubbi su come proseguire nella risoluzione del problema.
Grazie e Buon Anno!
Un motore a cc ad eccitazione indipendente è alimentato da un raddrizzatore monofase totalcontrollato, la rete fornisce al raddrizzatore una tensione di 240 V, 50 Hz.
In serie al circuito di armatura è connessa una induttanza che garantisce che la corrente di armatura sia costante. Supponendo che la coppia di carico sia costante al variare della velocità, si calcoli la velocità del motore nei casi in cui l'angolo di accensione dei tiristori sia rispettivamente 0° e 20°.
DATI:
-potenza motore P=10 kW
-tensione nominale motore Vn=240V
-velocità nominale N=1000 giri/min
-resistenza di armatura Ra=0,42 ohm
-costante del motore Kt=2 V*s/rad
Secondo il mio approccio:
l'ipotesi di considerare costante la coppia di carico si traduce nel fatto che a regime anche la coppia motrice fornita dal motore deve essere costante e pari a quella di carico. L' eccitazione è indipendente e Kt=cost, dunque il flusso è costante; quindi affinché la coppia motrice si mantenga pari alla copia di carico la corrente di armatura deve essere costante in entrambe le condizioni di funzionamento e pari alla nominale (calcolabile dai dati).
Dall'equazione al circuito di armatura, si ha:
V=E+Ra*I poiché E=Kt*N*2 pigreco/60 Kt*N*2 pigreco/60=V-Ra*I
Esplicitando la corrente I e particola rizzando nel caso di funzionamento nominale:
In =(60*V- Kt*N*2 pigreco*Ra)/ 60*Ra =
=(60*240- 2*1000*2*3,1415)/ 60*0,42= 72,77 A
Ma moltiplicando il valore di questa corrente per la tensione nominale si ottiene una potenza di:
Vn*In= 17464 W !
Inoltre se ricavo la velocità del motore dalla espressione della potenza all’albero, nell’ipotesi di trascurare le perdite nel ferro trovo:
P=E*I da cui ponendo E=Kt*N*2 pigreco/60
ed esplicitando la corrente sempre nel caso di funzionamento nominale trovo:
In= 60*P/ Kt*N*2 pigreco = 60*10000/ 2*1000*2*3,1415 = 47,7 A contro i 72,77A di prima.
A questo punto secondo le mie conoscenze il testo contiene un errore in uno dei dati forniti.
Ciò che mi preoccupa è che trovo lo stesso intoppo in ben due esercizi e nello svolgimento fatto da altri, questo presunto errore non viene fuori in quanto per determinare la corrente di armatura si è risolto il sistema composto dalle due equazioni della potenza nominale e della equazione al circuito di armatura, che porta alla risoluzione dei una equazione di secondo grado, ma utilizza solo una parte dei dati del problema:
Pn=En*In
Vn=En+Ra*In
Da cui Vn=Pn/In+Ra*In Ra* In^2 - Vn*In + Pn=0 risolta la quale si ottiene In=51,38 A
Ho sbagliato qualcosa nell’approccio al problema?
Per il resto al momento non ho dubbi su come proseguire nella risoluzione del problema.
Grazie e Buon Anno!



