Illustre professore,
la ringrazio innanzitutto…
Antonio, sono io che ringrazio te, sono molto lusingato dalla tua stimata lettera, devo confessarti che non mi sono mai sentito tanto onorato. In fondo, non ho fatto nulla per te, per meritarmi tanto. A ogni modo per sdebitarmi cercherò di rispondere ai tuoi dubbi.
E’ sorprendente come la letteratura in proposito sorvoli questo punto.....è se nella diga ci fosse meno acqua che succede? va uno a spingere il rotore sennò l'alternatore non si avvia e la città resta a l buio?
Le centrali a serbatoio si basano sulla creazione di un invaso di elevata capacità (per esempio 205 X 10^9 m3 quello di Owen Falls in Uganda), creato mediante una diga che forma un lago artificiale. Da esso l’acqua viene derivata alla centrale con sistemi variabili a seconda della costituzione morfologica del territorio. Le centrali a serbatoio consentono un certo grado di liberta nel loro esercizio rispetto alla portata affluente nel serbatoio e perciò sono adatte a coprire le punte dei diagrammi di carico. In condizioni limite, supponendo nullo l’afflusso di acqua nel bacino, è possibile produrre un’energia corrispondente al volume utile del serbatoio, calcolato in un’autonomia anche in 74 giorni, quindi c’è il tempo per provvedere ai rimedi.
Una delle tante regolazioni che è effettuata sull’alternatore è la regolazione della frequenza, il cui valore è legato alla velocità di rotazione e quindi, per mantenere costante la frequenza (obiettivo ottimale), occorre che, a qualunque condizione di carico, resti costante la velocità.
Affinché ciò sia possibile, evidentemente entro una determinata tolleranza, occorre regolare l’afflusso del liquido motore (vapore o acqua), in modo che a un aumento della potenza elettrica richiesta dal carico (che tenderebbe a rallentare il gruppo) corrisponda un aumento della portata di fluido in turbina e viceversa.
Saluti.

PS) Ringrazio gill90, per aver buttato acqua sul fuoco.