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riporto al primario di grandezze secondarie

MessaggioInviato: 2 nov 2018, 11:51
da simlib
Salve a tutti
la mia domanda è: cosa significa fisicamente( se esiste un significato fisico) riportare grandezze secondarie al primario di un trasformatore monofase?e perche viene fatto ciò?
grazie anticipatamente per eventuali risposte

Re: riporto al primario di grandezze secondarie

MessaggioInviato: 2 nov 2018, 12:06
da EdmondDantes
E' una trasformazione matematica che permette di riportare le grandezze elettriche secondarie al primario e viceversa con le seguenti caratteristiche:
1) modifica il modulo delle tensioni, correnti e impedenze "riportate";
2) non modifica le relazioni di fase delle grandezze elettriche "riportate";
3) lascia inalterato i valori delle potenze in gioco.

La terza condizione e' quella piu' importante.

Le caratteristiche valgono per qualsiasi trasformatore e non solo per quello monofase.

Lo scopo e' ridisegnare il circuito equivalente del trasformatore in modo piu' semplice e comodo per eseguire i calcoli.

Re: riporto al primario di grandezze secondarie

MessaggioInviato: 2 nov 2018, 12:08
da admin
Se al primario si eseguono misure di tensione, corrente, impedenza si trovano i valori di una misura sulle stesse grandezze effettuata al secondario modificati secondo il coefficiente che determina il riporto delle grandezze secondarie al primario.
Si fa per comodità di calcolo perché si pone l'attenzione solo sulla maglia di cui fa parte l'avvolgimento considerato

Re: riporto al primario di grandezze secondarie

MessaggioInviato: 2 nov 2018, 12:08
da lillo
ciao e benvenuto.
fisicamente non significa nulla, mi spiego meglio: il primario resta il primario, e il secondario resta secondario.
riportare al primario significa vedere le grandezze in gioco dal primario, in funzione ovviamente del rapporto di trasformazione.
lo stesso può essere fatto dal secondario.
energeticamente non cambia nulla, le potenze dissipate o assorbite dal secondario restano invariate.

EDIT: anticipato

Re: riporto al primario di grandezze secondarie

MessaggioInviato: 2 nov 2018, 12:59
da simlib
Innanzitutto grazie a tutti per le risposte
ho posto la mia domanda nel forum perché avevo letto che il riporto delle grandezze secondarie al primario poteva essere visto, fisicamente, come riavvolgere l'avvolgimento secondario con un numero di spire pari a quelle del primario e volevo averne la conferma.

Re: riporto al primario di grandezze secondarie

MessaggioInviato: 2 nov 2018, 13:01
da EdmondDantes
Dove lo hai letto?

Re: riporto al primario di grandezze secondarie

MessaggioInviato: 2 nov 2018, 13:05
da simlib
su un file pdf di appunti di macchine elettriche
non ricordo di preciso quale sia

Re: riporto al primario di grandezze secondarie

MessaggioInviato: 2 nov 2018, 13:49
da lillo
Foto Utentesimlib ha scritto:come riavvolgere l'avvolgimento secondario con un numero di spire pari a quelle del primario

la frase non rispecchia la realtà delle cose.
non si riavvolge nulla, e la frase citata porterebbe ad equivoci.
se riavvolgiamo un secondario con un numero di spire pari al primario, abbiano un rapporto di trasformazione pari a 1.
in questo caso il riporto a primario è banale.

Re: riporto al primario di grandezze secondarie

MessaggioInviato: 2 nov 2018, 15:29
da FilippoKK
Ciao a tutti,
mi allaccio a questo topic perché l'argomento mi ha incuriosito. Ma le relazioni di riporto da primario a secondario e viceversa, valgono allo stesso modo anche per gli autotrasformatori?

Re: riporto al primario di grandezze secondarie

MessaggioInviato: 3 nov 2018, 1:12
da EdmondDantes
Considerando il caso ideale, le relazioni tra tensioni e correnti a primario e secondario coincidono con quelle di un trasformatore con due avvolgimenti a N1 e N2 spire, pertanto e' possibile fare ragionamenti analoghi.
Tutto ciò mette in luce un fatto molto importante che, purtroppo, alcuni studenti non riescono a cogliere. Il circuito equivalente del trasformatore (o autotrasformatore) e' solo un modello circuitale della macchina e non rappresenta in nessun modo un modello idoneo a spiegare e comprendere il principio di funzionamento della macchina stessa. Serve per fare calcoli, approssimati.
Si ragiona in modo da trasformare il doppio bipolo equivalente della macchina in uno schema equivalente a T (ad esempio) in grado di tener conto delle interazioni elettromagnetiche in modo implicito.

Le varie operazioni che si eseguono su tali schemi, ovviamente con le dovute giustificazioni fisiche, sono solo operazioni matematiche.