Aggiungo solo una cosa: nella pratica (targhe e datasheet di motori) spesso si definisce la costante di coppia considerando la corrente in Ampere RMS. In quel modo, la costante è aumentata di radice di 2.
Nel modello del motore, invece, la cosa più ovvia è definire la costante di coppia come coppia/Iq, dove la corrente in quadratura è un valore istantaneo (quindi corrisponde al valore di picco delle correnti AC reali o alpha-beta, quando si è a regime in rotazione).
La costante di tensione invece è spesso calcolata (sempre in datasheet e targhe) come rapporto tra tensione
concatenata RMS e velocità.
Quindi in generale occorre interpretare.
Nel tuo caso, se

è di poco inferiore alla tensione nominale, la costante di tensione è definita come dicevo sopra, cioè considerando la tensione concatenata.
La tensione, infatti, in mancanza di altre indicazioni, è concatenata ed RMS.
Purtroppo, nei dati dichiarati per i "brushless" c'è un po' di "fantasia", gli standard se ci sono vengono spesso ignorati (per quel che ne so, gli standard per prove su motori sincroni non sono adeguati a quelli a magneti permanenti).
Dimenticavo: se viene dichiarata la potenza nominale (come dovrebbe essere!), puoi sempre calcolare la coppia nominale come

. La potenza dichiarata è infatti quella meccanica. Dalla coppia nominale ricavi la costante di coppia (in questo caso, al netto degli attriti interni).
PS: queste definizioni (in particolare quella di Kt) valgono per un motore sincrono a magneti permanenti
isotropo e controllato in modo ottimale.
PPS: scusate il post lungo, che contraddice la premessa. Ero partito per scrivere poche righe, ma poi nel mentre mi sono reso conto di altre cose che potevano essere importanti.