lelerelele ha scritto:gelex911 ha scritto:erogare potenza reattiva invece di prenderne dalla rete?
Occhio!
La potenza reattiva non è erogata dal carico!E' semplicemente in transito avanti indietro nelle due semionde! Quindi con valore medio nullo.
saluti.
No.
Lo scambio alterno di energia fra i circuiti e i campi elettrico e magnetico con essi interagenti diventa estremamente espressivo nel regime sinusoidale.
L'ampiezza della sinusoide a frequenza doppia riassume la totale interazione fra la rete e gli elementi che accumulano energia e ne interpreta la rapidita' di variazione (delle energie scambiate).
Nel dominio del tempo e' del tutto corretto parlare di potenza reattiva q(t) assorbita o erogata in termini di valori istantanei. Dobbiamo ricordare infatti il significato fisico v(t)i(t).
Rimanendo sempre in regime sinusoidale, ma considerando l'ambito fasoriale, e dunque l'estensione alle potenze del teorema di Kennelly-Steinmetz, possiamo considerare i termini P e Q a noi noti. Ora, per definire questi termini abbiamo bisogno di assegnare una convenzione dei segni agli angoli di sfasamento fra V e I riportati nel piano di Argand-Gauss. La convenzione scelta influenzera' unicamente il segno di Q (ma e' solo una convenzione), ma non avra' alcun effetto sul segno di P, la quale, essendo una funzione pari,
ha solo il segno fisico e non quello convenzionale. In questo caso e' improprio parlare di potenza reattiva assorbita o erogata, dato che Q e' l'
ampiezza della sinusoide a frequenza doppia, ma e' comodo continuare a parlare di potenza reattiva assorbita/erogata anche nei confronti dell'utilizzatore (un induttore assorbe potenza reattiva induttiva e un condensatore genera potenza reattiva induttiva) sia per estensione naturale del linguaggio sia per l'
interpretazione fisica attribuita alla grandezza in questione.
Altra interpretazione e' quella relativa alle prestazione del sistema di trasmissione dell'energia (sistema di trasmissione da interpretare nel modo piu' generale possibile) che porta alla definizione del fattore di potenza, il quale indica il rapporto tra la potenza utile e la prestazione richiesta per ottenerla (ma non facciamo l'errore di interpretarlo come
rendimento, concetto tanto caro ai neofiti e hobbisty della domenica

).
La potenza reattiva dunque non e' solo un
rimpallo energetico

(espressione che mi irrita e che giustifico solo se ho davanti una persona con i calzoncini corti), ma rappresenta l'informazione da aggiungere a quella fornita dalla potenza attiva in modo da definire univocamente il bilancio energetico di un sistema. Questo e' fondamentale per il dimensionamento delle apparecchiature elettriche ed elettromeccaniche, cioe' per tutti i componenti magnetoelettrici.
La formulazione rigorosa di tutti questi concetti trova la sua naturale soluzione nell'interpretazione della relazione di Poynting.
PS
In definitiva facciamo attenzione a dire che Q
lelerelele ha scritto:E' semplicemente in transito avanti indietro