In quale università studi?
A livello di principio i significati e le differenze fra (auto)induttanza e induttanza di dispersione sono sempre gli stessi, a prescindere dal tipo di macchina in esame.
Certo, ci sono delle differenze importanti nei fenomeni in gioco e nelle strutture, ma il concetto non cambia.
Qui trovi una mia risposta relativa al trasformatore, ma, ripeto, l'idea di base e' del tutto generale.
Consideriamo una macchina rotante con tre fasi statoriche e tre fasi rotoriche.
Per ipotesi la configurazione statorica e' uguale a quella rotorica con cave statoriche affacciate alle cave rotoriche.
Queste sono ipotesi esemplificative necessarie per poter portare avanti l'argomentazione dal punto di vista fisico e per poter scrivere qualche semplice espressione senza considerare un'infinita' di fattori correttivi, di forma, di Carter e... integrali quadrupli
Per tutto il resto c'e'
FEM.
Flusso generato dallo statore e concatenato con una fase statoricaLasciamo perdere un po' di dettagli altrimenti non finisco piu' di scrivere.
In parole povere abbiamo un flusso che si concatena con una delle tre fasi di statore e che possiamo scrivere nella forma compatta:

L e' una costante (coefficiente di autoinduzione) che comprende molti fattori fisici, geometrici e numerici e ha ovviamente le dimensione di una induttanza.
Non vado oltre. Questa relazione dovrebbe esserti già chiara, spero.
Preciso solo una cosa, importantissima.
La relazione appena vista e' la tipica espressione di un flusso di autoinduzione, ma in realta' il flusso

autoindotto e' generato anche dalle altre due correnti statoriche, pertanto fisicamente abbiamo fenomeni di autoinduzione e di mutua induzione concomitanti. Qui iniziano le prime schematizzazioni mentali sempre presenti quando si studiano i fenomeni fisici. Non dimenticarlo mai.
Andiamo avanti.
Flusso generato dalla statore e concatenato con una fase rotoricaLa trattazione e' lunga e richiede molti disegni e formulette abbastanza articolate.
Diciamo solo che bisogna distinguere il caso fra rotore fermo e rotore in movimento per poter scrivere correttamente l'espressione del flusso.
Il principio fisico dovrebbe esserti chiaro.
Flusso dispersoFacciamo riferimento a questa sezione
I pallini rossi indicano le cave statoriche e rotoriche e relativi avvolgimenti.
Le linee tratteggiate indicano le linee di flusso del campo magnetico che ovviamente si distribuiranno in virtu' del principio di minima riluttanza. Per ovvi motivi il disegno e' qualitativo e molto approssimativo
Nel disegno vedi tre tipi di linee di campo, ma solo due sono di flusso disperso.
La linea di flusso in giallo indica il flusso concatenato fra statore e rotore e pertanto non e' un flusso disperso (vedi paragrafo precedente).
La linea di flusso in blu indica il flusso disperso nella cava statorica e pertanto non interessera' i conduttori rotorici.
La linea di flusso in verde indica il flusso disperso nei denti rotorici, pertanto riesce ad oltrepassare il traferro. Queste linee dipendono molto dalla struttura della macchina e dalla disposizione dei denti stessi.
Poi esistono altri flussi dispersi, ma scendiamo nel campo delle costruzioni delle macchine rotanti e relativi avvolgimenti. Lasciamo perdere.
Cosa dovrebbe rimanere dopo la lettura di questa risposta?Il flusso statorico puo' essere pensato costituito da una parte utile, che permette l'accoppiamento fra statore e rotore, e da un flusso disperso totale il quale rimane praticamente confinato nello statore e si svolge in gran parte in aria.
Il carattere prevalente del flusso disperso e' di tipo autoinduttivo in quanto rimane pressoche' localizzato nell'intorno della fase statorica che lo genera e il relativo percorso e' praticamente costituito da aria.
L'induttanza di dispersione e' praticamente un'autoinduttanza e pertanto possiamo scrivere un'espressione di questo tipo:

Ancora una volta torna la ben nota espressione studiata in fisica II.
Quest'ultimo discorso vale soprattutto nel caso di macchine con avvolgimento a strato singolo, pertanto e' possibile trascurare i diversi effetti di mutua induzione fra i diverse fasi.
Se la macchina non e' a strato singolo si puo' trovare ugualmente un'espressione di tipo autoinduttivo, ma il coefficiente

deve essere opportunamente ridotto per tener conto dei flussi concatenati con le altre fasi.
Ricorda che tutto questo e' una schematizzazione mentale in quanto il flusso in una macchina elettrica e' unico e solo in alcune parti di essa e' possibile distinguere le diverse componenti.
La nostra scomposizione e' esclusivamente mentale e per eseguirla dobbiamo ammettere il principio di sovrapposizione degli effetti.
Se tale principio non dovesse essere valido per il caso in esame i calcoli delle varie f.e.m. e f.c.e.m. cadrebbero in quanto non potremmo considerare il livello corretto di magnetizzazione del ferro.
La f.e.m. della macchina infatti e' unica e dipende dal livello di magnetizzazione della macchina stessa.