EN 50160
Mi serve una precisazione!
La norma per la qualità dell'energia EN 50160 è riferita alla tensione elettrica. La norma è applicabile sui sitemi di BT e MT. Sui sistemi di BT il riferimento di tensione è la tensione di fase pari a 230V. Nei sistemi di MT la norma si riferisce invece alla tensione nominale del sistema (Vn) o, se in presenza di tensioni diverse, alla tensione dichiarata (Vc). E fin qui ci siamo intendendo per Vn e Vc le tensioni concatenate e non di fase del sistema (in MT infatti la tensione nominale di un sistema è appunto la tensione concatenata di 15kV, 20kV ecc...).
Ora, se io monitorizzo con un analizzatore di rete un PCC di BT , cioè un punto di fornitura dell'energia elettrica in bassa tensione, lo strumento lo si deve settare per il calcolo statistico della qualità dell'energia con il riferimento al valore di tensione di fase di 230V.
Ma se invece ripetiamo l'operazione in un sistema di MT, isolato o compensato che sia, a che tensione ci dobbiamo riferire per la statistica ? Alla tensione concatenata o quella di fase ??
Per me è, come da norma, la tensione concatenata Vn o Vc che sia, ma concatenata.
Però così facendo e nell'ottica di valutare se una linea di MT è 'buona o meno', io perderei tutti gli eventi relativi ai guasti per perdita di isolamento verso terra di tale linea che, verosimilmente, mi darebbero un'idea corretta di come è messa la linea. Infatti, se il guasto è lontano sulla distribuzione, ciò potrebbe essere ininfluente, in un sistema IT, per le tensioni concatenate monitorate dal mio strumento che quindi non registra l'evento. Lo scostamento è infatti per il -10% di Vn.
Però il guasto c'è stato e io di linee di MT conciate male ne ho viste parecchie. Il dubbio è perché la norma non tenga in osservazione, per i calcoli statistici sui sistemi di MT, entrambe le tensioni, cioè di fase e concatenate. Questo anche perché mi io mi fiderei qualitativamente poco di una linea che si sostiene da se ma che è sovente soggetta a guasti transitori per fase a terra.
Cordalità
La norma per la qualità dell'energia EN 50160 è riferita alla tensione elettrica. La norma è applicabile sui sitemi di BT e MT. Sui sistemi di BT il riferimento di tensione è la tensione di fase pari a 230V. Nei sistemi di MT la norma si riferisce invece alla tensione nominale del sistema (Vn) o, se in presenza di tensioni diverse, alla tensione dichiarata (Vc). E fin qui ci siamo intendendo per Vn e Vc le tensioni concatenate e non di fase del sistema (in MT infatti la tensione nominale di un sistema è appunto la tensione concatenata di 15kV, 20kV ecc...).
Ora, se io monitorizzo con un analizzatore di rete un PCC di BT , cioè un punto di fornitura dell'energia elettrica in bassa tensione, lo strumento lo si deve settare per il calcolo statistico della qualità dell'energia con il riferimento al valore di tensione di fase di 230V.
Ma se invece ripetiamo l'operazione in un sistema di MT, isolato o compensato che sia, a che tensione ci dobbiamo riferire per la statistica ? Alla tensione concatenata o quella di fase ??
Per me è, come da norma, la tensione concatenata Vn o Vc che sia, ma concatenata.
Però così facendo e nell'ottica di valutare se una linea di MT è 'buona o meno', io perderei tutti gli eventi relativi ai guasti per perdita di isolamento verso terra di tale linea che, verosimilmente, mi darebbero un'idea corretta di come è messa la linea. Infatti, se il guasto è lontano sulla distribuzione, ciò potrebbe essere ininfluente, in un sistema IT, per le tensioni concatenate monitorate dal mio strumento che quindi non registra l'evento. Lo scostamento è infatti per il -10% di Vn.
Però il guasto c'è stato e io di linee di MT conciate male ne ho viste parecchie. Il dubbio è perché la norma non tenga in osservazione, per i calcoli statistici sui sistemi di MT, entrambe le tensioni, cioè di fase e concatenate. Questo anche perché mi io mi fiderei qualitativamente poco di una linea che si sostiene da se ma che è sovente soggetta a guasti transitori per fase a terra.
Cordalità