Energia elettrica in Italia nel 2014
Ciao a tutti,
curiosando sul sito del GME mi sono reso conto che nei primi mesi di quest'anno c'è stata una progressiva e significativa riduzione del prezzo dell'energia (PUN).
Nel mese di agosto siamo arrivati ad un valore medio di circa 46 €/MWh, valore quasi uguale al prezzo (calmierato) di produzione del nucleare di EDF, che è di 42 €/MWh.
Di nucleare in effetti il nostro mix energetico è composto in parte minore, ma non trascurabile.
Circa il 14% del nostro fabbisogno è infatti coperto dalle importazioni, per gran parte di origine nucleare.
La vera diffrerenza è che a seguito della contrazione dei consumi e di una crescita delle rinnovabili (sia per l'aumento delle centrali installte che per l'ottima annata dal punto di vista idroelettrico), la quota del termoelettrico si è ridotta al 50% circa. Di questo decremento hanno sofferto principalmente le centrali a gas a ciclo combinato, spesso spiazzate dal mercato del giorno prima, mentre il carbone rimane più o meno costantemente a fornire la copertura del carico di base. A luglio la situzione è stata questa:
Se questi prezzi si manterrano stabili, di fatto la diffrenza per quanto riguarda il costo dell'energia sarà pressoché annullata rispetto a Francia e Germania; ovviamente rimangono le componenti relativi agli oneri di sistema, alte anche per le rinnovabili, che però hanno anche contribuito all'abbassamento del prezzo del PUN...
Da segnalare anche l'utilizzo pressoché nullo degli impianti di pompaggio, ad oggi non rispondenti ad una logica di libero mercato ma monopolio di un produttore (ENEL), come si vede dal grafico di copertura della domanda nel giorno di più alto carico del mese di luglio:
per chi volesse approfondire, qui c'è tutta la serie dei report mensili
curiosando sul sito del GME mi sono reso conto che nei primi mesi di quest'anno c'è stata una progressiva e significativa riduzione del prezzo dell'energia (PUN).
Nel mese di agosto siamo arrivati ad un valore medio di circa 46 €/MWh, valore quasi uguale al prezzo (calmierato) di produzione del nucleare di EDF, che è di 42 €/MWh.
Di nucleare in effetti il nostro mix energetico è composto in parte minore, ma non trascurabile.
Circa il 14% del nostro fabbisogno è infatti coperto dalle importazioni, per gran parte di origine nucleare.
La vera diffrerenza è che a seguito della contrazione dei consumi e di una crescita delle rinnovabili (sia per l'aumento delle centrali installte che per l'ottima annata dal punto di vista idroelettrico), la quota del termoelettrico si è ridotta al 50% circa. Di questo decremento hanno sofferto principalmente le centrali a gas a ciclo combinato, spesso spiazzate dal mercato del giorno prima, mentre il carbone rimane più o meno costantemente a fornire la copertura del carico di base. A luglio la situzione è stata questa:
Se questi prezzi si manterrano stabili, di fatto la diffrenza per quanto riguarda il costo dell'energia sarà pressoché annullata rispetto a Francia e Germania; ovviamente rimangono le componenti relativi agli oneri di sistema, alte anche per le rinnovabili, che però hanno anche contribuito all'abbassamento del prezzo del PUN...
Da segnalare anche l'utilizzo pressoché nullo degli impianti di pompaggio, ad oggi non rispondenti ad una logica di libero mercato ma monopolio di un produttore (ENEL), come si vede dal grafico di copertura della domanda nel giorno di più alto carico del mese di luglio:
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