Prova SPI CEI 0-21
Vorrei avere un confronto con tutti coloro che si occupano di energie rinnovabili in merito all'argomento in oggetto.
In TAB.8 pag. 64 della norma CEI 0-21 ed. 09-2014 c'è la definizione di tempo d'intervento del SPI : "tempo intercorrente tra l'istante d'inizio della condizione anomala rilevata dalla protezione e l'emissione del comando di scatto"
Il comando di scatto viene fornito dalla PI ed è un gradino di tensione (caduta di tensione o presenza di tensione dipende dal tipo di ausiliare impiegato) che comanda la bobina del DDI (interruttore o teleruttore che sia) facendolo aprire.
E fin qui tutto regolare. E' anche stato chiarito che la prova del SPI, cioè PI+DDI, deve essere fatta in campo, evidentemente per verificare che i t.i. dell'insieme montato sull'impianto rispettino i valori previsti e la cosa è del tutto logica.
Ma la definizione data dalla norma del t.i. prescinde dal tempo di risposta del DDI su comando della bobina ausiliare che è una variabile dominante e notevolmente variabile a seconda dalla taglia, tipo e costruttore del DDI stesso. (provare per credere : prendere il segnale da mandare alla cassetta prova relè per misurare il t.i. sulla bobina ausiliare del DDI oppure sui poli del DDI che fanno la manovra di apertura.....)
Allora io mi chiedo : che senso ha fare la prova in campo quando posso ottenere gli identici risultati per i t.i. in qualsiasi altro posto?
La PI, quando testata con le dovute regolazioni, emetterà il segnale di scatto sulla sua uscita sempre e comunque indipendentemente dal posto dove si trova.......
Attendo illuminati pareri.
In TAB.8 pag. 64 della norma CEI 0-21 ed. 09-2014 c'è la definizione di tempo d'intervento del SPI : "tempo intercorrente tra l'istante d'inizio della condizione anomala rilevata dalla protezione e l'emissione del comando di scatto"
Il comando di scatto viene fornito dalla PI ed è un gradino di tensione (caduta di tensione o presenza di tensione dipende dal tipo di ausiliare impiegato) che comanda la bobina del DDI (interruttore o teleruttore che sia) facendolo aprire.
E fin qui tutto regolare. E' anche stato chiarito che la prova del SPI, cioè PI+DDI, deve essere fatta in campo, evidentemente per verificare che i t.i. dell'insieme montato sull'impianto rispettino i valori previsti e la cosa è del tutto logica.
Ma la definizione data dalla norma del t.i. prescinde dal tempo di risposta del DDI su comando della bobina ausiliare che è una variabile dominante e notevolmente variabile a seconda dalla taglia, tipo e costruttore del DDI stesso. (provare per credere : prendere il segnale da mandare alla cassetta prova relè per misurare il t.i. sulla bobina ausiliare del DDI oppure sui poli del DDI che fanno la manovra di apertura.....)
Allora io mi chiedo : che senso ha fare la prova in campo quando posso ottenere gli identici risultati per i t.i. in qualsiasi altro posto?
La PI, quando testata con le dovute regolazioni, emetterà il segnale di scatto sulla sua uscita sempre e comunque indipendentemente dal posto dove si trova.......
Attendo illuminati pareri.