Contatore Enel e misurazione
Buongiorno a tutti,
un tal venditore di impianti/energia è andato presso dei nostri clienti industriali con bolletta alla mano adducendo una forte componente di energia reattiva.
Nella fattispecie il cosfi è mediamente al di sopra dello 0,95, quindi in realtà, secondo me, la situazione non è per nulla male.
Il punto è che sostiene alcune cose che secondo me non stanno né in cielo né in terra, ma dal momento che non ho tempo di effettuare dei test, e che dal punto di vista normativo spesso è un maremagnum in cui "tutto è possibile", volevo chiedervi conferma/smentita di queste affermazioni:
1) Sostiene che il contatore ENEL trifase misura e quindi addebita la corrente maggiore delle tre, ad esempio se io prelevo 100A da L1, 100A da L2 e 200A da L3 secondo lui il cliente paga come prelevasse 200A da ciascuna fase.
2) Parlando di Squilibrio tra le fasi parla di energia reattiva (che secondo me non centra nulla), di come carichi squilibrati andrebbero riequilibrati portando le linee in uno stesso punto e utilizzando un sistema inverter/batterie si può riequilibrare il tutto.
Al di la che secondo me volendo proprio riequilibrare una fase squilibrata si può utilizzare un inverter che converte un trifase a monofase; non vedo la necessità di batterie...
Chiaramente secondo lui un carico squilibrato comporta che il cliente paga più, ma io non trovo riscontri di questa cosa, ha un senso?
3) Sostiene che il contatore ENEL misura e quindi addebita in base alla corrente (e non l'energia) indipendentemente dalla tensione; quindi ad esempio se su una linea monofase io ho 200V e 10A al contatore mi viene addebitato come se avessi 230V 10A.
Grazie per ogni suggerimento
un tal venditore di impianti/energia è andato presso dei nostri clienti industriali con bolletta alla mano adducendo una forte componente di energia reattiva.
Nella fattispecie il cosfi è mediamente al di sopra dello 0,95, quindi in realtà, secondo me, la situazione non è per nulla male.
Il punto è che sostiene alcune cose che secondo me non stanno né in cielo né in terra, ma dal momento che non ho tempo di effettuare dei test, e che dal punto di vista normativo spesso è un maremagnum in cui "tutto è possibile", volevo chiedervi conferma/smentita di queste affermazioni:
1) Sostiene che il contatore ENEL trifase misura e quindi addebita la corrente maggiore delle tre, ad esempio se io prelevo 100A da L1, 100A da L2 e 200A da L3 secondo lui il cliente paga come prelevasse 200A da ciascuna fase.
2) Parlando di Squilibrio tra le fasi parla di energia reattiva (che secondo me non centra nulla), di come carichi squilibrati andrebbero riequilibrati portando le linee in uno stesso punto e utilizzando un sistema inverter/batterie si può riequilibrare il tutto.
Al di la che secondo me volendo proprio riequilibrare una fase squilibrata si può utilizzare un inverter che converte un trifase a monofase; non vedo la necessità di batterie...
Chiaramente secondo lui un carico squilibrato comporta che il cliente paga più, ma io non trovo riscontri di questa cosa, ha un senso?
3) Sostiene che il contatore ENEL misura e quindi addebita in base alla corrente (e non l'energia) indipendentemente dalla tensione; quindi ad esempio se su una linea monofase io ho 200V e 10A al contatore mi viene addebitato come se avessi 230V 10A.
Grazie per ogni suggerimento
Ser.Tom