Crisi energetica in Europa
Da qualche giorno in Europa stiamo assistendo ad un marcato aumento dei prezzi dell' energia.
In Italia, sul mercato del giorno prima (MGP) durante la sessione del 9 Settembre,i prezzi di acquisto hanno toccato i 160€/MWh, nel Regno Unito complice la ridotta produzione delle fonti eoliche l' energia è stata scambiata al prezzo record di 2300 sterline/MWh sul mercato infragiornaliero; l' Irlanda,che solitamente esporta energia eolica verso UK, si trova a dover fronteggiare una grave crisi di domanda energetica con il gestore della rete (Eirgrid) che ha emesso un warning per possibili blackout nel paese.
Attualmente i prezzi dell' energia sono trascinati verso l' alto principalmente da due fattori:
- le quotazioni record del gas (dovute alla fortissima domanda dello stesso e alle scorte ai minimi)
- il meccanismo europeo dei crediti per le emissioni climalteranti ( prezzo dei diritti di emissione di anidride carbonica che ha raggiunto ormai 60€/tonnellata)
La crisi attuale è stata frutto di diverse scelte sbagliate (anche se fatte con le migliori intenzioni) da parte della politica europea che ha puntato ad uno shutdown aggressivo di carbone e nucleare senza avere valide alternative.
Nel frattempo il gigante del gas Gazprom,dopo aver completato il gasdotto del mar Baltico (il famoso North Stream 2), si appresta ad "aprire i rubinetti" e a vendere 55 miliardi di metri cubi di gas all' anno a prezzi non proprio regalati (viste le attuali quotazioni).
In Italia, sul mercato del giorno prima (MGP) durante la sessione del 9 Settembre,i prezzi di acquisto hanno toccato i 160€/MWh, nel Regno Unito complice la ridotta produzione delle fonti eoliche l' energia è stata scambiata al prezzo record di 2300 sterline/MWh sul mercato infragiornaliero; l' Irlanda,che solitamente esporta energia eolica verso UK, si trova a dover fronteggiare una grave crisi di domanda energetica con il gestore della rete (Eirgrid) che ha emesso un warning per possibili blackout nel paese.
Attualmente i prezzi dell' energia sono trascinati verso l' alto principalmente da due fattori:
- le quotazioni record del gas (dovute alla fortissima domanda dello stesso e alle scorte ai minimi)
- il meccanismo europeo dei crediti per le emissioni climalteranti ( prezzo dei diritti di emissione di anidride carbonica che ha raggiunto ormai 60€/tonnellata)
La crisi attuale è stata frutto di diverse scelte sbagliate (anche se fatte con le migliori intenzioni) da parte della politica europea che ha puntato ad uno shutdown aggressivo di carbone e nucleare senza avere valide alternative.
Nel frattempo il gigante del gas Gazprom,dopo aver completato il gasdotto del mar Baltico (il famoso North Stream 2), si appresta ad "aprire i rubinetti" e a vendere 55 miliardi di metri cubi di gas all' anno a prezzi non proprio regalati (viste le attuali quotazioni).