Provo a fare un po' di riassunto dal punto di vista fiscale, perché non ci capisco più nulla nemmeno io.
Ho appena fatto una ricerca sui siti "istituzionali" coinvolti ma non ho trovato grandi riferimenti.
A grandi linee, la situazione dovrebbe essere la seguente comunque (per un cliente privato P<20 kW):
SCAMBIO SUL POSTOIl "contributo in conto scambio" viene erogato dal GSE al cliente finale e rappresenta un importo esente IVA e da non indicare in dichiarazione dei redditi.
Le "eccedenze", se liquidate dal GSE al cliente finale (scelta del cliente finale) rappresentano un importo esente IVA ma da indicare in dichiarazione dei redditi (sono soggetti ad IRPEF).
RITIRO DEDICATOIl contributo viene erogato dal GSE al cliente finale, rappresenta un importo esente IVA ma va indicato in dichiarazione dei redditi (soggetto ad IRPEF).
Da una vecchia domanda posta all'Agenzia delle Entrate vedo che si diceva di riportare i dati al rigo D5 (se modello 730) oppure al rigo RL14 (se modello redditi).
Li chiamano "redditi di attività commerciali non esercitate abitualmente".
Tornando a noi.
Se provi a fare una simulazione applicando la formula di calcolo del contributo in conto scambio vedrai che, quando hai a che fare con una differenza considerevole fra il valore dell'
energia prelevata ed il valore dell'
energia immessa (considerato che nella formula di calcolo viene considerato il valore minimo dei due fattori) lo SSP vanifica la sua convenienza rispetto al RID.
Forse capita solo a me, ma casi di questo tipo ne ho tantissimi (a parte alcuni impianti che ho costruito proprio su questo concetto, avvisando però i clienti della problematica relativa al fatto che lo SSP avrebbe potuto essere eliminato in qualsiasi momento).
