Inverter trifase: perche' stessa corrente sulle tre fasi ?
Ciao,
avendo da qualche settimana fatto installare a casa mia un impianto fotovoltaico con inverter trifase, ho constatato di persona un comportamento che mi risulta comune a tutti gli inverter di questa categoria, ma che non mi spiego nel dettaglio.
Mi riferisco al fatto che l'inverter sembra generare corrente/potenza solo in modo bilanciato/simmetrico sulle tre fasi, anche quando i carichi locali non lo sono; si generano quindi situazioni durante le quali la potenza generata dal fotovoltaico e' sufficiente ad alimentare l'insieme dei carichi, ma questo non vale nel dettaglio di ogni singola fase, con la conseguenza che la differenza di potenza su ogni fase viene o prelevata da o immessa in rete, con bilancio comunque nullo (o comunque corretto).
Non vedo alcun impatto economico, perché le energie, prelevata e immessa, conteggiate dal contatore sono comunque la somma algebrica delle tre fasi, se non una opportunità mancata di migliorare (di pochissimo) l'efficienza complessiva minimizzando le singole correnti (e quindi le perdite resistive sui cavi e gli interruttori), ma non capisco quale sia il vincolo per realizzare questo comportamento invece che quello "per-fase".
Io sto assumendo che l'inverter sia realizzato con dispositivi elettronici di potenza, comandati in maniera sincronizzata in termini di frequenza e fase e a partire da una alimentazione comune in corrente continua.
Sto anche ipotizzando che la modulazione (di frequenza, fase e corrente/potenza) sia effettuata in SW e che quindi sarebbe quasi banale specializzare per fase quella di corrente/potenza.
C'e' qualcosa che non rende possibile questa soluzione ? O semplicemente non darebbe vantaggi apprezzabili rispetto a quella attuale ? Oppure già ci sono inverter trifase che funzionano per-fase ?
avendo da qualche settimana fatto installare a casa mia un impianto fotovoltaico con inverter trifase, ho constatato di persona un comportamento che mi risulta comune a tutti gli inverter di questa categoria, ma che non mi spiego nel dettaglio.
Mi riferisco al fatto che l'inverter sembra generare corrente/potenza solo in modo bilanciato/simmetrico sulle tre fasi, anche quando i carichi locali non lo sono; si generano quindi situazioni durante le quali la potenza generata dal fotovoltaico e' sufficiente ad alimentare l'insieme dei carichi, ma questo non vale nel dettaglio di ogni singola fase, con la conseguenza che la differenza di potenza su ogni fase viene o prelevata da o immessa in rete, con bilancio comunque nullo (o comunque corretto).
Non vedo alcun impatto economico, perché le energie, prelevata e immessa, conteggiate dal contatore sono comunque la somma algebrica delle tre fasi, se non una opportunità mancata di migliorare (di pochissimo) l'efficienza complessiva minimizzando le singole correnti (e quindi le perdite resistive sui cavi e gli interruttori), ma non capisco quale sia il vincolo per realizzare questo comportamento invece che quello "per-fase".
Io sto assumendo che l'inverter sia realizzato con dispositivi elettronici di potenza, comandati in maniera sincronizzata in termini di frequenza e fase e a partire da una alimentazione comune in corrente continua.
Sto anche ipotizzando che la modulazione (di frequenza, fase e corrente/potenza) sia effettuata in SW e che quindi sarebbe quasi banale specializzare per fase quella di corrente/potenza.
C'e' qualcosa che non rende possibile questa soluzione ? O semplicemente non darebbe vantaggi apprezzabili rispetto a quella attuale ? Oppure già ci sono inverter trifase che funzionano per-fase ?
