Nota di ADMIN : il disegno quotato purtroppo è stato cancellato per eliminare ogni traccia di un episodio molto spiacevole, provocato da chi non ha avuto rispetto né degli amministratori del forum, né degli amici con cui colloquiava nel forum, né dei lettori del forum e nemmeno di se stesso.
Mi scuso con i lettori del Forum per la difficoltà di comprensione di questo interessante thread.
Colgo comunque l'occasione per invitarli a leggere gli articoli che Renzo DF ha ricavato da questo thread, rintracciabili nel suo profilo di ElectroYOU dove si possono del resto trovare molti altri articoli di RenzoDF che vale veramente la pena di leggere! Buona lettura dunque!Prima puntata
Premesso che un calcolo grafico o numerico porterebbe a risultati sicuramente più precisi e rapidi,
e che in questo post facciamo riferimento a un magnete permanente
Neodimio Ferro Boro,
http://www.ndfebmagnets.de/Cy-Mag-NdFeB.pdf.
vediamo come affrontare il problema con carta, penna, tabelle e ... regolo
Un inizio potrebbe essere :
dette:

la lunghezza della parte di circuito in Fe-Si,

la lunghezza del magnete permanente ,

lo spessore del traferro
ed indicando di conseguenza, il valore dell'induzione e del campo:

nel ferro,

nel magnete

nel traferro,

il numero di spire dell'avvolgimento e

la corrente che lo percorre.
La relazione che in questo caso si potrà usare sarà la legge della circuitazione

(dove

rappresenta la corrente totale concatenata con il percorso chiuso di integrazione, nel nostro caso pari a

).
Supponendo, per ora, che la corrente nell'avvolgimento sia nulla,

cerchiamo di determinare il punto di lavoro per il circuito magnetico.
La relazione integrale, semplificata ai tre tronchi magnetici componenti il circuito, può essere scritta come :

a questo punto ci troviamo di fronte al classico problema della determinazione del campo nel ferro, senza conoscere a priori l'induzione.
Normalmente si considera la riluttanza del traferro predominante sulla riluttanza del ferro e si semplifica la precedente relazione scrivendo
[1]in questo caso però, il rapporto fra spessore del traferro e lunghezza del ferro, dell'ordine di 1/600 è confrontabile con il rapporto fra le permeabilità relative dei due
mezzi: aria / FeSi pari a 1/2400 (ricavata dalle tab. della caratteristica di magnetizzazione per lamiere FeSi nel range 0,4<B<1T); l'approssimazione dell'ordine di (1/4)*100 % =25% risulterebbe troppo elevata ... detto in parole povere 1 mm di aria sarebbe equivalente a 2,4m di ferro ... e il nostro mezzo metro abbondante, non e' quindi trascurabile!.
Considerando che, nel suddetto campo di variabilità per l'induzione, la permeabilità relativa si mantiene mediamente intorno a 2400 possiamo valutare il campo nel ferro grossolanamente intorno ai 160 A/m.
Una seconda considerazione risulta necassaria; normalmente la sezione

a causa dell'allargamento della sezione di passaggio nell'aria,ma in questo caso visto il rapporto
25/1 fra dimensione trasversale e spessore del traferro, possiamo senz'altro ritenere

Qualcosa di buono nel nostro esercizio comunque c'è ! ... è l'andamento lineare della caratteristica di smagnetizzazione
del
NeFeBLa caratteristica può essere scritta, per questo materiale, sotto forma di relazione lineare fra campo e induzione come

(per semplicità considero Hc positivo)
esplicitando Ht dalla [1] otteniamo

(esprimiamo H in kA/m)
a questo punto avremo queste due relazioni

dalle quali ricordando

avremo

e, accontentandoci per ora, di un calcolo con i valori nominali

e


che porta a un

e

da questi valori ci accorgiamo che avevamo sottostimato il valore del campo nel ferro in quanto con 1,07T, dalle Tabelle del Fe-Si ,otteniamo 470 A/m !
Aggiorniamo la relazione

e ricalcoliamo

Notiamo che,il punto di lavoro P, ricavabile anche graficamente dalla intersezione delle due rette relative al sistema, cade, purtroppo, lontano dal punto Q di massima energia specifica

- cm3.jpg (28.52 KiB) Osservato 8100 volte
L'effettivo valore sarà compreso fra i due valori di

stimati, ma lasciamo a un successivo calcolo con Scilab una sua determinazione più accurata, anche perché si dovrebbe ora tenere in considerazione anche l'incertezza implicita nella dispersione di Br, Hc e non ultima quella dovuta alla temperatura che fa spostare la caratteristica di smagnetizzazione parallelamente a se stessa.

- cm1.jpg (26.93 KiB) Osservato 8149 volte
nell'ultimo grafico:
l'induzione B e la magnetizzazione J sono riportate in kilo-gauss (kg) e il campo H in kilo-oersted (kOE)
... alla faccia del Sistema Internazionale
Io non vorrei sembrare il solito polemico, ma se sono state fissate delle regole (e con fatica), ci si deve rassegnare e adeguarsi internazionalmente

... il sistema CGS è
su-pe-ra-toooo
Se dobbiamo ancora ricorrere a "
Two and a quarter pounds of jam,weigh about a kilogram" come si può pretendere di andare avanti
..........
Ritornando al nostro esempio di calcolo ...
Sarebbe inoltre interessante usare un software FEM per indagare sull'effettiva distribuzione del campo dentro e fuori il circuito magnetico; allo scopo potremo usare uno dei software consigliati nei Free Tools di Electroportal quale
FEMM (Finite Element Method Magnetics)
http://www.electroportal.net/renzodf/wi ... olo10#FEMM.
.........
Spero di non avere sbagliato qualche calcolo, scrivere un articolo "
in diretta" non è semplice ...
commenti e correzioni sono sempre graditi ... per ora mi fermo qui
... tempo permettendo, scriverò qualcosa di più serio in un articolo sull'argomento
...
works in progress