Questione di energia
Gentile prof. Martini,
sono uno studente alle prime armi con l'Elettrotecnica, neo iscritto al Suo forum.
Innanzitutto complimenti per il portale, a mio parere davvero ben tenuto e di buoni contenuti.
Essendo ancora poco addentrato nella materia, ho una serie di dubbi circa le questioni energetiche alla base del passaggio di corrente in un circuito. Vorrei pertanto porLe delle domande sull'argomento, e Le chiedo sin da ora una discreta dose di pazienza se queste potranno sembrarLe sciocche, come forse sono. Più che domande convenzionali, vorrei riportarLe ciò che credo di aver capito e man mano i quesiti relativi.
Allego l'immagine di un circuito elementare di riferimento .
Alla chiusura del circuito, un Coulomb di carica positiva che chiamerò Q esce convenzionalmente dal polo positivo passando attraverso i punti A, B, C, il carico e i punti D, E ed F del circuito per tornare al polo negativo.
Il generatore di tensione ha effettuato un lavoro per separare internamente questa carica positiva da quelle negative e questo lavoro si ritrova ora sottoforma di energia potenziale della carica stessa. Sempre convenzionalmente, Q uscirà quindi dal morsetto positivo sfruttando questa energia per raggiungere quello negativo attraverso il filo conduttore.
La F.E.M. del generatore fornisce una energia potenziale tale da creare una d.d.p tra i suoi morsetti di 100 V.
PRIMA DOMANDA: Se Q , appena prima di uscire dal morsetto positivo, ha un'energia di 100 J, è vero che attraversando la resistenza interna del conduttore arriva al punto A con un'energia potenziale inferiore (supponiamo 98 J) ? Se è così, sarebbe lecito dire che la tensione nel punto A è di 98 V?
Superato il punto A, Q prosegue il suo cammino acquistando energia cinetica e perdendo energia potenziale. Arrivata a B, per lo stesso motivo di prima si potrebbe dire che la tensione nel punto B è ancora inferiore rispetto al punto A oppure si considerano punti allo stesso potenziale?
Una grossa fetta di energia Q la perderà passando attraverso il carico, dopodichè tornerà al morsetto negativo passando prima per i punti D, E ed F. Mi chiedo: all'arrivo, Q ha perso COMPLETAMENTE la sua energia potenziale? E che succede quando Q giunge al morsetto negativo? Si riaggrega ad una carica negativa ristabilendo l'equilibrio atomico per poi essere nuovamente separata da essa dal lavoro del generatore (sempre tenendo conto del verso convenzionale della corrente piuttosto che di ciò che realmente avviene a livello elettronico)?
Ai fini dell'esame di Elettrotecnica forse questo genere di questioni di tipo energetico possono non influire molto, ma sarei davvero curioso di sapere ciò che accade a questo livello un po' più...interno.
La ringrazio di cuore,
Tignoso
sono uno studente alle prime armi con l'Elettrotecnica, neo iscritto al Suo forum.
Innanzitutto complimenti per il portale, a mio parere davvero ben tenuto e di buoni contenuti.
Essendo ancora poco addentrato nella materia, ho una serie di dubbi circa le questioni energetiche alla base del passaggio di corrente in un circuito. Vorrei pertanto porLe delle domande sull'argomento, e Le chiedo sin da ora una discreta dose di pazienza se queste potranno sembrarLe sciocche, come forse sono. Più che domande convenzionali, vorrei riportarLe ciò che credo di aver capito e man mano i quesiti relativi.
Allego l'immagine di un circuito elementare di riferimento .
Alla chiusura del circuito, un Coulomb di carica positiva che chiamerò Q esce convenzionalmente dal polo positivo passando attraverso i punti A, B, C, il carico e i punti D, E ed F del circuito per tornare al polo negativo.
Il generatore di tensione ha effettuato un lavoro per separare internamente questa carica positiva da quelle negative e questo lavoro si ritrova ora sottoforma di energia potenziale della carica stessa. Sempre convenzionalmente, Q uscirà quindi dal morsetto positivo sfruttando questa energia per raggiungere quello negativo attraverso il filo conduttore.
La F.E.M. del generatore fornisce una energia potenziale tale da creare una d.d.p tra i suoi morsetti di 100 V.
PRIMA DOMANDA: Se Q , appena prima di uscire dal morsetto positivo, ha un'energia di 100 J, è vero che attraversando la resistenza interna del conduttore arriva al punto A con un'energia potenziale inferiore (supponiamo 98 J) ? Se è così, sarebbe lecito dire che la tensione nel punto A è di 98 V?
Superato il punto A, Q prosegue il suo cammino acquistando energia cinetica e perdendo energia potenziale. Arrivata a B, per lo stesso motivo di prima si potrebbe dire che la tensione nel punto B è ancora inferiore rispetto al punto A oppure si considerano punti allo stesso potenziale?
Una grossa fetta di energia Q la perderà passando attraverso il carico, dopodichè tornerà al morsetto negativo passando prima per i punti D, E ed F. Mi chiedo: all'arrivo, Q ha perso COMPLETAMENTE la sua energia potenziale? E che succede quando Q giunge al morsetto negativo? Si riaggrega ad una carica negativa ristabilendo l'equilibrio atomico per poi essere nuovamente separata da essa dal lavoro del generatore (sempre tenendo conto del verso convenzionale della corrente piuttosto che di ciò che realmente avviene a livello elettronico)?
Ai fini dell'esame di Elettrotecnica forse questo genere di questioni di tipo energetico possono non influire molto, ma sarei davvero curioso di sapere ciò che accade a questo livello un po' più...interno.
La ringrazio di cuore,
Tignoso
