Alcune questioni teoriche irrisolte sui circuiti..
Salve, avrei da porre alcune questioni teoriche che mi hanno lasciato dubbioso nello studio dei circuiti e che non sono riuscito a risolvere né attraverso lo studio più approfondito del mio libro di testo né attraverso ricerche sul web.
Le elenco qui di seguito:
- le leggi di kirchoff sono una conseguenza della legge della conservazione della carica: perché valgono in condizioni di funzionamento non stazionarie né lentamente variabili? come fa nelle LKT, ad esempio, ad essere nulla la derivata del flusso concatenato con la linea percorsa dalle tensioni se un circuito non è in regime stazionario?
- la relazione
è verificata esattamente solamente in condizioni stazionarie ed è verificata approssimativamente in condizioni lentamente variabili. perché allora in condizioni stazionarie non si ha
né
?
- in un bipolo strettamente passivo l'intensità di corrente ha sempre lo stesso segno della tensione e viceversa? il resistore si può definire strettamente passivo?
- in cosa consiste esattamente una caduta di tensione in un generatore reale in cui
e
e come mai si verifica?
- in un circuito RLC passivo le cui frequenze naturali siano complesse coniugate
(
)
il transitorio può essere sia
che
il segno vicino a
nell'esponenziale è positivo quando il circuito è in evoluzione forzata e negativo quando è in evoluzione libera, giusto? ma come si arriva a quel segno, dal punto di vista matematico e non solo teorico?
inoltre con quale criterio si scelgono i segni di
e
, coefficienti rispettivamente di A e B nella seconda condizione iniziale dell'equazione differenziale di 2° grado la cui incognita è la tensione del condensatore?
in particolare, se il segno di
dipende dall'esponenziale che vado a derivare, in quale caso si può avere un termine
, escluso naturalmente quello in cui si cambiano tutti i segni all'equazione che al primo membro ha
?
Mi affido alla vostra bontà.. anche se è domenica :P Grazie in anticipo!
Le elenco qui di seguito:
- le leggi di kirchoff sono una conseguenza della legge della conservazione della carica: perché valgono in condizioni di funzionamento non stazionarie né lentamente variabili? come fa nelle LKT, ad esempio, ad essere nulla la derivata del flusso concatenato con la linea percorsa dalle tensioni se un circuito non è in regime stazionario?
- la relazione
è verificata esattamente solamente in condizioni stazionarie ed è verificata approssimativamente in condizioni lentamente variabili. perché allora in condizioni stazionarie non si ha
né
?- in un bipolo strettamente passivo l'intensità di corrente ha sempre lo stesso segno della tensione e viceversa? il resistore si può definire strettamente passivo?
- in cosa consiste esattamente una caduta di tensione in un generatore reale in cui
e
e come mai si verifica?- in un circuito RLC passivo le cui frequenze naturali siano complesse coniugate
(
) il transitorio può essere sia
che
il segno vicino a
nell'esponenziale è positivo quando il circuito è in evoluzione forzata e negativo quando è in evoluzione libera, giusto? ma come si arriva a quel segno, dal punto di vista matematico e non solo teorico?inoltre con quale criterio si scelgono i segni di
e
, coefficienti rispettivamente di A e B nella seconda condizione iniziale dell'equazione differenziale di 2° grado la cui incognita è la tensione del condensatore?in particolare, se il segno di
dipende dall'esponenziale che vado a derivare, in quale caso si può avere un termine
, escluso naturalmente quello in cui si cambiano tutti i segni all'equazione che al primo membro ha
?Mi affido alla vostra bontà.. anche se è domenica :P Grazie in anticipo!
quindi l'esponente sarà sempre negativo.
scusami è, ma sei tu che scrivi: 

e
con 


, che in questo caso 

nelle ipotesi
.. ma dalle tue parole mi sembra di capire che sia proprio quello il concetto 