Trasformate
Buona sera a tutti, vorrei fare alcune domande circa le trasformate di Steinmetz e Laplace.
La trasformata di Steinmetz serve per poter snellire e rendere immediati i calcoli su funzioni sinusoidali isofrequenziali che sono relativi alla soluzione di circuiti lineari e tempo invarianti in regime permanente. Infatti, tramite il suo ausilio anziché eseguire complicati calcoli di tipo goniometrico e di natura algebrica o differnziale, si eseguono semplici calcoli con numeri complessi di natura sempre e comunque algebrica (spariscono cioè le derivate e gli integrali).
Se però a me interessa studiare il comportamento del circuito anche in regime transitorio, la trasformata di Steinmetz non va più bene. Stessa cosa se anziché avere ingressi isofrequenziali costanti nel tempo, si hanno ingressi isofrequenziali per cui la comune pulsazione ω varia nel tempo (ogni ingresso presenta cioè uguale pulsazone ω(t) e non più uguale pulsazione ω=cost).
In queste due situazioni, infatti, se non ho capito male, ampiezza e fase iniziale delle risposte non rimangono più costanti nel tempo.
1) Sì ma perché?
2) In entrambi questi due casi accade forse che ampiezze e fasi iniziali (ovviamente non costanti) delle varie risposte, sono modulate esponenzialmente?
Per risolvere questi si abbandona allora la trasformata di Steinmetz e si introduce la trasformata di Laplace.
3) Sì, ma questa trasformata cosa fa? Con la trasformata di Steinmetz ho capito che si passa da y(t)=Ysen(ωt+φ) a Ycosφ+jYsenφ=Ye^jφ, cioè si eseguono appunto calcoli su numeri complessi. Ma con la TdL si eseguono forse calcoli su numeri complessi variabili esponenzialmente, vale a dire del tipo (Ye^js)cosφ+j(Ye^js)senφ?
4) perché poi la TdL si utilizza anche in caso di ingressi non sinusoidali? In questo caso come saltano fuori i numeri complessi se gli ingressi non sono sinusoidali?
Grazie a chiunque vorrà rispondere.
La trasformata di Steinmetz serve per poter snellire e rendere immediati i calcoli su funzioni sinusoidali isofrequenziali che sono relativi alla soluzione di circuiti lineari e tempo invarianti in regime permanente. Infatti, tramite il suo ausilio anziché eseguire complicati calcoli di tipo goniometrico e di natura algebrica o differnziale, si eseguono semplici calcoli con numeri complessi di natura sempre e comunque algebrica (spariscono cioè le derivate e gli integrali).
Se però a me interessa studiare il comportamento del circuito anche in regime transitorio, la trasformata di Steinmetz non va più bene. Stessa cosa se anziché avere ingressi isofrequenziali costanti nel tempo, si hanno ingressi isofrequenziali per cui la comune pulsazione ω varia nel tempo (ogni ingresso presenta cioè uguale pulsazone ω(t) e non più uguale pulsazione ω=cost).
In queste due situazioni, infatti, se non ho capito male, ampiezza e fase iniziale delle risposte non rimangono più costanti nel tempo.
1) Sì ma perché?
2) In entrambi questi due casi accade forse che ampiezze e fasi iniziali (ovviamente non costanti) delle varie risposte, sono modulate esponenzialmente?
Per risolvere questi si abbandona allora la trasformata di Steinmetz e si introduce la trasformata di Laplace.
3) Sì, ma questa trasformata cosa fa? Con la trasformata di Steinmetz ho capito che si passa da y(t)=Ysen(ωt+φ) a Ycosφ+jYsenφ=Ye^jφ, cioè si eseguono appunto calcoli su numeri complessi. Ma con la TdL si eseguono forse calcoli su numeri complessi variabili esponenzialmente, vale a dire del tipo (Ye^js)cosφ+j(Ye^js)senφ?
4) perché poi la TdL si utilizza anche in caso di ingressi non sinusoidali? In questo caso come saltano fuori i numeri complessi se gli ingressi non sono sinusoidali?
Grazie a chiunque vorrà rispondere.