Scusate se riapro questa "antica" discussione, ma mi ci sono imbattuto per caso cercando informazioni sui diversi effetti che il passaggio di corrente provoca sul corpo umano. Non essendo chiaro l'esito della discussione, e leggendo l'ultima (e discutibile) affermazione:
La corrente continua provoca l'elettrolisi del sangue, producendo un danno irreversibile al corpo umano ed alterando gli equilibri biologici..Quindi a parità di tensione sicuramente è più pericolosa la corrente continua.
ho cercato più approfonditamente nel forum stesso e su un libro di sicurezza elettrica, arrivando ad una risposta.
Non per pedanteria, ma per fornire qualche ulteriore spiegazione e risparmiare qualche ricerca in più nel forum a chi leggesse questa discussione (nonostante una ricerca sia comunque sempre qualcosa di positivo) volevo precisare brevemente quale potrebbe essere una possibile risposta alla domanda del titolo: "Quale tensione/corrente è più pericolosa? CC o CA?"
Per questo riporto prima il commento di
6367 in
questa discussione:
Sulla pericolosità della corrente continua i pareri sono discordanti!
A vantaggio della corrente continua il minor rischio di fibrillazione ventricolare e tutte le relative conseguenze.
Per altri possibili effetti (tetanizzazione muscolare) in effetti il discorso cambia.
Tuttavia una letteratura IEC consolidata equipara i 50 V dell'alternata a 50 Hz con i 120 V della dc pura.
Altri "studi normativi", recentissimi, equiparano i rischi della 230 V alternata con i 400 V della continua.
Un differenziale da 30 mA sensibile anche alla corrente continua, con corrente continua deve intervenire entro 60 mA.
Del resto la corrente alternata non è certo priva di rischi.... Tanti anni fa (fine '800), senza tutti gli studi che sono stati fatti nel frattempo, Emil Rathenau aveva stabilito che mandare 220 V alla frequenza di 50 Hz anche nelle abitazioni fosse un "rischio accettabile" e da allora nessuno lo ha contestato (almeno in Europa).
Ciò che conta, tuttavia, è che in ogni caso i mezzi di protezione devono essere totali. La protezione dai contatti diretti (con mezzi passivi) non deve lasciar adito a dubbi.
Riporto, poi, il commento di Paolo Carlizza ad un vecchio
articolo relativo alla sicurezza elettrica:
In effetti si puo' dire, in breve, che una cellula a contatto con liquidi interstiziali, popolati di ioni Na+ e K+ possiede un potenziale di riposo di -70 mV , rispetto all'esterno ed il suo comportamento e' simile al parallelo di una resistenza R con un condensatore C, alimentati da un generatore di tensione V= -70 mV, in quanto gli ioni K+ sono piu' capaci di entrare nella cellula rispetto a quelli Na+, determinandosi una differenza di potenziale.
Quando una tensione esterna di polarita' opposta (si genera anche una corrente ) entra nel sistema delle cellule, queste cominciano ad eccitarsi ed a subire variazioni rispetto al loro stato iniziale.
Una tensione alternata a frequenza piu' alta e' meno pericolosa di una a tensione piu' basso in quanto la durata degli impulsi e' minore e quindi per avere un'energia sufficiente ad eccitare la cellula lo stimolo elettrico deve avere un'intensita' piu' alta;anche perche' la maggior parte delle volte la corrente scorre a livello della pelle ( effetto pelle ).
La corrente continua e' meno pericolosa dell'alternata, in quanto ha bisogno di valori piu' alti di ampiezza, rispetto all'alternata per stimolare le cellule: in questo caso avviene infatti, un processo di accomodamento in cui le cellule stesse si abituano allo stimolo, che e' continuo e ritornano ad uno stato di riposo.Per questo, le cellule, per eccitarsi di nuovo, hanno bisogno di intensita' via via maggiori.
Infine cito il libro "Fondamenti di sicurezza elettrica", di Vito Carrescia:
Il passaggio della corrente continua nel sangue produce effetti elettrolitici, perciò molti ritengono, erroneamente, la corrente continua più pericolosa di quella alternata. In realtà i fenomeni elettrolitici assumono una certa consistenza solo in tempi sufficientemente lunghi, maggiori di quelli che rendono pericolose le altre alterazioni indotte dalla corrente elettrica sul corpo umano, con particolare riferimento alla tetanizzazione.
L'entità del fenomeno elettrolitico non è pertanto tale, nel complesso, da influire in modo determinante sulla soglia di periclosità della corrente elettrica.