La guerra delle correnti
Salve a tutti,
premetto che sono uno studente di elettronica, percui le mie conoscenze elettrotecniche sono limitate e probabilmente è per questo che mi sono posto una domanda che da qualche giorno mi assilla... perché trasmettiamo l'energia elettrica in corrente alternata?
Il ragionamento che ho fatto è il seguente: se è vero che data una resistenza il valore efficace della corrente che vi scorre in regime sinusoidale è pari al valore che dovrei avere con una corrente costante per avere la stessa potenza dissipata, questo significa che una linea in continua dissipa la stessa potenza richiedendo tensioni e correnti inferiori di radice di 2 volte il valore massimo rispetto al regime sinusoidale. Questo si ripercuote di conseguenza anche sul dimensionamento della sezione dei cavi e dell'isolamento degli stessi. Inoltre linee in continua non risentono di problemi di effetto pelle (che tuttavia non so se sia rilevante) o di adattamenti della linea, che immagino invece siano rilevanti specialmente per le linee non aeree.
Certo... in continua non so che farmene del trasformatore, quello che ritengo essere il principale metodo per elevare la tensione e quindi ridurre l'effetto joule... tuttavia avendo recentemente studiato diversi convertitori (ma per potenze "elettroniche") mi chiedevo se esistono sistemi analoghi per variare il rapporto tensione/corrente con efficienze quantomeno vicine quelle di un trasformatore in regime sinusoidale.
Ho poi cercato di considerare una futura evoluzione della produzione di energia elettrica... ad esempio le celle fotovoltaiche producono già in continua, mentre altre fonti quali l'eolico presumo (ma in realtà non so) necessitino di una qualche conversione della loro energia prima di immetterla in rete, non risulterebbe quindi conveniente convertire direttamente in continua?
...bene, poiché in realtà vince il sistema sinusoidale dove sbaglio?
premetto che sono uno studente di elettronica, percui le mie conoscenze elettrotecniche sono limitate e probabilmente è per questo che mi sono posto una domanda che da qualche giorno mi assilla... perché trasmettiamo l'energia elettrica in corrente alternata?
Il ragionamento che ho fatto è il seguente: se è vero che data una resistenza il valore efficace della corrente che vi scorre in regime sinusoidale è pari al valore che dovrei avere con una corrente costante per avere la stessa potenza dissipata, questo significa che una linea in continua dissipa la stessa potenza richiedendo tensioni e correnti inferiori di radice di 2 volte il valore massimo rispetto al regime sinusoidale. Questo si ripercuote di conseguenza anche sul dimensionamento della sezione dei cavi e dell'isolamento degli stessi. Inoltre linee in continua non risentono di problemi di effetto pelle (che tuttavia non so se sia rilevante) o di adattamenti della linea, che immagino invece siano rilevanti specialmente per le linee non aeree.
Certo... in continua non so che farmene del trasformatore, quello che ritengo essere il principale metodo per elevare la tensione e quindi ridurre l'effetto joule... tuttavia avendo recentemente studiato diversi convertitori (ma per potenze "elettroniche") mi chiedevo se esistono sistemi analoghi per variare il rapporto tensione/corrente con efficienze quantomeno vicine quelle di un trasformatore in regime sinusoidale.
Ho poi cercato di considerare una futura evoluzione della produzione di energia elettrica... ad esempio le celle fotovoltaiche producono già in continua, mentre altre fonti quali l'eolico presumo (ma in realtà non so) necessitino di una qualche conversione della loro energia prima di immetterla in rete, non risulterebbe quindi conveniente convertire direttamente in continua?
...bene, poiché in realtà vince il sistema sinusoidale dove sbaglio?