Pagina 1 di 1

Asincrono V/f

MessaggioInviato: 11 dic 2011, 18:10
da ciccio
Salve,


Avrei bisogno di chiedere una delucidazione.

Quando si realizza un azionamento per un asincrono V/f=costate (ossia a flusso costante) al momento che la tensione è arrivata alla Vnominale non si può piu aumentarla, ma si può comunque aumentare la frequenza per andare a velocità piu elevate. Ovviamente in tal caso però la coppia si riduce perché si riduce il flusso e la corrente. Quello che non riesco a capire la coppia dopo che sono arrivato a V=Vnom. decresce come 1/omega o come 1/(omega)^2?!

Quale è il motivo percui scende con l'una o con l'altra pendenza?

SALUTI.

Re: Asincrono V/f

MessaggioInviato: 11 dic 2011, 18:18
da asdf
Premetto che non so risponderti alla domanda, ma te ne faccio una io e poi tolgo il disturbo: non era meglio fare quel disegno con FidoCadJ?
L'utilizzo di FidoCadJ vale anche quando bisogna disegnare delle curve, non solo per i circuiti, a maggior ragione quando il disegno da rappresentare è semplice come il tuo.

Magari così:


Re: Asincrono V/f

MessaggioInviato: 11 dic 2011, 18:31
da Lele_u_biddrazzu
Quando si controlla un m.a.t. con la tecnica \frac{V}{f}=\text{cost}, si hanno fondamentalmente tre regioni di funzionamento...

1. a partire da valori bassi di f fino alla f_N, si ha la regione di funzionamento a coppia massima costante (C_{\text{max}}= \text{cost});

2. per f>f_N, con la tensione pari a V_n, si ha la condizione di funzionamento a potenza costante (C_{\textrm{max}}\equiv\frac{1}{\Omega});

3. per f\gg f_{N}, con tensione pari a quella nominale, si ha la condizione di funzionamento a potenza decrescente (C_{\textrm{max}}\equiv\frac{1}{\Omega^2}) per via dell'elevato valore assunto dalle reattanze longitudinali previste nel modello circuitale del m.a.t. .

Re: Asincrono V/f

MessaggioInviato: 11 dic 2011, 19:37
da ciccio
Grazie per le risposte, e mi scuso per il disegno non conoscevo fidocad.

d'ora in poi lo utilizzerò.