Pensavo il problema fosse legato a quell'esercizio e non alla comprensione del metodo..
Comunque breve spiegazione del metodo:
abbiamo a che fare con grandezze sinusoidali, cioè nella forma

con

ampiezza,

pulsazione e

fase. Se oltre i generatori il circuito è formato da induttori, condensatori e resistenze, e se tutti i generatori imprimono correnti e tensioni con la stessa pulsazione, allora anche le tensione e le correnti in ogni ramo avranno lo stesso andamento temporale, cioè con ampiezza e fase in generale diverse ma con la stessa pulsazione.
Risulta quindi più facile nei calcoli pensare a una grandezza sinusoidale come la proiezione sulle ascisse di un vettore rotante in un piano cartesiano x-y con modulo

che gira con una velocità angolare

e che per t=0 si trova a un angolo rispetto all'ascissa di

(non sono molto bravo a disegnare con fidocadj, spero si capisca)
Il vettore può essere descritto completamente dal punto P dove termina, essendo sempre "ancorato" all'origine, cioè descrivendo le coordinate di P con la legge temporale:

Se ora come piano x-y prendiamo il piano complesso con x=Re e y=Im abbiamo:

espressa nella forma polare come

.
Ricordiamo che la parte reale di questo vettore rotante è proprio uguale alla nostra grandezza sinusoidale.
Usando grandezze isofrequenziali possiamo fare i vari calcoli di somma, moltiplicazione, etc. tra di esse lavorando sui rispettivi vettori e ancora più semplicemente trascurando il termine

essendo uguale per tutte.
Da qui deriva la notazione simbolica che associa una grandezza sinusoidale al rispettivo vettore che chiameremo fasore:

.
Una volta fatti i conti si ritorna al dominio del tempo con la seguente formula:
