Le batterie al piombo, per durare a lungo, non andrebbero mai scaricate al di sotto di 1,8 V, misurati a vuoto, per elemento (cioè 10,8 V per 6 elementi in serie, corrispondenti a batterie dalla tensione nominale di 12 V).
Non vanno lasciate scariche per lunghi periodi, ma ricaricate appena possibile.
Vanno conservate cariche. Questo si può fare con una continua carica di mantenimento o con una ricarica da effettuare almeno una volta ogni 6 mesi, per compensare l'autoscarica.
L'utilizzo di una batteria può essere
ciclico (la batteria viene caricata, poi utilizzata, poi nuovamente caricata e così via) oppure
in tampone (la batteria viene costantemente mantenuta carica, e scaricata solo occasionalmente in caso di necessità).
Non è necessario scaricare completamente una batteria
al piombo prima di ricaricarla, anzi è meglio evitare le scariche profonde.
La
ricarica in tampone è la più semplice: basta mantenere costantemente una tensione di 2,25 - 2,3 V per elemento (cioè 13,5 - 13,8 V per 6 elementi in serie, corrispondenti a batterie dalla tensione nominale di 12 V) con una limitazione della corrente di ricarica in ampere che non deve essere superiore a un decimo della capacità in Ah.
La
ricarica ciclica andrebbe effettuata a corrente costante (con una corrente in A pari
al massimo a un decimo della capacità in Ah) fino a raggiungere una tensione di circa 2,35 V per elemento (cioè
14,1 V per 6 elementi in serie, corrispondenti a batterie dalla tensione nominale di 12 V).
Questa fase è chiamata
carica "bulk" ("all'ingrosso").
Da lì in poi bisogna ridurre la corrente (in ampere) a circa un trentesimo della capacità (in ampere ora) fino a raggiungere una tensione di 2,45 V per elemento (cioè
14,7 V per 6 elementi in serie).
Questa diminuzione di corrente può essere anche
graduale, anzichè avvenire di colpo.
Quando si raggiungono i 2,45 V per elemento con corrente (in A) pari a un trentesimo della capacità (in Ah) la carica è terminata e bisogna smettere di fornire corrente.
Questa fase è chiamata
carica "topping" o "di assorbimento".
Se si prevede di lasciare la batteria attaccata al caricabatterie per lungo tempo o indefinitamente, giunti al termine della carica si può ridurre la tensione a 2,25 - 2,3 V per elemento (
13,5 - 13,8 V per 6 elementi in serie) in modo di mantenere la batteria carica compensando l'autoscarica.
Questa fase è chiamata
carica di mantenimento.
A seconda del tipo di batteria al piombo ci possono essere leggere variazioni nelle correnti e tensioni dette, e bisogna consultare i datasheet del costruttore. Anche la temperatura influisce sui livelli di tensione, quelli detti valgono intorno ai 20-25 ºC.
La caratteristica tensione/corrente di un buon caricabatterie al piombo (adatto anche a batterie sigillate, sia per uso ciclico che in tampone) a
12 V potrebbe essere questa:
Se te la cavi con l'inglese, prova a consultare questo
manuale tecnico. La parte riguardante la ricarica comincia a pag. 12, la dipendenza dalla temperatura è a pag. 18. Questo è valido per batterie sigillate. Quelle non sigillate accettano (entro certi limiti) di essere trattate un po' peggio.
Guarda anche
questa spiegazione dal sito "The battery university".
Se non ti tornano le tensioni e i metodi da un sito all'altro, non preoccuparti

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"Come ricaricare le batterie" è uno dei temi più controversi e confusi

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Io ti ho indicato i documenti secondo me più chiari e affidabili, e ti ho detto quello che ho capito e visto che (secondo me) è meglio.