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Modo comune

MessaggioInviato: 27 mag 2013, 23:38
da Candy
Un punto di reputation a chi me lo spiega. Evidentemente alle superiori che ho frequentato io, (piano seminterrato), era utopia.
Oggi per ben due volte me lo sono trovato in discorsi elettrotecnici e, fino a stamani pensavo fosse "qualcosa" di pertinente solo agli op. amp.
Cosa è?

Re: Modo comune

MessaggioInviato: 27 mag 2013, 23:46
da DirtyDeeds
Immagina tre conduttori qualunque (o tre nodi di un circuito), di cui uno assunto come riferimento per i potenziali:



Le tensioni V_1 e V_2 le puoi sempre scrivere come

V_1 = V_\text{c}+\frac{V_\text{d}}{2}

e

V_2 = V_\text{c}-\frac{V_\text{d}}{2}

dove

V_\text{c} = \frac{V_1+V_2}{2} è la tensione di modo comune, perché addendo comune alle due espressioni, e

V_\text{d} = V_1-V_2 è la tensione di modo differenziale, perché differenza tra le due tensioni.

Re: Modo comune

MessaggioInviato: 28 mag 2013, 1:56
da IsidoroKZ
E` la tensione media di due o piu` conduttori rispetto a una tensione presa come 0V.

Per esempio nel trifase la tensione di modo comune e` la componente omopolare.

In che contesto hai trovato la tensione di modo comune?

Re: Modo comune

MessaggioInviato: 28 mag 2013, 8:02
da Candy
IsidoroKZ ha scritto:In che contesto hai trovato la tensione di modo comune?

Ad esempio nei documenti linkati da mario_maggi in questo post.
Lo avevo trovato in mattinata su altre guide più sintetiche.

Ora dovrò riflettere bene sull'uso pratico del modo comune.

Re: Modo comune

MessaggioInviato: 28 mag 2013, 8:24
da DirtyDeeds
Quello che invece mi sono sempre chiesto è se in elettrotecnica, in sistemi a molti conduttori, si sia mai fatto uso di una scomposizione simile a quella delle coordinate Jacobiane usate in fisica per trattare il problema a molti corpi. La scomposizione in modo comune e modo differenziale per tre conduttori corrisponde a quella delle coordinate Jacobiane per 2 particelle.

Per esempio, nel caso di una quaterna di conduttori, di cui uno assunto come riferimento, l'analogo delle coordinate Jacobiane sarebbe:

V'_1 = V_2-V_1

V'_2 = \frac{V_1+V_2}{2}-V_3

V'_3 = \frac{V_1+V_2+V_3}{3}

Re: Modo comune

MessaggioInviato: 28 mag 2013, 8:40
da IsidoroKZ
Per i sistemi trifase si usa una scomposizione del tipo sequenza diretta, sequenza inversa in cui le fasi sono sempre sfasate di 120 gradi ma nell'ordine inverso e sequenza omopolare, cioe` modo comune.

Nel caso degli inverter il modo comune e` un parametro importante perche' il centrostella (=modo comune) viene spostato per aumentare la tensione disponibile a parita` di tensione di alimentazione in continua e per ridurre il numero di commutazioni degli IGBT e quindi le perdite.

Se riesco oggi pomeriggio faccio un disegno esplicativo.

Re: Modo comune

MessaggioInviato: 28 mag 2013, 9:35
da lillo
puoi fare lo stesso discorso con le correnti:


I_1=I_c+I_d
I_2=I_c-I_d

sommando membro a membro ottieni la corrente di modo comune:

I_c=\frac{I_1+I_2}{2}

sottraendo membro a membro quella di modo differenziale:

I_d=\frac{I_1-I_2}{2}

Re: Modo comune

MessaggioInviato: 28 mag 2013, 9:49
da DirtyDeeds
lillo ha scritto:puoi fare lo stesso discorso con le correnti:


Non hai fatto lo stesso discorso, confronta bene le equazioni ;-)

In realtà, le cose sono un po' più complicate: un discorso più completo sulle trasformazioni di variabili l'avevo affrontato qui e qui.

In realtà è da un po' che ho in mente una serie di articoli su queste rappresentazioni, prima o poi li scriverò :-)

Re: Modo comune

MessaggioInviato: 28 mag 2013, 9:54
da lillo
perdonami Foto UtenteDirtyDeeds, era solo un intercalare :oops:
nel thread che mi fai notare, noto una differenza con la tua corrente di modo comune.
ho sbagliato io, o sei tu che li intendi altro?

Re: Modo comune

MessaggioInviato: 28 mag 2013, 10:16
da DirtyDeeds
Il punto cruciale è questo: considera genericamente un elemento a n porte (ma la cosa si può generalizzare agli elementi a n terminali con nodo di riferimento fissato arbitrariamente nello spazio, anzi è in questa generalizzazione che il discorso acquista più forza), tu potresti definire indipendentemente una trasformazione per le tensioni e una per le correnti. Per un elemento a due porte, per esempio, per le tensioni si potrebbe adottare la trasformazione definita in [2] (che è quella standard adottata in elettronica):

\begin{align}
V_\text{c} &= \frac{1}{2}V_1 + \frac{1}{2}V_2 \\
V_\text{d} &= V_1-V_2
\end{align}

e per le correnti la trasformazione da te data in [7]

\begin{align}
I_\text{c} &= \frac{1}{2}I_1 + \frac{1}{2}I_2 \\
I_\text{d} &= \frac{1}{2}I_1 - \frac{1}{2}I_2
\end{align}

Così facendo hai trasformato il multiporta originale in un altro multiporta con tensioni e correnti di porta (V_\text{d},I_\text{d}) e (V_\text{c},I_\text{c}). Ti aspetteresti, allora, che il prodotto

S' = V_\text{d}I_\text{d}^*+V_\text{c}I_\text{c}^*

ti dia la potenza entrante nel multiporta. Prova a calcolarla: è proprio così?