Il modo più semplice è, dopo averla caricata, collegarle un carico per un certo tempo (indicativamente da 10 secondi a qualche minuto, dipende dal carico e dal tipo di batteria), e nel contempo misurare la tensione.
Se questa scende sotto una certa soglia (che dipende dalla tensione nominale della batteria) vuol dire che la batteria non è più buona.
Esistono in commercio per pochi euro dei "
prova pile" che effettuano questa prova sotto carico e danno un'indicazione dello stato con una lancetta in campo verde, giallo o rosso, oppure, più raramente, con LED colorati.
floppinoo ha scritto:Quindi ad esempio se ho una batteria da 9 volt [...] ?
Nel caso di un'accumulatore NiMH da 9 V nominali (7 elementi da 1,25 V = 8,75 V) e una capacità tipica di 200 mAh, io collegherei un carico che assorba una corrente in ampere pari al 25% della capacità in ampere ora (quindi 50 mA).
Se questo carico è costituito da un resistore, dovrà essere (legge di Ohm) da

(che arrotonderemo al valore standard più vicino, cioè 180 Ω). La potenza dissipata sarà (legge di Joule)

. Dovremo perciò scegliere un resistore da 0,5 W o, meglio, da 1 W.
Il tempo e la soglia di tensione si trovano empiricamente. Per esempio, io partirei considerando che se la tensione sotto carico si mantiene al di sopra di 8,75 V per 60 secondi l'accumulatore è buono.
Se allo scadere dei 60 secondi la tensione è tra il 90% e il 100% di 8,75 V l'accumulatore comincia a dare segni di stanchezza.
Se scende sotto il 90% di 8,75 V, l'accumulatore è da scartare.
Poi affinerei soglie e tempi in funzione dell'esperienza.
A titolo informativo ti dico, in base a prove mie, che accumulatori al piombo da 12 V, 2 Ah, con un carico di 44 Ω, se avariati, dopo 2 minuti presentavano una tensione inferiore a 10,8 V (il 90% della tensione nominale di 12 V).
Con quel carico la corrente che passava era pari a circa il 14% della capacità (e non il 25% come ti ho proposto per abbreviare i tempi).
Inizialmente io con quel carico effettuavo prove che duravano 10 minuti. Alla luce dell'esperienza ho poi visto che 2 minuti erano sufficienti, visto che in quel tempo tutti gli accumulatori avariati si rivelavano. Infatti non mi è mai successo che un accumulatore con tensione OK dopo 2 minuti, andasse sotto la soglia dopo 10 minuti.
Se invece di prove manuali, che devono essere rapide, puoi fare autodiagnosi automatiche, allora si possono fare le cose molto più per bene. Per esempio in un apparato, ogni tre mesi potresti automaticamente assorbire la massima corrente che il dispositivo può richiedere alla batteria, e per un tempo prolungato. In un paio d'ore potresti richiedere tanta energia quanta se ne va nel peggiore dei casi in un black-out di 12 ore, e quindi avere una garanzia effettiva della capacità residua e della durata di una batteria di riserva.