Dipende dal grado di diseccitazione. Se la diseccitazione non è eccessiva, la macchina può continuare ad erogare potenza attiva alla rete, aumentando l'angolo di potenza, cioè l'angolo di sfasamento tra la tensione di rete e la tensione che essa produrrebbe a vuoto, mentre richiederà dalla rete potenza reattiva induttiva. La rete, per la macchina, diventa cioè un carico capacitivo. Se la diseccitazione è eccessiva e la potenza della turbina non è ridotta la macchina esce dalla stabilità e perde il sincronismo.
La potenza attiva è determinata dalla turbina, quella reattiva dall'eccitazione.
Puoi vedere anche
questa pagina sul parallelo (paragrafo anticipo e sottoeccitazione per il caso prospettato). In particolare il ragionamento lo puoi fare sul diagramma finale. La riduzione dell'eccitazione comporta il passaggio del punto di funzionamento su una circonferenza a Iecc=costante più interna, con spostamento orizzontale se la potenza della turbina è mantenuta costante, quindi con conseguente aumento dell'angolo "delta". La potenza reattiva cambia di segno. Se però la retta orizzontale che rappresenta la potenza costante della turbina non interseca la circonferenza corrispondente alla eccitazione rimasta, la macchina "perde il passo" ed esce dall'equilibrio.