Strumento magnetoelettrico
Salve a tutti, stavo studiando gli strumenti per la misura di grandezze elettriche, quando mi sono imbattuto sugli strumenti magnetoelettrici. In particolare i miei dubbi sono nati quando il testo ha definito l'energia magnetica associata al sistema. Quello che non capisco è che se il campo magnetico (radiale), in cui è investita la bobina, è costante, e la corrente che la attraversa è stazionaria, come fa ad esserci questa energia magnetica??. Da quello che so l'energia magnetica nasce in conseguenza del fatto che all'interno di un generico induttore, ogni qual volta c'è una variazione di corrente (e quindi una variazione di flusso concatenato) nasce una f.e.m. indotta che, per la conservazione dell'energia, deve controbilanciare e quindi opporsi a tale variazione. Quindi per vincere tale opposizione, il generatore deve effettuare un lavoro che poi verrà ritrovato in energia nel induttore stesso. In questo caso la variazione nel tempo del flusso concatenato non c'è, ma c'è nella posizione angolare, quindi forse per questo potrebbe accumularsi questa energia e variare con la posizione stessa, però sinceramente non riesco ad afferrare bene questo concetto, quindi vorrei qualcuno che me lo spiegasse gentilmente. Grazie
Qui c'è il link sugli strumenti magnetoelettrici da dove stavo studiando=> http://www.docente.unicas.it/userupload ... canici.pdf
Qui c'è il link sugli strumenti magnetoelettrici da dove stavo studiando=> http://www.docente.unicas.it/userupload ... canici.pdf
. Sotto opportune condizioni, puoi associare l'energia magnetica presente in un volume come
. Considerando per semplicità un induttore, applicando i bilanci dell'energia trovi che vale
. Infatti la tensione indotta vale
, moltiplicando per
e integrando trovi l'energia associata, quindi
. Ciò significa che laddove sia presente un campo magnetico ci sarà stata una variazione della corrente, la cui concausa sarà esprimibile nella maniera più semplice come un'induttanza. Non è necessario che ci sia continuamente una variazione di campo magnetico, basta un transitorio che si esaurisca verso una condiziona stazionaria per avere generato un accumulo di energia. Per cui (sempre sotto le opportune ipotesi semplificative) l'energia non è associata ad una variazione continua istante per istante, ma alla presenza o meno di campo magnetico, il cui valore a regime, se il mezzo è lineare, non dipende da come è stato raggiunto ma solo dal valore stesso. Si dice cioè che l'energia è una variabile di stato poiché dipende dal valore raggiunto e basta, senza preoccuparsi di quello che è avvenuto per raggiungerlo, ed è definita univocamente da esso (infatti, se noti, la formula
contiene informazioni sulla sola corrente stazionaria, non da come essa è stata raggiunta).




varia con la posizione angolare ed ha l'espressione che è riportata sul pdf che hai linkato.
, prerogativa delle sole autoinduttanze (L), per cui l'energia associata dipende angolarmente dalla sola mutua. Infatti c'è un circuito che si preoccupa di creare il flusso (quello del magnete permanente) e un altro che invece ne subisce in concatenamento e contribuisce all'energia con la corrente. Detto in altri termini, il flusso concatenato dal primo circuito dipende dall'angolo che questo forma con il campo magnetico radiale prodotto dal magnete permanente. Quando tale flusso concatenato è nullo, allora non c'è neanche energia magnetica corrispondente poiché è nulla la mutua, non essendoci linee di flusso che lo attraversano.
formato dalla lancetta che quantifica la grandezza in esame. L'induttanza aumenta man mano che il pezzo di ferro entra nella bobina, e inoltre fornendo una corrente in essa (creando dunque un campo magnetico lungo l'asse) il campo che si crea tende ad inglobare il ferro dentro alla bobina. In questo modo, si può dire formalmente che l'induttanza dipende da quanto il ferro è inserito nella bobina, cioè dalla distanza. Inoltre, questa distanza dipende a sua volta dall'angolo 
. In questo modo la coppia prodotta sarà direttamente proporzionale al quadrato della corrente, per cui per l'equilibrio delle coppie motrice (corrente) e resistente (molla), risulta che anche l'angolo della lancetta sarà proporzionale al quadrato della corrente.